All’Università di Parma una panchina “arcobaleno” contro l’omofobia

Una panchina “arcobaleno” come un piccolo faro acceso contro le discriminazioni. È quella che è stata realizzata dall’Università di Parma nel chiostro del complesso di via d’Azeglio su richiesta del Consiglio degli Studenti. Un’idea, quella maturata in seno al corpo studentesco e condivisa dall’Ateneo, volta a tenere alta l’attenzione sui soprusi e le violenze nei confronti di chi non si riconosce nell’eterosessualità e che reca in sé una chiara condanna ad ogni forma di omofobia: un messaggio lanciato proprio nel periodo in cui si sarebbe dovuta tenere la manifestazione Parma Pride, rimandata a causa delle restrizioni legate al coronavirus.

Per ribadire questi concetti il Rettore Paolo Andrei e il Presidente del Consiglio degli Studenti Yuri Ferrari si sono ritrovati oggi nel chiostro di via d’Azeglio.

“Questa iniziativa – afferma il Rettore Paolo Andrei – testimonia ancora una volta la ferma condanna dell’Università di Parma ad ogni tipo di discriminazione. Come Ateneo non potevamo che accogliere e condividere l’idea dei nostri studenti, da sempre estremamente attenti alle tematiche legate ai diritti e alla dignità delle persone. Auspichiamo dunque che questa nostra iniziativa possa essere occasione di riflessione e di sensibilizzazione contro la violenza e l’emarginazione”.

“Abbiamo bisogno di gesti, non solo concreti ed effettivi in ambito normativo – aggiunge Yuri Ferrari -, ma anche simbolici, di sensibilizzazione, volti a riconoscere, accogliere e ascoltare tutte le identità di genere e tutti gli orientamenti sessuali, senza discriminazione alcuna; e l’Università, centro culturale della nostra Città, non può che essere il giusto luogo dove intraprendere per primi queste azioni. Questo è il messaggio che vogliamo lanciare in attesa di tornare presto a dipingere le Piazze con i colori dell’arcobaleno”.

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