Comitato Tardini sostenibile : “Il nuovo progetto di ampliamento dello stadio è un insulto alla città”

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Una gigantesca opera di disinformazione, un eloquio di luoghi comuni da mediocre spot pubblicitario, un patetico quanto banale richiamo ai monumenti della nostra città stanno accompagnando il percorso che, a dire dell’amministrazione comunale, dovrebbe portare entro un anno all’abbattimento e alla ricostruzione integrale dello stadio Tardini e al successivo inevitabile sacrificio di un edificio scolastico che ha l’unica sfortuna di trovarsi a ridosso dell’impianto sportivo.

In realtà noi siamo di fronte allo stupro di una parte della città, con l’inserimento forzato di un corpo estraneo, completamente alieno nelle forme, nei materiali, nelle dimensioni, nelle proporzioni e nelle funzioni; si tratterebbe di un inserimento urbanistico soverchiante e disarmonico rispetto allo stile elegante del Casino Petitot, rispetto alle abitazioni, alle scuole, ai viali, agli slarghi, alle vie, ai parchi e ai monumenti che formano il tessuto urbano di un tranquillo quartiere residenziale ai margini del centro storico.

Abbiamo già subito negli anni passati interventi che hanno sfregiato la città e stravolto i sedimenti storici che hanno definito l’identità e la raffinata immagine di Parma nel mondo: pensiamo all’ipertrofica struttura in acciaio e vetro che copre piazza della Ghiaia e ha eliminato lo storico mercato, pensiamo al ponte Nord, altro simbolo della sfacciata volontà di opulenza dell’amministrazione allora in carica, pensiamo a quella scatola di mattoni, abbandonata, che avrebbe dovuto portare alla costruzione del Teatro dei dialetti, pensiamo all’incongruo scheletro di cemento del Mall in zona Fiera, esempio lampante di abnormi sprechi e di scelte sconsiderate e insipienti di questa amministrazione. Invece del bene pubblico, quali interessi, quali complicità hanno prevalso?

Questi sprechi non hanno insegnato nulla?! Ora ci viene prospettato uno scempio analogo, ancor più devastante, con un nuovo insensato intervento calcato a forza nel pieno centro abitato, che si materializza come una metastasi disfunzionale nel bel mezzo della città. E la tanto invocata “sostenibilità”, che ha fatto eco tra le tribune dello stadio e le stanze del Municipio, viene ancora una volta ipocritamente abusata, se pensiamo che dell’attuale impianto sportivo non verrebbe recuperato nulla, con enorme spreco di materiali e risorse.

Il presidente del Parma Calcio ha affermato che con la realizzazione del suo progetto verrà garantita alla nostra città una nuova visibilità; che un americano sbarcato a Parma da qualche mese faccia un’affermazione del genere è comprensibile, ma che le forze politiche presenti in Consiglio comunale non si indignino per questa affermazione è oltremodo grave!

Significa rinnegare le radici della nostra storia e ignorare ciò che rende la nostra città conosciuta nel mondo. Parma è una città antifascista, che ha duramente combattuto nella lotta partigiana, che ha monumenti descritti nei più importanti libri di storia dell’arte, è nota per la lirica, per i suoi raffinati intellettuali, scrittori e musicisti, per il suo Conservatorio musicale, per la straordinaria qualità dei servizi educativi e l’attenzione all’infanzia, per l’eccellenza dei prodotti alimentari e per l’industria che li trasforma, Parma è stata in prima fila nella lotta per lo smantellamento dei manicomi e in quella per i diritti di tutti. Sig. Krause ecco perché è conosciuta Parma, non certo per un faraonico e volgare progetto del nuovo stadio.

Noi del Comitato Tardini non assisteremo inerti a questo scempio, lotteremo con tutti i mezzi legittimi contro la sua realizzazione: chiameremo al nostro fianco urbanisti, architetti, ingegneri, giornalisti, legali, economisti, associazioni locali e nazionali, per fare di questa battaglia un esempio di cittadinanza attiva e responsabile, che impone alle amministrazioni il dovere di tutelare il bene pubblico e il benessere dei cittadini e non di inseguire, per convenienze troppo spesso indicibili, gli interessi di un investitore privato.

Il Comitato Tardini sostenibile