“Arrestiamo la proliferazione dei partiti!”

assaggiami
Lombatti

04/03/2009

Giacomo Zanni, Comitato promotore per il referendum elettorale – Parma

Ecco di nuovo i referendari. Dove eravate spariti?
Siamo stati fermi un anno. Ma come purtroppo era facile immaginare, non è cambiato nulla.
Il Comitato Promotore referendario ora ha ripreso la sua attività anche a Parma, in vista del voto che per legge si terrà entro 90 giorni.

Quando si vota?
Il referendum potrebbe teoricamente essere svolto tra il 15 aprile e il 15 giugno, ma per ragioni tecniche le date disponibili si limitano a due: domenica 7 giugno e domenica 14 giugno.

Il Ministro Maroni ha dichiarato che non vuole tenere il referendum in corrispondenza dell’election day. Perché?
Il Ministro dell’Interno ha fissato l’election day al primo fine settimana di giugno, motivandolo con il rilevante risparmio economico che sarebbe derivato dall’abbinamento tra elezioni europee e primo turno delle elezioni amministrative.
Noi referendari abbiamo subito richiesto che anche il referendum elettorale si svolga il 7 giugno, per evitare un sovraccarico di date elettorali ai cittadini.
Purtroppo, pare che il Ministro voglia proporre al Governo la data del 14 giugno per il referendum, anziché il 7 giugno. Se così fosse, gli italiani sarebbero assurdamente chiamati a votare per tre domeniche consecutive (europee più amministrative, referendum e seconda tornata amministrativa), il che significherebbe un aggravio inspiegabile razionalmente, se non ipotizzando la volontà di boicottare l’appuntamento referendario sul piano politico.

Voi denunciate anche uno spreco di denaro pubblico. In che senso?
Se non si abbina il referendum alle elezioni del 7 giugno i costi aggiuntivi saranno ingentissimi. Non lo diciamo noi, ma Tito Boeri, uno dei più autorevoli economisti italiani.
Se si scegliesse il 14 giugno, gli italiani dovrebbero sborsare un ammontare aggiuntivo di ben 400 milioni di euro. È uno spreco enorme e assolutamente ingiustificato.

Dicono che la politica ha i suoi costi.
400 milioni di euro sono un’enormità. In questo caso, per risparmiarli basta una circolare ministeriale. Buttarli via è da irresponsabili, in questa situazione di crisi. Con 400 milioni di euro, solo per fare due esempi, si possono acquistare i testi per tutti gli studenti italiani delle scuole medie oppure coprire i tagli alla ricerca universitaria per due o tre anni.

Ma questo referendum serve?
Non dimentichiamo che questo referendum, sottoscritto da 820 mila cittadini, è nato per scardinare una legge elettorale che è stata denominata “porcellum” dai suoi stessi ideatori. Una legge pessima che ha annichilito, anziché completarlo, il processo di riforma istituzionale verso il bipolarismo. Il Sì al referendum arresterà la proliferazione dei partiti, a favore di una democrazia delle persone e non degli apparati.

Cosa rispondete a coloro che obiettano che l’abbinamento potrebbe aumentare la percentuale dei votanti, dando così indirettamente un aiuto al referendum, per il quale è prescritto un quorum minimo di validità?
Rispondiamo che esiste un modo semplicissimo per assicurare a ogni elettore, anche in concomitanza con altre elezioni, il diritto di astenersi. E’ sufficiente che il presidente di seggio informi l’elettore, al momento della consegna delle schede, che può rifiutare quella per il referendum, votando quindi per le altre elezioni. La non partecipazione al voto referendario assumerebbe in questo caso il significato di una scelta consapevole, come è giusto che sia.
Ripeto: per assicurare tutto questo è sufficiente una semplice circolare ministeriale.

Insomma, cosa suggerite in questo momento ai cittadini?
La scelta sarà fatta nelle prossime settimane e anche i più sprovveduti sanno che non ha senso spendere 400 milioni di euro contro la democrazia e a favore dell’apatia politica. La garanzia principale per la democrazia è la partecipazione consapevole dei cittadini.
Invitiamo perciò cittadinanza, partiti e media a mobilitarsi contro lo spreco e a favore della partecipazione. Per informazioni sulle iniziative del Comitato, possono scrivere a referendumparma@yahoogroups.com

comunali2022