“ColornoLab è un’opposizione concreta. Per il Pd è controproducente confrontare le Amministrazioni Canova e Stocchi. La comunicazione del sindaco è una lama a doppio taglio”. INTERVISTA ad Alberto Padovani

A un anno dal suo insediamento in Consiglio comunale di Colorno, nei banchi della minoranza, abbiamo intervistato a 360° Alberto Padovani.

Un anno fa entravi in Consiglio comunale, in minoranza, ma con un ottimo risultato del 17% di per una lista civica fuori dai partiti. Col senno di poi, come guardi a quelle elezioni?

Credo che ColornoLAB abbia espresso un progetto interessante, concreto e attrattivo, frutto di un lavoro di gruppo innovativo e inclusivo verso il paese: per molti aspetti questo lavoro è ancora utile oggi. Il nostro è un programma con cui l’Amministrazione si incrocia spesso. Più di una volta ci siamo sentiti copiati: a noi fa piacere… significa che le nostre idee sono valide. La nostra proposta realmente civica non è certo conclusa con il mio ingresso in Consiglio: quello è solo l’esito elettorale e istituzionale. Il lavoro continua col Comitato Civico ColornoLAB. Non dimentichiamo poi l’ottimo risultato di Raffaella Lommi, in termini di preferenze, ed il buon risultato degli altri candidati della lista. Credo che il nostro messaggio costruttivo sia stato capito dai Colornesi, anche da quelli che non ci hanno votato.

Tra te e il Pd come sono oggi i rapporti?

I rapporti con i consiglieri di Colorno Domani sono buoni e costanti. Credo che questo sia l’esito, apprezzabile dai cittadini, di un patto iniziale di rispetto e collaborazione in Consiglio. Ho condiviso l’impostazione dialogica data dall’Amministrazione e sottoscritta da tutti, perché permette di svolgere il proprio ruolo nelle condizioni più adeguate, sia in minoranza che in maggioranza. Questo principio vale per tutti: a volte, come ben sa chi ha esperienza politica, nei Consigli sono i consiglieri di maggioranza quelli meno informati. Il dialogo serve a tutti.

Il PD deve elaborare una pesante sconfitta. Non dimentichiamo poi i Socialisti, che, se non sbaglio, dal 1946 ad oggi erano sempre stati in maggioranza a Colorno: forse la sconfitta per loro è stata ancora più bruciante. Va dato il tempo agli iscritti degli entrambi partiti di superare questa fase difficile. Quello che non comprendo, sinceramente, è il continuo confronto messo in atto a livello di social tra questa e la precedente amministrazione: a mio parere rischia di essere controproducente. Ciò detto, da parte mia e nostra, come ColornoLAB, il dialogo è aperto, senza pregiudizi o retaggi, per il bene di Colorno, per svolgere un’efficace lavoro di opposizione. Come abbiamo già dimostrato di saper fare insieme in più di un’occasione.

In questo anno quale pensi sia stato il tuo contributo, in termini di controllo e di proposta?

Credo che il valore di una buona opposizione si manifesti nella concretezza. Se non si compie una reale azione di controllo dell’Amministrazione non si fa buona opposizione. Al tempo stesso, se si eccede in tattica ostativa, fine a se stessa, si risulta poco concreti e poco interessati all’obiettivo superiore del bene comune, delle buone scelte per tutti i Colornesi, nel nostro caso. Il ruolo di Consigliere di minoranza è più interessante e istruttivo di quello del Consigliere di maggioranza: ciononostante intendo non affezionarmici troppo.

Il gruppo consigliare di ColornoLAB ha prodotto diverse interrogazioni e mozioni. Abbiamo cercato di privilegiare l’importanza dei temi, più che il numero: sicurezza idraulica, sicurezza dei Colornesi, problemi principali del paese, funzionamento dei servizi fondamentali, sostegno al lavoro e al commercio, istruzione e politiche a favore dei giovani, restauro dei monumenti storici di Colorno, valorizzazione del patrimonio storico e artistico, nuovo ponte sul Po e altre fondamentali opere infrastrutturali, come la Cispadana… e tanto altro ancora.

Non dimentico, ovviamente, e come sarebbe possibile, il grande dramma del Coronavirus, in cui siamo ancora immersi, anche se cominciamo a riabituarci ad una nuova normalità, spero permanente. Il lavoro del Consiglio comunale è stato impegnativo in questo difficilissimo periodo: abbiamo deciso di collaborare per risolvere i problemi concreti, rinunciando spesso a esercitare il legittimo diritto di critica. La salute e la speranza di vita sono valori talmente alti che non possono diventare oggetto di divisione tra politici: credo che la minoranza abbia fatto, consentitemi, una bella figura, insieme all’Amministrazione, nel cercare di fronteggiare a pancia bassa i problemi reali dei cittadini. I Consiglieri di minoranza ad esempio hanno distribuito volantini informativi nei giorni di lockdown, altri Consiglieri hanno fatto altri servizi. Abbiamo richiesto e partecipato a diversi incontri con la dirigenza di Ad Personam per monitorare la situazione molto delicata e critica del San Mauro Abate. Sono esperienze che ti segnano, ma che al tempo stesso ti fanno crescere, insieme ai tuoi concittadini. In questi momenti, essere rappresentante eletto è ancora di più un impegno da onorare.

