Futuro dell’ex Monastero di San Paolo, Gruppo PD: “E’ necessaria una discussione pubblica”

Con una mozione depositata in Consiglio nei giorni scorsi, il gruppo del Partito Democratico chiede l’apertura di un dibattito pubblico sulla futura destinazione dell’ex monastero di San Paolo, in cui sono in corso rilevanti lavori di recupero e di restauro.

Ricordando che si tratta di uno dei complessi storici e architettonici più importanti della nostra città – basti pensare alla Camera della Badessa (o appunto di San Paolo) mirabilmente affrescata dal Correggio – il gruppo PD sottolinea che il recupero in atto mette ulteriormente in luce una struttura di grandissimo pregio e significato sul piano architettonico, storico, artistico e anche pittorico.

Per tale ragione, i consiglieri e le consigliere dei Democratici Campanini, Lavagetto, Jacopozzi e Bonetti ritengono improprio destinare l’immobile, come finora ipotizzato, a sede della Fondazione Parma città creativa della gastronomia UNESCO e di un Museo della gastronomia e chiedono che si cerchino per tali iniziative altre soluzioni (come ad esempio l’ex palazzo della Provincia in Piazza della Pace o l’ex Consorzio agrario in piazzale Barezzi, attualmente all’asta presso l’Istituto vendite giudiziarie). Ciò anche in considerazione del fatto che nel San Paolo sono ubicati, oltre alla Camera della Badessa, la Pinacoteca Stuard, lo storico giardino e altre importanti istituzioni culturali (le biblioteche Guanda e Alpi e l’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea).

La mozione propone che si apra al più presto un confronto con il Consiglio comunale, l’Università, associazioni, forze culturali cittadine, esperti locali, nazionali ed internazionali, al fine di individuare le migliori soluzioni per un utilizzo del complesso il più possibile consono alla storia e caratteristiche dell’edificio, a una relazione con realtà già presenti nel plesso, alle attese della città e all’arricchimento della sua offerta culturale e di spazi espositivi.

Va in ogni caso garantita – si legge nel testo – una soddisfacente fruibilità pubblica degli ambienti di valore storico, architettonico e artistico.

Infine, considerato che rimane ancora da restaurare una parte rilevante del complesso, si invita l’Amministrazione a intraprendere ulteriori azioni per il recupero anche di questa porzione dell’immobile.

Sandro Campanini
Lorenzo Lavagetto
Daria Jacopozzi
Caterina Bonetti