Civiltà Parmigiana sui servizi educativi: “Convenzioni deludenti, rincari e ritardi”

Da sempre attenti al tema dei servizi educativi e riallacciandosi anche all’ultima inchiesta pubblicata dalla stampa locale, Civiltà Parmigiana ha organizzato per ieri pomeriggio una conferenza stampa dedicata per evidenziare come da troppi anni l’Amministrazione cittadina porti avanti una gestione di accessi ai servizi per le famiglie lenta, poco chiara e discutibile, oltre che molto più costosa rispetto a quella delle città vicine.

Il problema, sorto durante i precedenti mandati Pizzarotti, sembra andare avanti anche con l’odierna Giunta, che proclama soluzioni a parole, ma nella realtà tergiversa o agisce in maniera insoddisfacente.

Già lo scorso anno Civiltà Parmigiana aveva presentato in Consiglio Comunale una mozione propositiva di percorso integrato pubblico/privato, finalizzata alla condivisione di tutti per anticipare i tempi di risposta alle famiglie e arrivare nel più breve tempo possibile alla soluzione di due delle questioni principali, sulle quali l’Amministrazione Comunale sembrava essersi bloccata: liste di attesa ai nidi e alle materne sempre più lunghe e costi delle rette sempre troppo onerosi.

“Abbiamo preso atto della bocciatura inaspettata da parte della maggioranza – ricorda Maria Federica Ubaldi, Consigliera Comunale di Civiltà Parmigiana. E oltre a questo, nei mesi successivi, ci siamo trovati ad assistere a una serie di lentezze e mancata attenzione verso le famiglie”.

Il 5 gennaio, infatti, con grande enfasi è stata annunciata una fantomatica sigla alla convenzione tra Amministrazione e alcune scuole private paritarie.

“Abbiamo chiesto di poter visionare la documentazione – prosegue Ubaldi -, ma ci è stato risposto che in realtà le convenzioni non sono ancora state effettivamente firmate. Peccato! Speriamo che questo insegni all’Amministrazione a porre maggiore attenzione agli annunci che sceglie di far uscire, anche a mezzo stampa. Le persone ascoltano, ci contano e poi ricordano, soprattutto le aspettative deluse”.

 

Michele Guerra varca la soglia della clausura del monastero delle Carmelitane Scalze (di Andrea Marsiletti)

 

Forma a parte, nella sostanza questa convenzione risulta comunque molto riduttiva e deludente. Infatti, la convenzione di tipo “A” prevede che la retta massima applicabile dalle scuole non superi del 20% la retta più alta del servizio comunale. Nella realtà, già oggi la maggior parte delle scuole private paritarie, che hanno aderito a questa convenzione, presentano rette che rientrano in questa fascia.
Altre scuole hanno aderito alla convezione di tipo “B”, che non prevede nessun calmieramento dei prezzi. Solo le famiglie con ISEE inferiore ai 7.500 euro avranno la possibilità di accedere con una retta di 110 euro mensili, ma per una famiglia con un reddito così basso, in realtà, anche 1100 euro all’anno possono comportare comunque un problema, che non può considerarsi un successo reale.

“Inoltre, le famiglie che rientrano in una fascia di reddito medio, che dovessero rimanere escluse dal servizio pubblico – continua Maria Federica Ubaldi – trovando poi rifugio nelle scuole paritarie, si troveranno a pagare una tariffa più alta della tariffa massima comunale, continuando di fatto a non poter usufruire di alcun tipo di agevolazione e rimanendo le più penalizzate”.

Andando oltre, rimangono aperte altre questioni e contraddizioni: per esempio, il servizio 0-3 anni (nidi) che ha un impatto economico superiore al resto, al momento è escluso da questa convenzione. “Siamo sempre più perplessi in merito all’agire di questa Amministrazione; la misura messa in atto per i servizi educativi ci pare decisamente fuori fuoco – ricorda Alessandro Milioli, parte del Consiglio Direttivo di Civiltà Parmigiana -, perché sembra non essere pensata per favorire aspetti e progressi che tanto si auspicano, come l’aumento della natalità e il reintegro nel mondo del lavoro delle neomamme, quando, sempre a parole, dovrebbero essere tra i principali punti di interesse di una Giunta di Centrosinistra”.

“E ora, ciliegina sulla torta, ci viene detto che aumenteranno gli scaglioni delle tariffe di un servizio fondamentale per le famiglie come è l’Happy Bus – aggiunge Giusy Rubano, referente del Gruppo -, che per anni è stato un servizio prezioso, ecologico e sicuro a cui affidarsi, mentre soffre anche di ritardi e di una diminuzione della qualità”.

 

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