“First Love”: sabato 29 gennaio al Teatro Arena del Sole di Roccabianca

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Marco D’Agostin, tra i più apprezzati performer e danzatori contemporanei, porta in scena lo spettacolo “First Love” sabato 29 gennaio alle ore 21.15 al Teatro Arena del Sole di Roccabianca. È la storia di un ragazzino degli anni ’90 al quale non piaceva il calcio ma lo sci di fondo – e la danza, anche, ma siccome non conosceva alcun movimento si divertiva a replicare quelli dello sci, nel salotto, in camera, inghiottito dal verde perenne di una provincia del Nord Italia. Quel ragazzo ora cresciuto, non più sciatore ma danzatore, non più sulla neve ma in scena, per via di un’attitudine competitiva alla coreografia che non si scolla mai, nostalgica e ricorsiva, ha incontrato il suo mito di bambino, la campionessa olimpica Stefania Belmondo, ed è tornato sui passi della montagna.

È giunto il tempo di gridare al mondo che quel primo amore aveva ragione d’esistere, che strappava il petto come e più di qualsiasi altro. In una rilettura della più celebre gara della campionessa piemontese, la 15km a tecnica libera delle Olimpiadi di Salt Lake City 2002, “First love” si fa grido di vendetta, disperata esultanza, smembramento della nostalgia. Coreografo, atleta, attore, D’Agostin ha montato una vera radiocronaca della leggendaria impresa olimpica nel 2002 di Stefania Belmondo e non solo racconta in presa diretta e nel dettaglio l’epopea sportiva ma mentre parla rivive i movimenti, lo sforzo, le tensioni dell’atleta che diventano davanti al pubblico una strana danza, astratta che, al contempo, segue le emozioni e le avventure della campionessa così come le ascoltiamo, in una altalena tra realismo e poesia, tra corpo e parola, davvero originale.

Fa danzare le parole, i concetti, le idee, i brogliacci umani, le scalate verso vette di senso, e quasi da fermo (ma mai fermo) declina letterature minimali ispirate a valori di massimi sistemi. Riesce a rendere inaudita ogni fatica, comunica in ogni minimo dettaglio il dramma di un bastoncino della campionessa che in gara si spezza, con recupero problematico, inefficace, e infine accanitamente funzionale. La sua imperturbabilità accentua l’epicità, l’agonismo, le fulminee posture in ogni testa a testa di gruppo o di confronto a due e rende massima la suspense teatrale.

Marco D’Agostin (1987) è un artista attivo nel campo della danza e della performance. Il suo lavoro si interroga sul funzionamento della memoria e pone al centro la relazione tra performer e spettatore. Premio UBU 2018 come Miglior Performer Under 35, dopo una formazione con maestri di fama internazionale (Yasmeen Godder, Nigel Charnock, Rosemary Butcher, Wendy Houstoun/DV8, Emio Greco), ha iniziato la carriera come interprete, danzando per, tra gli altri, Claudia Castellucci, Alessandro Sciarroni, Liz Santoro, Iris Erez, Sotterraneo.

Dal 2010 ad oggi ha sviluppato la propria ricerca, come coreografo ospite di numerosi progetti internazionali (ChoreoRoam Europe, Act Your Age, Triptych). Ha presentato lavori in molti dei principali festival italiani ed europei (Santarcangelo, Romaeuropa, VIE, Torinodanza, OperaEstate, Rencontres Choréographiques de Saint-Denis e Théatre de La Ville a Parigi, Les Brigitines a Bruxelles, The Place Theatre in London, Sala Hiroshima a Barcellona, per citarne alcuni). Ha ottenuto vari riconoscimenti: Premio Gd’A Veneto 2010 (Viola), Segnalazione Speciale al Premio Scenario 2011 (Spic & Span), Premio Prospettiva Danza 2012 (per non svegliare i draghi addormentati), Teatro Libero di Palermo Prize al BEFestival e secondo premio al concorso (Re)connaissance di Grénoble nel 2017 (Everything is ok). È stato per due volte tra le Priority Company del network europeo Aerowaves. Nel triennio 2022/2024 è artista associato del Piccolo Teatro di Milano.

I biglietti dello spettacolo, al costo 18 euro, sono prenotabili al numero 339.5612798. Per altre informazioni www.teatrodiragazzola.it

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