Caccia al cinghiale, Occhi e Rainieri (Lega): “Attività in sofferenza”

“La Regione porti da 15 a 10 i il numero minimo di partecipanti alla caccia al cinghiale per andare incontro a un’attività sempre più in sofferenza. Una proposta nata per superare le difficoltà del periodo Covid ma che potrebbe interessante anche per il futuro”.

Così i consiglieri della Lega ER Emiliano Occhi, e Fabio Rainieri, vicepresidente dell’Assemblea legislativa che hanno denunciato in commissione la preoccupante situazione:“Le squadre sono sempre più limitate mentre i problemi si aggravano perché i cinghiali sono ormai numerosi anche in pianura dove, purtroppo, causano anche incidenti stradali mortali”.

Sulla questione i due leghisti parmigiani, insieme ai piacentini Matteo Rancan e Valentina Stragliati, avevano depositato un’interrogazione, chiedendo se la Giunta ritenesse opportuno derogare temporaneamente al numero minimo di 15 partecipanti portandolo almeno a 10 in virtù del periodo particolare di crisi pandemica che stiamo vivendo anche alla luce delle zone rosse che sono state istituite al confine della nostra regione.

“Non occorre più farlo perché, di concerto con la prefettura di Bologna, come spiegato nella sezione FAQ del sito della Regione, si è ritenuta questa motivazione valida per consentire lo spostamento tra regioni visti i problemi connessi con la peste suina oltre ai danni provocati all’agricoltura e alla circolazione stradale” ha risposto l’assessore all’agricoltura e agroalimentare, caccia e pesca Alessio Mammi, che ha assicurato come dal 19 novembre scorso la problematica sia stata risolta.

Una risposta che non ha soddisfatto i leghisti: “La Regione dice che è permesso lo spostamento tra Comuni e Regioni per i componenti delle squadre ma nel documento si parla solo di spostamento tra Comuni, e non tra Regioni. I cacciatori lombardi non si fidano a valicare il confine per il timore di sanzioni e anche le forze dell’ordine si trovano in difficoltà nel valutare la situazione” hanno concluso Occhi e Rainieri.