Ghiaia, il Tar boccia il ricorso di Monumenta

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Lombatti

26/02/2009
h.12.00

Nuovo round giudiziario al Comune di Parma chiamato a giudizio, così come accaduto su diversi temi quali Metropolitana, Ospedale Vecchio e appunto Ghiaia, dall’associazione Monumenta.
E così come accaduto con le recenti sentenze del Consiglio di Stato, anche il Tar di Parma ha dato ragione all’ente comunale, respingendo il ricorso con il quale l’associazione aveva chiesto l’annullamento di vari provvedimenti presi dall’Amministrazione comunale riguardante la riqualificazione del mercato storico della città.
Non solo il ricorso è stato respinto ma, sempre il Tar, ha deciso di addebitare parte delle spese giudiziarie, 7mila euro in tutto, ai ricorrenti.
Mi spiace ripetermi – sostiene il vicesindaco Paolo Buzzi ma ci ritroviamo ancora una volta di fronte ad un ricorso, quello di Monumenta, che ha avuto quale unico risultato, così come è accaduto su Metro e Ospedale Vecchio, quello di far spendere migliaia di euro ai cittadini in spese giudiziarie, se non addirittura in alcuni casi provocare il blocco dei lavori con ritardi che hanno comportato un danno sociale per la città molto rilevante”.
In estrema sintesi il Tar di Parma ha ritenuto legittimi gli atti compiuti dal Comune di Parma quando si è trattato di sopprimere i box piuttosto che di bandire la gara pubblica.
Eccesso di potere e illegittimità derivata, queste le accuse contenenti nel ricorso e rivolte al Comune di Parma. Accuse che però il Tar non ha accolto.
In particolare, circa la gara pubblica, la contrapposizione evidenziata nel ricorso risulta superata dall’accordo, firmato tra Comune di Parma e Ministero per i Beni e le Attività culturali, che ha autorizzato l’intervento di riqualificazione.
Sul ricorso invece contro la soppressione del mercato giornaliero dei box, secondo il Tar risultano palesemente inammissibili le censure dei ricorrenti in merito alle scelte fatte dall’Amministrazione, censure che hanno “al fine ultimo di sostituire la propria idea di riqualificazione della piazza a quella, non gradita e disapprovata sotto i profili estetico ed urbanistico, che è scaturita dal procedimento a suo tempo avviato dagli amministratori comunali”. Sempre riguardo la soppressione del mercato giornaliero, il ricorso notava anche il mancato coinvolgimento delle associazioni di consumatori, accusa poi però risultata non vera durante il dibattimento.

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