Bonaccini: “L’Emilia Romagna è già stata liberata dalla Resistenza, ed è grazie a questa libertà che oggi la Lega può permettersi di venire qui a dire delle cretinate”

Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia Romagna e candidato alle regionali per il centrosinistra, è intervenuto all’assemblea nazionale del Pd. Questi i passaggi più significativi del suo intervento.


No a passerelle

Se il Governo vuole darci una mano provi a risolvere i problemi che le nostre Comunità vivono tutti i giorni. In Emilia Romagna non abbiamo bisogno di passerelle ma di presenze, molto benvenute, che affrontino i problemi.

Ce la giochiamo così

So che abbiamo davanti una sfida alla quale tutti guardano, perfino da fuori dell’Italia. Non concediamo, però, il regalo di farla diventare, come dicono Salvini e la Meloni, una sfida per mandare a casa il Governo Conte. Perchè dal 27 gennaio in questa Regione per cinque anni non ci saranno Salvini, Zingaretti, Conte, Meloni, Renzi, Di Maio… ma ci saranno o Bonaccini o la Borgonzoni. Se Salvini sta sostituendo (non affiancando) la Borgonzoni è perchè non hanno un’idea sul futuro dell’Emilia Romagna. Allora giochiamola così: si vota per l’Emilia Romagna. Gli emiliano romagnoli devono sapere che chi vincerà le elezioni non governerà l’Italia ma questa bellissima e straordinaria Regione. Dobbiamo impostare la campagna elettorale sui temi della Regione. So bene il valore della posta in gioco, ma si corre per l’Emilia Romagna.

Centrosinistra allargato e compatto

In Emilia Romagna sarà più facile fare un accordo di centrosinistra largo. Perchè mentre i Governi amici di Renzi e Gentiloni avevamo una parte della sinistra all’opposizione, qui questa componente governava con noi. Ecco, sono orgoglioso di una cosa: in cinque anni voi non avete mai sentito parlare di mezza giornata di crisi del centrosinistra inedito che ha governato l’Emilia Romagna. Perchè le poche volte che non eravamo d’accordo chiedevo a tutti di chiudersi a chiave in una stanza, litigare nella notte, ma poi uscire con una posizione comune. E, ne scherzavo con Zingaretti, anche tenere insieme trenta consiglieri del Pd che non litigassero mai non è stata una passeggiata. Bravi loro.

Il passato e il presente

In passato alle elezioni regionali dell’Emilia Romagna l’unico dubbio che avevamo era quantificare il distacco tra noi e gli altri. Oggi sappiamo che la partita può andare in diverse direzioni. E allora chiederò al Governo, a chi lo sostiene, ai parlamentari e a chi vuole venire a darci una mano di smettere di litigare. Noi non ne possiamo più di vedere dentro i partiti, fuori dai partiti, dentro chi governa, mettere in luce le cose su cui non si va d’accordo piuttosto che le tante cose buone che ci fanno.

In passato alle regionali dell’Emilia Romagna l’unico dubbio che avevamo era quantificare il distacco tra noi e gli altri. Oggi sappiamo che la partita può andare in diverse direzioni

Liberazione

Il centrodestra ha detto che vinceranno le elezioni per liberare l’Emilia Romagna. Gli rispondo che questa Regione l’hanno già liberata 74 anni fa, con sacrifici drammatici, tante persone che, grazie alla lotta di Resistenza e di Liberazione. E’ questa libertà che oggi permette anche a loro di venire qui a dire delle cretinate. 

Raccomandazioni sul lavoro

La cosa più offensiva che ho sentito dire è che loro devono vincere per far sì che in Emilia Romagna chi voglia trovare lavoro o fare impresa non debba più prendere la tessera di un partito o di un sindacato. Qui la disoccupazione per trent’anni è stata intorno al 5%. Oggi sta tornando sotto al 5%. Questa propaganda del centrodestra è un’offesa ai tanti straordinari imprenditori e lavoratori di questa terra che non hanno mai avuto bisogno di una raccomandazione perchè è grazie a quello che hanno fatto nella vita e negli studi che sono riusciti a garantirci un livello di qualità che è uno dei più alti d’Europa.

Appuntamento in Piazza Maggiore

Se volete darmi una mano, il pomeriggio del 7 dicembre venite tutti in Piazza Maggiore, con le bandiere che vi pare. Per anni abbiamo avuto fin timore di andare nelle piazze. Dobbiamo tornarci. Anche per questo dico grazie al segretario Zingaretti per ciò che ha saputo imprimere al Pd.

Andrea Marsiletti