“Dopo i successi, Pagliari ha davanti a sè due rischi: la noia e l’incoerenza”

Lombatti

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09/12/2010

Sarà il capogruppo del PD in Consiglio Comunale a Parma, Giorgio Pagliari, colui che più di chiunque altro crescerà nell’aggiornamento della classifica dei TOP 50, ovvero delle 50 persone più influenti di Parma, che uscirà nei prossimi giorni su ParmaDaily.
Pagliari è sempre stato considerato un politico capace, preparato e una persona per bene, ma lo ha sempre accompagnato la nomea del comunicatore scadente con quei comunicati stampa interminabili, scritti in avvocatese e intrisi di citazioni di commi di legge tanto dotte quanto astruse per la massa.
Alla faccia di tale reputazione, ultimamente Pagliari da solo (supportato dal lavoro meticoloso del consigliere del PRC Marco Ablondi) ha prodotto la più efficace opposizione che si sia mai vista nella storia di questa città e di questa provincia riuscendo ad incidere sullo stesso comune sentire popolare.
Sulla vicenda della Tep – Banca MB e, sia pur in misura minore, su STT, ha inchiodato per almeno due mesi l’Amministrazione Comunale in un angolo, distillando ogni giorno una porzione aggiuntiva di verità, piazzando quotidianamente sui giornali l’annuncio di un’interpellanza, la presentazione della stessa, la discussione, il commento, l’integrazione, la replica, la controreplica…
Così facendo è riuscito a tenere vivo lo scontro e a fare depositare un’opinione tra la gente che magari non legge neppure i suoi articoli ma si fa influenzare dal titolo, dalla durata e dalla durezza della polemica, introitando sensazioni, deduzioni, impressioni, dubbi e sospetti, che poi sono gli elementi che determinano le scelte di voto più del merito su cui in pochissimi hanno le conoscenze e la pazienza per entrare.
Ma dopo le prime vittorie lampo sulla vicenda Banca MB, anche per Pagliari sono arrivate le battute d’arresto, non certo provocate dalla maggioranza che, sempre chiusa nel fortino dell’Ufficio Stampa, ha dimostrato tutta la sua inefficacia ed inadeguatezza comunicativa.
Sì, qualche addetto ai lavori avrà colto la cantonata presa da Pagliari su un presunto investimento di 3 milioni di euro di Alfa Spa nella famigerata Banca MB che in realtà era un attivo di 3mila euro su un conto corrente, le dimissioni degli esponenti del centrosinistra del CDA in Tep e del revisore dei conti Luciano Ragone, l’incapacità di sfondare sul fronte STT dopo un primo avvio entusiasmante e quindi un ripiegamento su questioni più formali di tempistica e modalità di accesso agli atti sicuramente importanti ma meno impattanti sull’opinione pubblica cittadina…
Dopo mesi che allunga sapientemente il brodo senza però oggi più riuscire ad aggiungere novità (anche perché di roba ne è venuta fuori già tanta!) il pericolo più temibile per l’offensiva di Pagliari è la noia che rischia di vanificare nella sua ripetitività la portata dell’intera campagna.
Diceva Gobbles che una menzogna ripetuta cento volte diventa una verità… parimenti, dico io, un’accusa, anche se vera, ripetuta cento volte forse non diventa una menzogna, ma prima banalità, poi tedio, poi propaganda, poi assuefazione, infine insofferenza.
Mi permetto un ultimo invito all’amico Pagliari ad essere coerente fino in fondo, per non vedermi costretto a declassarlo nei futuri aggiornamenti della classifica dei TOP 50. Faccio fatica a ravvisare la foga leguleia e determinazione con cui giustamente Pagliari pretende, ad esempio, l’accesso agli atti di STT nell’indifferenza con la quale lui e l’intera opposizione si dedicano alla negazione clamorosa degli atti e sulle menzogne di Iren/Enia (clicca qui) sul tema importantissimo per la città come quello dell’inceneritore di Parma.
Dai Pagliari, non ci sono solo le fatture di STT per il film di Salemme su cui indignarsi e da processare sulla pubblica piazza, ma anche gli interessi fortissimi dei gruppi di potere politico ed economico di questa città e in questa regione su cui mettere il naso… sarebbe per te una bella sfida, o no? 

                                                                                      Andrea Marsiletti

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