Bollette telefoniche, “no a consulenze legali”

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04/05/2009

Pubblichiamo di seguito l’nterpellanza dei consiglieri Ablondi, Iotti, Amadei, Biacchi, Massari, Guarnieri sulla consulenza legale affidata dal Comune a due avvocati sulla questione bollette telefoniche telefoniche.
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Al Signor PRESIDENTE
del Consiglio Comunale
Al Signor SINDACO
Loro Sedi


Oggetto: interpellanza relativa al conferimento di consulenza legale – delibera G.C. n. 500/23.04.09.

PREMESSO CHE:
• a quanto è dato sapere, la nota vicenda delle bollette riguardante i cellulari di servizio in dotazione ad alcuni amministratori ha evidenziato due posizioni anomale, che richiedono accertamenti sul piano amministrativo e che hanno determinato, quanto ad un caso, anche l’avvio di un indagine penale;
• la vicenda medesima, come è già stato più volte scritto, pone il Comune di Parma in una posizione di eventuale conflitto d’interessi con i titolari delle schede telefoniche gravate da costi incongrui. Da un lato, infatti, il Comune deve contestare formalmente il fatto alle persone interessate; dall’altro, esso deve fare riserva di ripetizione delle somme non riconducibili a spese istituzionali;
• peraltro, il Comune di Parma ha il preliminare dovere di verificare con la Società telefonica l’esistenza o meno di cause tecniche e oggettive che escludano l’addebitabilità dei costi eccessivi ai fruitori delle schede telefoniche stesse;
• al momento, peraltro, non emerge ragione alcuna per la quale il Comune debba giudizialmente agire nei confronti della Società telefonica medesima;
• allo stato delle indagini, qualunque iniziativa giudiziale da parte del Comune si rivela quantomeno prematura;
• appare, pertanto, non condivisibile la scelta operata dalla Giunta di conferire a due professionisti del libero foro – uno penalista e l’altro civilista – un incarico di consulenza dai contorni non definiti e quanto mai vaghi;
• tale incarico, per la sua generalità ed indeterminatezza sembra violare la normativa in materia di consulenze, configurandosi, lo stesso quale appalto di servizi senza il rispetto delle relative procedure di affidamento;
• la delibera di Giunta n. 500/23.04.09, pertanto, appare foriera di possibile danno erariale;
• l’incarico di che trattasi, così come conferito arreca, pertanto, un indebito onere a carico dell’erario del Comune comportando una spesa ingiustificata in presenza di adeguate professionalità interne (segretario generale, vice segretario generale, ispettore generale, direttore generale, avvocati, dirigente contratti ed in particolare di una struttura esclusivamente dedicata ai servizi informatici e telematici con al vertice una figura dirigenziale “particolarmente qualificata” – delibera G.C. 16.08.2008 n.525).
Tuttociò premesso i sottoscritti consiglieri
CHIEDONO
La revoca della delibera di Giunta comunale n. 500/23.04.09.
Distinti saluti.

Parma, 30 Aprile 2009

Marco Ablondi, Massimo Iotti, Danilo Amadei, Biacchi Gabriella, Giuseppe Massari, Guarnieri Maria Teresa (nella foto)

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04/05/2009
h.15.10

In riferimento all’interpellanza relativa alla delibera G.C. n. 500 del 23.4.2009, l’Amministrazione comunale specifica che “questa delibera risulta del tutto giustificata, in quanto la vicenda delle bollette telefoniche è particolarmente complessa e delicata sul piano giuridico, perché entrano in gioco e sono fra loro correlati e connessi, aspetti tecnico-informatici molto sofisticati, con profili che possono avere rilievi di carattere penale, unitamente a profili certi di carattere civilistico, in relazione al contratto in vigore con Telecom. T
utti questi aspetti e profili hanno certamente una loro caratterizzazione specialistica, per cui si è reso necessario il coinvolgimento di diverse professionalità che, unitamente agli uffici preposti, possano opportunamente assistere l’Amministrazione. Circa i distinguo fatti dall’opposizione sui casi citati nell’interpellanza, si sottolinea come la Procura sia informata di tutti gli aspetti”.
L’Amministrazione assicura, fin da ora, che “il Comune non avrà alcun danno economico”.

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