Alghe e insetti saranno il cibo del futuro

Lombatti

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01/08/2012

Dimenticate lasagne e cannelloni, alghe e insetti saranno il cibo del futuro. Se ne facciano una ragione i cultori della buona tavola addobbata di piatti colorati di portata con deliziosi primi piatti, secondi elaborati e torte decorate di panna e cioccolato. Nei prossimi vent’anni, queste strane cose saranno nei nostri piatti, l’importante è non impressionarsi e farci l’abitudine. Ad essere privilegiati, sicuramente, gli orientali, assidui consumatori di alghe e insetti.
Questa quasi agghiacciante prospettiva è stata pubblicata dalla BBC, gli esperti raccontano che anche il mondo occidentale dovrà abituarsi ad alghe, insetti e alimenti di questo genere. Se nell’era del benessere si serve a tavola cibo abbondante, con il passare degli anni, diventerà un genere di lusso. I costi sono sempre più elevati, dunque, si produce e si compra meno, il cibo scarseggia e gli occidentali saranno costretti a rivolgersi ad altre risorse.
Le specie di insetti sono circa 1.400, non è detto che siano tutti così buoni o commestibili però, il blocco psicologico che noi europei nutriamo nei confronti di quelle bestioline che proprio non ci sono simpatiche, dovremo accantonarlo. Gli scienziati della Wageningen University (Olanda) sostengono che gli insetti abbiano valori nutrizionali più elevati della comune carne, oltre a contenere molte proteine.
Evidentemente più avanzati, gli olandesi caldeggiano l’allevamento degli insetti che, precisano, ha costi inferiori rispetto ai bovini, oltre che consumare meno acqua e salvaguardare l’ambiente. Nel resto del mondo, invece, bruchi e locuste sono prelibate in Africa, nella cucina giapponese si prediligono le vespe e in Thailandia mangiano grilli. Di sicuro noi europei non sceglieremmo di fare una grigliata con hamburger e salsicce di insetti.
Sono numerose anche le specie di alghe nei mari del mondo, fra cui la spirulina, considerata un eccellente integratore alimentare naturale con un altissimo contenuto proteico. Molto apprezzate in Oriente, faticano ad entrare nel gusto degli europei, ma il futuro dell’umanità prevede la creazione di grandi allevamenti negli oceani, supplendo alla mancanza di terre da coltivare per le quali è necessaria molta acqua. Le alghe, che notoriamente risvegliano il metabolismo, potrebbero nutrire uomini e animali e servirebbero anche a produrre bio-carburanti con la prospettiva di sostituire petrolio e carbone.
Alle tante stranezze alimentari, si aggiunge anche quella di associare cibo e musica, un recente studio della Oxford University ha dimostrato che esistono melodie in grado di cambiare il cibo, dolce, amaro o più fresco, dipende. Si dice che le note alte regalino sapori più dolci.
Gli inglesi ci credono, evidentemente, tanto che un famoso chef, Heston Blumenthal, propone nel suo altrettanto celebre ristorante Fat Duck, un piatto chiamato “Sound of the Sea” (suono del mare) accompagnato da un iPod che riproduce, appunto, le sonorità marine. Chi ha provato è pronto a giurare che il sapore fosse più fresco.
Fra tutte queste stranezze, dice la sua Andrea Ghiselli, ricercatore dell’INRAN (Istituto nazionale Ricerca Alimenti e Nutrizione), che fa il punto della situazione: “La demonizzazione del bovino da parte degli ambientalisti talvolta è esagerata e va comunque precisato che la carne non è solo bovina, ma proviene anche dai polli o dai maiali, che necessitano di meno acqua e hanno un minore impatto sull’ambiente. Per quanto riguarda gli insetti il loro potenziale nutrizionale è indubbiamente alto, ma va comunque tenuto presente che in zone dove esiste una minor quantità di insetti sciamanti allevarli e trasformarli in cibo non è assolutamente facile.
Tipicamente infatti le società che hanno sviluppato una cultura della dieta a base di insetto si trovano in zone geografiche ad alta densità di insetti. Le alghe invece potrebbero essere veramente il cibo del prossimo secolo e sono indubbiamente ricche di fattori preziosi
“.