Il filo rosso dei recenti successi della nostra città

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Mostra "Il Terzo Giorno"

La mostra de “Il Terzo Giorno” che è stata inaugurata nei giorni scorsi al Palazzo del Governatore e fortemente voluta dall’industriale Davide Bollati è solo la più recente collaborazione di successo tra il pubblico e il privato.

Se facciamo mente locale, tutti i più grandi risultati ottenuti dalla nostra città negli ultimi anni passano sotto questa formula, Parma Capitale della Cultura 2020 e Parma città Unesco della Gastronomia in primis: il pubblico che programma e fa il regista, il privato che mette idee, risorse e concretezza.

Se è vero che l’assessore alla cultura Michele Guerra si sta rivelando un fuoriclasse della politica cittadina, è altrettanto vero che se l’associazione “Parma io ci sto” del Presidente Alessandro Chiesi e l’Unione parmense degli Industriali (oltre che il senatore Giorgio Pagliari) non lo avessero supportato in fase di progetto probabilmente oggi Parma non sarebbe Capitale della Cultura.

Noto una svolta degli industriali di Parma, che mai come in questa fase hanno compreso che il successo della città può essere anche quello delle loro aziende e viceversa e che lo scambio tra aziende e territorio non deve essere solo quello, pur prioritario, occupazionale. Penso, ad esempio, a una realtà innovativa come quella di Davines che a maggio inaugurerà la nuova sede produttiva iper tecnologica e iper sostenibile e porterà a Parma 3.500 “top client” provenienti da tutto il mondo che visiteranno le nostre bellezze culturali e scopriranno le nostre eccellenze alimentari. Un’operazione di marketing senza precedenti, un’opportunità straordinaria di promozione del territorio.

Cito la florida esperienza delle Fiere di Parma che vede nella propria compagine sociale il pubblico e il privato e l’aeroporto di Parma, sul quale si può avere qualsiasi opinione, ma è indubbio e apprezzabile l’impegno diretto economico dell’UPI per non fare perdere alla città un’altra infrastruttura. “Prima parlava strano ma io non lo capivo, però il fumo con lui lo dividevo, e il padrone non sembrava poi così cattivo” cantava Francesco De Gregori in “Hanno ammazzato Pablo”.

Per non parlare del Parma Calcio: senza Barilla, Pizzarotti, Dallara, Delrio e Gandolfi che hanno rilevato la società fallita in serie D oggi il Parma non sarebbe in zona promozione per tornare in serie A. Senza di loro, con ogni probabilità, ci sarebbero stati i Manenti.

Questa Amministrazione comunale ha saputo valorizzare il privato anche nei servizi, e se oggi i servizi educativi e sociali erogati dal Comune sono classificati dal Sole 24 ore come un’eccellenza nazionale il merito è anche delle cooperative parmigiane Proges e Auroradomus e degli amministratori che, più di dieci anni fa, hanno ritenuto che il mix pubblico-privato (sotto la doverosa regia del pubblico) fosse la soluzione più efficace per garantire qualità e sostenibilità.

E’ in questo mix oggi il modello Parma. Il modello vincente per l’economia della città.

Andrea Marsiletti

 

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