Comune e Consorzio intervengono sul Canale Naviglio

Lombatti
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Nei giorni scorsi, diversi cittadini hanno sollevato al problematica del Canale Naviglio Navigabile, nel tratto che attraversa il quartiere di Cortile San Martino denunciando l’improvvisa comparsa di acque bianche, abbinato a forti odori.

Comune e Consorzio di Bonifica si non immediatamente attivati, chiedendo ad ARPA di analizzare le acque del canale per individuare possibilmente l’origine e la natura  del fenomeno e prendere le necessarie contromisure.

A questo proposito, nei giorni scorsi  si è svolto ieri un incontro sul posto fra l’Assessore all’Ambiente del Comune di Parma, Gabriele Folli ed il Consorzio di Bonifica Parmense, nella persona del Direttore Meuccio Berselli, e i  tecnici degli uffici. Nel corso dell’incontro è stato fatto il punto della situazione, sotto il profilo della qualità delle acque e degli odori lamentati dai cittadini.

Gli Enti sono stati informati che l’Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente, a seguito della segnalazione, ha effettuato sopralluoghi con prelievo di campioni che dovrebbero contribuire ad individuare la causa del problema. Occorre dunque attendere i referti analitici e gli esiti degli approfondimenti ispettivi di ARPA, attesi fra una settimana, per identificare la tipologia del presunto inquinamento e le conseguenti misure da adottare.

“Da tempo – ha affermato l’assessore Folli illustrando la situazione alla stampa – si lavora per rendere migliori le acque del Naviglio navigabile, con sfalci sistematici, pulizia degli argini e soprattutto con l’eliminazione progressiva di scarichi fognari che finivano nel canale. Si sta lavorando – ha aggiunto Folli – sia sulle abitazioni civili che sulle attività produttive per eliminare situazioni potenzialmente inquinanti. Per noi – ha concluso – la qualità delle acque è un tema centrale”.

“L’acqua che arriva al Naviglio non è tutta controllata preventivamente  e non arriva solo dai collettori – ha puntualizzato Meuccio Berselli, direttore del Consorzio Bonifica Parmense – tuttavia noi effettuiamo monitoraggi sistematici soprattutto nella stagione estiva per garantire la qualità delle acque di irrigazione, e fino a fine agosto tutto procedeva regolarmente. Siamo evidentemente di fronte ad un’anomalia, di cui occorre cercare la causa. Per il futuro – ha aggiunto Berselli – occorre portare a termine il lavoro in atto per  allacciare tutti gli utenti alla rete fognaria, ma occorre anche eliminare i muretti di recinzione dei privati che impediscono il passaggio ai mezzi d’opera, nonostante la legge preveda un rispetto di almeno 5 metri dalle sponde del canale. Solo così potremo garantire un’efficace manutenzione in alveo”.

Negli anni scorsi Comune e Consorzio hanno investito cifre notevoli per il risanamento del canale Naviglio: oltre 1.300.000 euro per interventi di riqualificazione ambientale, sicurezza, funzionalità idraulica, e stanno attivamente lavorando per l’eliminazione degli scarichi residui. Il prossimo passaggio sarà quello di mettere in campo le azioni necessarie per garantire il rispetto della distanza di legge delle murature private e consentire un più rapido ed efficace  intervento delle macchine per la manutenzione.

 “E’ nostra intenzione avviare un percorso di confronto con i cittadini – dichiara a questo proposito l’assessore Folli – coinvolgendo le strutture tecniche degli enti interessati ed Iren per valutare gli interventi necessari, sia per quanto riguarda la rimozione degli ostacoli che impediscono una corretta manutenzione del corso d’acqua, sia per garantire qualità delle acque ed assenza di emissioni odorigene in zona”.


“Per il canale Naviglio, un’opera che svolge una funzione idraulica e irrigua così preziosa per il nostro territorio, serve un impegno maggiore per aumentare al più presto la tutela di acque e alveo lungo tutto il suo corso”. Con queste parole il direttore del Consorzio di Bonifica Parmense Meuccio Berselli sottolinea la fondamentale importanza di questo canale che attraversando la città si snoda per 14km fino a Colorno. Gli ultimi episodi segnalati dai cittadini che denunciano la presenza di possibili inquinanti – su cui Arpa sta svolgendo opportune verifiche – fanno parte di un elenco già troppo lungo nell’ultimo decennio.

Le Competenze

Il canale Naviglio giunge a Parma nei pressi di via Montebello con il nome di Canale Maggiore ( non consorziale) da li prosegue il suo corso intubato attraversando l’intero centro storico cittadino (zona Duomo) e uscendo poi a cielo aperto in Via Venezia. Il tratto di competenza del Consorzio di Bonifica è quello che da via Venezia arriva alla foce all’impianto idrovoro Travacone a Colorno. Passando nel tratto cittadino il canale riceve molti scarichi e liquami non ancora collettati alla rete fognaria che causano periodicamente anche cattivi odori. Da Via Venezia a valle poi subentrano alcuni scarichi civili ed industriali che andrebbero depurati sempre correttamente. E’ da rimarcare che il Consorzio è esclusivamente un vettore delle acque e non ha competenza alcuna sulla qualità delle stesse anche se l’utilizzo irriguo spinge l’ente ad effettuare con continuità analisi microbiologiche con la collaborazione di enti accreditati: analisi che negli ultimi anni sono comunque risultate complessivamente compatibili con l’utilizzo specifico.

La manutenzione

Un compito di grande rilevanza che fa capo al Consorzio di Bonifica è quello della gestione manutentiva dell’alveo (Regio decreto 25 luglio 1904 n.523 ). Il canale, secondo il decreto, deve essere lasciato libero da qualsiasi impedimento per una larghezza non inferiore a 5metri ( misurata dal ciglio del corso d’acqua) e con una fascia “franca” di 10 metri – priva di costruzioni – per consentire l’esecuzione dei lavori necessari per una manutenzione qualificata ( passaggio delle maestranze e mezzi, deposito temporaneo delle materie provenienti dagli espurghi, sfalci adeguati ecc.). (così come prescritto dall’art.140 lett e dal regolamento di cui al R.D. 1904 – n°368 modificato dal PAI nel 2001 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n°183 -2001-.

La situazione oggi

Nel corso degli anni – come già evidenziato dal Consorzio in più occasioni pubbliche- una urbanizzazione fuorimisura (senza alcuna autorizzazione consortile) ha visto la costruzione di case, muretti, baracche e recinzioni, all’interno della cosiddetta zona di rispetto dei 10metri stabiliti dal decreto e proprio per questo, progressivamente, le difficoltà di eseguire una manutenzione corretta e puntuale  – a cui l’ente tiene molto – sono state continue e crescenti e permangono tutt’ora. Per ovviare a questa situazione, in accordo con il Comune di Parma, si è già provveduto al censimento delle opere non autorizzate e contestualmente si sono allertati i frontisti al fine di ripristinare una condizione di legalità e una agibilità dei luoghi per effettuare costantemente i lavori di corretta manutenzione.

 

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