Fabio Fecci: “Le prossime elezioni di Parma sono importantissime. Potrei anche mettermi in gioco per un cambio di passo”

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Lombatti

Il fenomeno delle baby gang è un tema complesso che deve essere affrontato tenendo conto di molteplici aspetti, partendo da quello educativo e preventivo per arrivare poi a quello repressivo e sanzionatorio.

Il ruolo educativo e di prevenzione compete alle famiglie, alla scuola, alle istituzioni pubbliche, anche se poi sono tanti i fattori che di fatto incidono sulla formazione del ragazzo – sia positivamente che negativamente – legati al contesto sociale e ambientale in cui vive.

Il ruolo repressivo è in capo alle Forze di Polizia, Nazionali e Locali e alla Magistratura, che comunque sempre di più si affiancano agli altri soggetti nell’assolvere ad una funzione di prevenzione, proprio perché si è ormai strutturata una sensibilità nei riguardi di questi temi che ha portato ad un generale ripensamento di strategie e azioni, la Polizia Municipale di Noceto, ad esempio, da molto tempo fa formazione nelle nostre scuole.

La prevenzione primaria svolta nel contesto sociale è fondamentale e credo sia su questo che occorra assolutamente puntare, la repressione di per sé rappresenta già l’evidente fallimento di un sistema educativo che non ha funzionato e, oltre a questo, purtroppo sappiamo bene quanto in Italia , anche a causa di impianti normativi non funzionali, disorganici e lacunosi, non c’è certezza della pena.

In questi ultimi anni, anche a causa della situazione socio sanitaria, delle modalità di comunicazione sempre più rapide e di una talvolta evidente latitanza della famiglia – cui compete il ruolo di primaria agenzia educativa con il compito di dare regole e di essere autorevole – si sono sviluppati modelli comportamentali devianti in questi ragazzi, enfatizzati dalla forza del gruppo o branco, che spesso purtroppo sono sfociati anche in azioni di violenza nei confronti non solo dei coetanei ma anche di donne e anziani.

Occorre intervenire rapidamente e anche le istituzioni locali hanno il preciso dovere di mettere in campo progettualità condivise con gli altri soggetti che . con ruoli diversi , interagiscono con il ragazzo – la scuola, la parrocchia, le associazioni sportive ad esempio – che prevedano azioni volte alla prevenzione, formulando proposte educative che possano coinvolgere i ragazzi , in un’ottica di positiva inclusione e coinvolgimento attivo nella vita sociale, culturale, ricreativa della comunità. Occorre, in altre parole, dare alternative concrete a questi ragazzi, basate su modelli corretti, perché l’emulazione – caratteristica dell’età dell’adolescenza – si sviluppi in ordine a comportamenti positivi.

Come Amministrazione Comunale abbiamo riflettuto a lungo sul tema e stiamo lavorando ad un progetto che trasversalmente coinvolge le varie realtà del territorio – la scuola e le altre agenzie educative presenti, oltre a Polizia Municipale e Carabinieri – che prevede diverse fasi – partendo da quella di una analisi puntuale del contesto di riferimento per arrivare alla messa a punto di azioni e proposte concrete rivolte ai ragazzi – proprio per prevenire ed arginare il fenomeno delle cosiddette baby gang.

Nello stesso tempo , nella difesa della libertà e del diritto al movimento di tutti i cittadini, è necessario garantire quella opportuna e consolidata sinergia fra Polizia Municipale e Forze dell’Ordine nel monitoraggio del territorio, perché nessuno abbia timore a spostarsi o a frequentare certi luoghi.

Credo che però il tema delle baby gang rifletta in pieno la crisi di valori che purtroppo ha investito la società moderna. Queste situazioni problematiche sono all’ordine del giorno in generale negli spazi urbani delle medie e grandi città.

Oggi come comunità stiamo camminando su una linea sottile, dove da una parte c’è un baratro, reso ancora più ripido dalla pandemia, che ha acuito la crisi economica e sociale.

Dall’altra parte invece c’è una sfida importante di rilancio delle nostre comunità, concretamente supportato dal PNRR, che apre inedite prospettive di sviluppo che danno centralità al lavoro e quindi offrono una nuova speranza ai nostri figli e di conseguenza alle nostre città.

E’ la sfida del presente, che ci coinvolge tutti, ognuno per la propria parte, solo se sapremo coglierla e vincerla potremo rialzarci e guardare ad un futuro diverso e migliore, viceversa il fallimento sarà di tutta la comunità.
La strada è quella di investire sulle città e sulle persone, mettendo in campo un progetto lungimirante ad ampio raggio, che investa tutti gli ambiti e non lasci indietro nessuno.

Per questo, nei prossimi anni, la gestione politica e amministrativa della città di Parma sarà fondamentale non solo per la città, ma anche per tutti i territori limitrofi, compreso il Comune di Noceto, proprio perché nell’ottica di sviluppo del PNRR e delle risorse che saranno ad esso destinate il Comune di Parma dovrà diventare, in collaborazione con la Provincia, la cabina di regia delle decisioni strategiche per tutti i Comuni.

Pertanto se l’esecutivo della città non sarà in grado di esprimere capacità tecniche e amministrative e una visione strategica e lungimirante nella gestione di queste risorse, se non sarà in grado di sviluppare progettualità sostenibili, innovative e valorizzanti nei confronti dei giovani, questo farà perdere a noi tutti la fondamentale occasione di poter dare una svolta positiva alla situazione nella quale siamo piombati.

Per questo motivo credo che il prossimo Sindaco di Parma dovrà avere un programma estremamente ambizioso su alcune tematiche che reputo fondamentali per lo sviluppo di questa città: innovazione, infrastrutture e sostenibilità ambientale, cultura e sicurezza.

Guardo quindi con grande attenzione alle prossime elezioni del Comune di Parma, in attesa di vedere le persone che scenderanno in campo e i loro programmi amministrativi con particolare riferimento a questi temi, dopodiché è mia intenzione supportare fattivamente quanti daranno garanzie di offrirci finalmente una politica di qualità che punta sui fatti, al di là delle ideologie e delle appartenenze.

E, nel caso in cui non ci sia nessuno che offra queste garanzie ed al quale poter dare fiducia, potrei anche decidere di mettermi direttamente in gioco, come battitore libero, nel rispetto della comunità di Parma e di tutto il territorio provinciale, che meritano politiche adeguate e concrete, capaci di traghettarci fuori da questo periodo difficile, all’insegna di un positivo cambio di passo.

Fabio Fecci
Sindaco di Noceto

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