Comunali, Freddi: “I programmi del centrosinistra e del centrodestra sono uguali”

Lombatti

In queste ultime settimane le interviste ai “protagonisti” della politica parmigiana non sono mancate.

Perle di interviste poco aderenti alla realtà, interviste che segnano la povertà politica di chi ancora pensa, di rappresentare la cittadinanza perché semplicemente eletto.

Chi ha amministrato sa e sorride, che ha già vissuto un’esperienza consigliare fa spallucce e spera di essere rieletto, perdere il parcheggio perpetuo è cosa assai grave, il poter poi svolgere il proprio ruolo è cosa ben diversa ma l’importante è non dirlo.

I temi che si formano sui tavoli programmatici della politica locale, al netto del candidato Sindaco che poi dovrà assumerli o rifiutarli, sono la sicurezza, la cura e manutenzione del verde, il decoro urbano, il centro storico, le infrastrutture, le politiche sociali e giovanili, la rigenerazione urbana nelle periferie, il recupero e riqualificazione delle frazioni e la loro connessione al tessuto cittadino, il rilancio del commercio – possibilmente patriota – aggiungo il San Paolo e gli asili gratis per tutti ed il programma è pronto per essere “spacciato” in città.

Vi chiederete, cari concittadini, chi ha partorito tale ricchezza di programma, se il centrosinistra o il centrodestra, lo so, non ci crederete ma è il programma è il programma di entrambi!

I miei temi non sono mai stati temi elettorali, chiedersi quali siano le cause storiche della crisi della politica, dei partiti e delle istituzioni non paga.

Di fronte ad una crisi così profonda che vede “giocare” 50 persone, politici parmigiani, al risico della politica mentre il mondo cambia è desolante, pensare che i cittadini possano solo delegare è triste e fuori ogni contesto di realtà, così come pensare che i “programmi” di destra e sinistra, identici per contenuto e prospettiva siano la chiave di volta.

Stiamo vivendo una crisi profonda, la democrazia come l’abbiamo conosciuta non basta più e più questo diventa vero, più la politica si appella alla Costituzione o ai patrioti, dipende dalla convenienza.

La salvezza della politica passa dalla partecipazione attiva dei cittadini, affiancare la politica eletta alla politica partecipative deliberante un possibile contributo alla soluzione di un problema profondo che vede l’abbandono dei cittadini al contribuire responsabilmente alla cosa pubblica se non, quando toccati da un interesse.

La proposta è già depositata, depositata un anno fa all’assessorato per la partecipazione, una proposta, un regolamento che permetterebbe a chi con la politica “gioca”, di iniziare a comprendere che non si può prendere in giro la cittadinanza con proclami che rimarranno lettera morta e neppure illudere i candidati che il loro contributo potrà minimamente contribuire alla vita amministrativa della città.

MarcoMaria Freddi

Radicale