Errani: “Parma capitale dell’agroalimentare”

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10/02/2009

Dalla Regione arrivano 9 milioni e 400mila euro per dieci aziende agricole del Parmense impegnate nella trasformazione e commercializzazione del prodotti agricoli di filiera.
Con i loro progetti di qualificazione e potenziamento dell’attività lattiero casearia, della trasformazione dei suini, della lavorazione del pomodoro, dieci imprese del nostro territorio hanno infatti ottenuto contributi all’interno della misura 123 del Piano di sviluppo rurale (“Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali”): per il lattiero-caseario si tratta del Caseificio sociale di Neviano Arduini e di Ferrarini Silvestro e C (settore lattiero caseario); per il settore suini di Fontana Ermes, Bedogni Egidio, S. Nicola Prosciuttificio del sole (Corniglio), Prosciuttificio Boschi Elidio; Fratelli Tanzi spa; per l’ortofrutta di Copador; per la commercializzazione del Caseificio sociale Borgotaro e della Latteria sociale Val d’Enza.
9 milioni e 432mila euro i contributi per il Parmense: una cifra ragguardevole a livello assoluto e anche a livello percentuale.
Quanto arriva in provincia di Parma costituisce infatti il 31,46% dei fondi messi a disposizione a livello regionale per la misura 123 (29 milioni e 974mila euro). 181 le domande di contributo presentate, 166 delle quali ammesse a contributo: di queste, appunto, 10 riguardano il nostri territorio, coprendone tre tipologie merceologiche fondamentali (lattiero-caseario per 1,031 milioni di euro; trasformazione suini per 6,401 milioni; 2 milioni per il pomodoro).
“Che Parma rappresenti un punto di eccellenza di valore internazionale sull’agroalimentare è un dato di fatto, e che la Regione l’abbia messa al centro della sua strategia è un altro dato di fato.
Io sono molto contento che su questa misura del Psr siano arrivate a Parma il 31% delle risorse disponibili: è la dimostrazione che stiamo cercando di fare una politica che non guarda a logiche di utilizzo delle risorse attraverso ragioni geografiche ma che premia la qualità, il coraggio degli investimenti e quella dimensione di impresa e territoriale che può fare da locomotiva a un processo d’innovazione di cui abbiamo bisogno”, ha detto oggi nella sede della Provincia di Parma il presidente della Regione Vasco Errani, sottolineando che “la Regione considera l’agricoltura un elemento irrinunciabile, e tutto ciò che possiamo investire deve essere finalizzato processi d’innovazione e di riorganizzazione.
È importante che le imprese investano, ed è importante riorganizzare la filiera per andare sui mercati globali, valorizzando qualità e identità”.
Soddisfatto per la considerazione della Regione il presidente della Provincia di Parma Vincenzo Bernazzoli: “L’agroalimentare è un elemento portante della nostra economia, e ci scommettiamo anche per il futuro. Vogliamo continuare a investirci: sappiamo che ci sono delle difficoltà, ma vogliamo contribuire a riattrezzare questo settore per le sfide della globalizzazione.
Ed è importante avere al nostro fianco la Regione, che ci assegna un ruolo centrale e che investe su di noi: è un riconoscimento di enorme rilievo per il nostro territorio”, ha commentato Bernazzoli, che ha aggiunto: “Siamo in un momento di crisi, ma anche in queste occasioni vogliamo lanciare un messaggio al mondo dell’economia e del lavoro: vogliamo dire che le istituzioni sono in campo per superare le difficoltà e per investire sul futuro. Noi ci siamo”.
Anche per il vice presidente della Provincia Pier Luigi Ferrari “l’agroalimentare per Parma rimane una realtà prioritaria.
La Provincia ci crede, ed è molto significativo che la Regione sia con noi”.
Il Piano di sviluppo rurale della Regione Emilia Romagna prevede una particolare attenzione per le imprese della trasformazione e/o di commercializzazione di prodotti agricoli che dimostrano di essere ‘in filiera’ garantendo una adeguata remunerazione per le aziende agricole che cedono la materia prima.
La misura 123 (“Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali”) è a gestione regionale, tuttavia la Provincia concorre alla definizione delle scelte da operare attraverso il suo piano programmatico generale (Prip), sostenendo e assistendo le imprese che intendono muoversi su questo terreno, e offrendo inoltre le condizioni migliori di conoscenza della misura e delle sue opportunità.
La Consulta della piccola e media impresa costituita in Provincia ha tenuto, per esempio, negli ultimi 6 mesi, due riunioni sulla misura 123, e sono poi stati tenuti incontri divulgativi a diversi livelli sul territorio. Anche nell’ambito del Distretto del Pomodoro e del Distretto del Prosciutto si è lavorato per aggiungere ulteriori opportunità di conoscenza e di azione.
Tutto ciò ha prodotto risultati, a testimonianza di una volontà di fare e di investire che sopravanza le ragioni della crisi e delle incertezze del futuro in un settore strategico per il nostro territorio quale è l’agroalimentare.