A distanza di un anno, come sintetizzeresti i pregi e i difetti dell’Amministrazione del sindaco Christian Stocchi?

Spero che, visti gli ultimi post, Christian Stocchi non voglia farsi ricordare come il Sindaco dei gattini! E, sebbene io adori i piccoli amici felini, temo che Colorno, dopo essere storicamente il “paese dei matti” oggi si possa trasformare nel “paese dei gatti”!

Battute a parte, credo che sia il Sindaco Stocchi che gli Assessori della sua Giunta siano persone perbene, che vogliono il bene del paese. Ma la questione politica non è questa, sarebbe un po’ troppo facile risolverla così. Un’Amministrazione incide su due livelli: programmazione e realizzazione. Queste sono le due coordinate sulle quali questa come ogni Amministrazione vengono e verranno valutate e ricordate nel tempo. In questo primo anno, più che novità programmatiche, abbiamo visto iter precedenti portati a termine. Considero piuttosto normale questa continuità, avendo in mente la mia esperienza amministrativa. Forse fa meno piacere a qualche Consigliere di maggioranza. Su questo tema, la dialettica tra precedenti ed attuali amministratori mi pare a volte forzata e strumentale: ad esempio sull’Aranciaia abbiamo constatato piena continuità. In altri campi si vede una propensione al dialogo che onestamente si era persa nella scorsa amministrazione.

L’indubbia capacità di comunicazione, di cui il Sindaco è dotato, è però una lama a doppio taglio: la narrazione può essere utile in fase di raccolta del consenso, ma quel che conta alla fine sono i risultati raggiunti. Se alla narrazione non corrisponde eguale realizzazione, i cittadini legittimamente possono credere che siano state solo parole, e la contronarrazione rischia di essere piuttosto dolorosa. Insomma, più comunichi più gli altri si aspettano che tu risolva i loro problemi: un’arma a doppio taglio, che anche i Consiglieri di minoranza (spesso prima dei cittadini, perché più informati direttamente degli atti) possono utilizzare senza fatica, perché come recita il proverbio “scripta manent”. Ad esempio qualche scricchiolio sul decoro del paese lo si nota, sia a livello di atti di vandalismo, che di pulizia di alcune zone, a dispetto dei solenni proclami elettorali. Auspico che sia un effetto momentaneo del difficile periodo attraversato.

Vedo infine un atteggiamento generale, da parte di molti sindaci, verso una personalizzazione dell’attività amministrativa, spesso concentrata sull’apparenza dei post, rispetto alla sostanza degli atti. Evidentemente è un segno dei tempi, che non mi piace: sollecito in questo senso il Sindaco Stocchi ad essere più affezionato alla concretezza che all’apparenza. Essendo una persona saggia, so che saprà cogliere questo consiglio di un ex amministratore. Credo inoltre che dare spazio anche comunicativo alla Giunta sia il segno di una maturità amministrativa: onestamente ne vedo poco. Come ripeto, non solo a Colorno.

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Quali ritieni siano le grandi sfide che Colorno ha davanti a sé? Su cosa il Comune dovrebbe più puntare?

Colorno è uno dei paesi storicamente più importanti della Provincia di Parma (uso in modo improprio ma consapevole il maiuscolo, in faccia ai tanti provincialismi dell’ex capitale ducale). Alcuni anni fa, come Presidente di Italia Nostra, promossi il convegno titolato “Colorno, un grande avvenire dietro le spalle” (titolo ispirato all’autobiografia di Vittorio Gassman).
La sfida principale per Colorno, la sua vocazione, è quella di portare il suo grande patrimonio nel suo futuro, in modo sostenibile. Occorre una svolta decisa negli interventi per recuperare e mettere in sicurezza i tanti edifici storici pericolanti o vicini al crollo. Non è facile, certo, ma dobbiamo lavorare a tutti i livelli per questo: positiva in tal senso la richiesta del Consigliere Simone Guernelli, passata all’unanimità, di riconoscere a Colorno il titolo di “Città d’arte”.

In una “Città d’arte” si trovano bene i turisti, ma, innanzitutto, ci vivono bene i residenti, perché gli standard qualitativi richiesti sono mediamente alti. Colorno è un paese ricco di servizi e di qualità a livello di tessuto associativo: tutti siamo in modo diverso responsabili di mantenere e dove possibile incrementare la qualità della vita. Anche in un periodo così difficile? Soprattutto in un periodo così difficile! Pensiamo alla grande lezione del commercio locale, nei giorni del lockdown. Non ci hanno abbandonato: ora non abbandoniamoli per gli anonimi centri commerciali. Diamo un segnale di vera ripartenza, su basi etiche nuove e condivise. Colorno merita di puntare sulle proprie risorse migliori. Noi di ColornoLAB siamo pronti a collaborare, in modo esigente e concreto, per vincere questa sfida.

Andrea Marsiletti