“Di Passera c’è bisogno. Soprattutto in Regione”: la campagna elettorale a luci rosse che portò Parma sui TG nazionali (di Andrea Marsiletti)

Lombatti

Ieri un amico mi ha inviato un’immagine Whatsapp che mi ha riportato con la mente nel lontano 2005.

Il candidato presidente Vasco Errani ricercava la riconferma alle elezioni regionali dell’Emilia Romagna.

Nella coalizione vincente di centrosinistra a farla da padrone c’era la lista Uniti nell’Ulivo nella quale erano confluiti i DS, la Margherita e i Socialisti, che da sola raccolse il 48% dei consensi.

Nella provincia di Parma i DS calarono due pezzi da 90: Alfredo Peri e Roberto Garbi. I due si divisero scientificamente il territorio: Garbi (sindaco di Soragna) poteva fare campagna elettorale solo nella Bassa, Peri in tutto il resto della provincia. I risultati furono clamorosi: 16.000 preferenze per Peri e 13.000 per Garbi (nella sola Bassa!!!).

La Margherita puntò su Massimo Passera, già segretario del Partito Popolare Italiano (PPI) e poi della Margherita. I socialisti sull’ex sindaca di Parma Mara Colla (se non ricordo male).

Sebbene Passera si stesse battendo come un leone, la missione di superare Peri e Garbi appariva disperata.

La campagna elettorale stava volgendo al termine quando “gli amici” di Passera si giocarono l’asso, o la va o la spacca… e buonanotte al secchio! Affittarono una vela mobile con inciso lo slogan elettore a luci rosse: “Di Passera c’è bisogno. Soprattutto in Regione. Credeteci”.

Quello slogan fu una bomba che deflagrò sui TG nazionali e su “Striscia la notizia”. Clamoroso, geniale!

A distanza di anni posso rivelarlo: da buon democristiano Passera dichiarò di non sapere nulla di quell’uscita, anche se il realtà era a conoscenza dell’iniziative de “gli amici” e lasciò fare. Ma subito qualche esponente benpensante di un partito cattolico come la Margherita urlò la sua indignazione con qualche fax, Passera non ebbe il coraggio di andare avanti, di far girare quella vela fino all’ultimo secondo della campagna elettorale. Dopo 24 ore quella vela tornò in garage, “come tutte le più belle cose vivesti solo un giorno come le rose” canterebbe Fabrizio De Andrè.

Passera raccolse oltre 6.000 preferenze, tanto per capirci, più di qualunque altro candidato consigliere alle ultime regionali di Bonaccini, ma non venne eletto.

Oggi una campagna così spinta avrebbe fatto dieci milioni di visualizzazioni su Facebook e, giustamente, sarebbe messa all’indice come sessista e offensiva nei confronti delle donne.

All”epoca venne molto apprezzata, al più bollata come volgare dai pochi critici che furono liquidati come “bigotti” dalle masse divertite.

Il segno dei tempi che cambiano.

Il segno che Passera lascia per sempre nella politica parmigiana.

Andrea Marsiletti