“Entro l’autunno 2011 avremo il candidato sindaco del centrosinistra”

Lombatti

15/01/2010
h.10.30

Intervista a Giuseppe Bizzi, candidato segretario cittadino del PD di Parma. La sua sfidante sarà Lorenza Dodi.

Giuseppe, scusami… ma un giornalista come te non dovrebbe starsene indipendente invece di candidarsi alla guida di un partito?
Dipende in quale ruolo fai il giornalista. Fino a che sono stato direttore del settimanale diocesano e successivamente responsabile di uffici stampa, tra cui alcuni politici, non sarebbe stato corretto fare vita attiva di partito.
Ora mi occupo di contenuti, progetti di comunicazione e editoriali e dunque non vedo più incompatibilità. Dal punto di vista personale poi ho sempre considerato il giornalismo e la politica come due espressioni di una stessa passione civile.

Nelle linee guida del tuo programma espliciti in modo chiaro che la candidatura del centrosinistra a sindaco di Parma sarà selezionata tramite il metodo delle primarie. Però anche quella di Alfredo Peri nel 2007 era stata selezionata con le primarie ma l’esito non è stato dei migliori, al di là della qualità della persona proposta su cui non si discute.
Avrai letto anche che scrivo che le primarie “andranno scelte in modo condiviso come momento di partenza di un percorso ampio e coinvolgente e non utilizzate come elemento di frattura o subite con rassegnazione come unico sbocco possibile di un processo in stallo”.
Il modo in cui arriva alle primarie e i tempi ampi, sia per la selezione dei candidati che per la campagna elettorale del vincitore, sono fondamentali per il buon esito finale.
Considero le primarie uno strumento privilegiato che il nostro partito si è dato per statuto, condiviso da tutte le mozioni in fase congressuale come modalità di selezione delle candidature per le cariche monocratiche. Rimangono comunque uno strumento della politica: se partito e coalizione trovano nei tempi adeguati e su un programma condiviso una sintesi convinta su un nome, le primarie diventano inutili. Ma, in caso contrario, il ricorso alle primarie dà una grande forza al vincitore che diventa il candidato di tutti, iscritti ed elettori.
E, ad oggi, come ha detto anche Roberto Garbi nella sua relazione programmatica alla Direzione provinciale, le primarie sono “lo scenario più plausibile”.

In poche righe puoi dirci che PD cittadino hai in mente?
Un Pd cittadino in stabile collegamento e collaborazione con tutti i livelli del partito e con gli amministratori e gli eletti, a partire dal gruppo in Consiglio comunale.
Un Pd al servizio dei circoli, il nostro fondamentale motore sul territorio.
Un Pd che ha un obiettivo chiaro: creare le condizioni per tornare a vincere nel 2012.
Un Pd autorevole e presente nel dibattito politico cittadino, con posizioni chiare, frutto di una sintesi condivisa.
Un Pd visibile, anche grazie ad una propria sede autonoma nel centro della città. Un Pd in dialogo con tutte le componenti della società.
Un Pd che promuove la partecipazione delle persone e l’elaborazione di idee attraverso il coinvolgimento di esperienze e competenze.

Nel tuo programma scrivi che a Parma “il centrosinistra potrà tornare a vincere alle Comunali se saprà proporsi come culturalmente alternativo al centrodestra”. In un’intervista a noi rilasciata il direttore della Gazzetta di Parma Giuliano Molossi dichiara che il candidato del centrosinistra nel 2012 sarà Ubaldi. Se tu sarai segretario questa ipotesi sarà esclusa?
Quel che propongo nella mozione serve proprio a creare le condizioni perché il Pd non si trovi bloccato o diviso davanti a domande come questa.
Se sarò segretario avvierò subito un percorso sul programma per il 2012 che potrà contare sul contributo degli iscritti, dei consiglieri comunale e di quartiere, dei circoli, dei Dipartimenti tematici con cui si organizzerà il livello provinciale e sull’esperienza dei Forum con il coinvolgimento di competenze esterne al partito. Entro la primavera del 2011 avremo il nostro programma, unitario nella visione di città, alternativo al centrodestra nell’impianto culturale.
Con la forza di quel programma, il Pd potrà affrontare in modo ampio il tema delle alleanze e del candidato sindaco che andrà individuato entro l’autunno del 2011. In questo senso le primarie aiutano anche a dare tempi certi al processo: l’esperienza ci dice che arrivare a ridosso delle elezioni sulla scelta dei contenuti e sul candidato è la premessa per perdere, indipendentemente dalla qualità delle persone.
Quindi, a questo punto, il problema diventa non mio o del Pd, ma di Ubaldi e del suo essere in sintonia con i contenuti che il Pd come maggiore forza della coalizione si darà. Il partire dalla visione di città e non dall’uomo o dalla donna soli al comando è già culturalmente alternativo al centrodestra.
Luca Benecchi, il segretario cittadino uscente, lo ha detto bene nella sua relazione finale all’Assemblea comunale di sabato scorso. “ci si candida a governare perché si è convinti di avere un progetto per la comunità migliore degli avversari”.