Fidenza, presentazione della stagione di 9c Teatro APS: “Non senza il favore degli Dei”

Domenica 12 novembre alle 17:00 a Fidenza in Spazio Berenini 95 (Via Berenini, 95), sede operativa di 9c Teatro APS, sarà presentata al pubblico la stagione 2023-2024 della compagnia di 9c Teatro, dal titolo Non senza il favore degli Dei.

Per la seconda annualità consecutiva lo Spazio Berenini 95, infatti vedrà svolgersi al suo interno, oltre ai laboratori di Teatro, anche spettacoli, letture e incontri di vario tipo, con attori e attrici, registi e registe, artisti e artiste under 30, che si stanno facendo spazio nel panorama del Teatro italiano.

Per partecipare alla presentazione è necessario prenotarsi all’indirizzo 9cteatro@gmail.com.

Qui di seguito l’abstract della stagione.

Non senza il favore degli dei è il titolo della seconda piccola stagione 2023-2024 di 9c Teatro APS. Si tratta di un verso preso in prestito all’Odissea, che farà da fil rouge per questa nuova annualità, e che ci guiderà nel porci delle domande sul nostro inondo contemporaneo e sulle sue grandi questioni.

Il nostro è un mondo che si trova di fronte a sfide ed eventi che sfuggono al controllo degli esseri umani, in cui uomini e donne si sentono sempre più piccoli, in balia di eventi, di forze superiori, degli Dei. Il nostro è un mondo che vede migrazioni di dimensioni colossali, guidate dalla disperazione, votate alla fortuna; Il nostro è un mondo in balia di eventi atmosferici estremi che con sempre maggiore frequenza distruggono e spazzano via ogni presenza; Il nostro è un mondo in cui la guerra è ancora presente, forse con maggiore forza rispetto al passato. Di fronte a eventi così grandi è difficile trovare risposte. Abbiamo scelto, per provare a raccontare quello che sta accadendo, uno sguardo lontano, ripartendo dal mondo antico. Dall’Odissea, la Guerra di Troia e tutto il mito della Grecia Antica.

Un mondo in cui gli dei erano profondamente presenti nei fatti e nelle menti degli uomini per descrivere l’indicibile e il quotidiano.

A noi occidentali sembra lontana quella concezione del inondo, illusi di vivere in una storia in cui “Dio è morto”; e dove lo scopriamo ancora vivo spesso resta relegato ad una piccola quotidianità personale. Ma in altre parti del mondo è ancora presente. Le dichiarazioni dello scrittore e drammaturgo Roy Chen di Tel Aviv sul conflitto israelo-palestinese ci fanno riflettere: non ci sarà mai la pace perché da una parte “c’è troppo Dio” e dall’altra “troppo Allah”. A fronte di questa realtà ci resta una domanda: qual è lo spazio della responsabilità umana?