I Mirmidoni faranno di Dario Costi un eroe o un vecchio paio di sneakers (di Andrea Marsiletti)

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Lombatti

MA Space – Non bastavano le notizie di guerra che da più di un mese leggiamo e ascoltiamo tutti i giorni sui media…

No, ci voleva il lessico militaresco di Dario Costi a rendere il clima ancora più bellicoso.

Con me un esercito civico!” ha dichiarato qualche giorno fa annunciando che ci saranno quattro liste in sostegno alla sua candidatura a sindaco di Parma.

Ma Costi si è spinto oltre nella comunicazione guerrafondaia.

“Siete i miei Mirmidoni!” ha detto rivolgendosi ai militanti di Civiltà Parmigiana.

I Mirmidoni erano i leggendari e feroci soldati guidati dall’eroe greco Achille, i più valorosi nella guerra di Troia, almeno per come li descrive Omero nell’Iliade, affiatati e compatti come un corpo solo.

 

 

Quel nome, Mirmidoni (dal greco μύρμηξ), li identifica con le formiche.

Viene da chiedersi perchè un’elite di impareggiabili combattenti abbia assunto il nome delle formiche.

Difficile dire se i greci avessero una conoscenza approfondita del complicato sistema sociale che regola le colonie di formiche, eppure, quell’associazione con i guerrieri potrebbe non essere casuale.

Le formiche sono insetti laboriosi, competitivi, che non si fermano mai, nemmeno davanti alla morte. Sono tra le poche specie animali (uomo compreso) a condurre guerre su vasta scala, anche all’interno del proprio formicaio: non scontri isolati fra gruppi, ma vere e proprio guerre che finiscono solo con l’annientamento di una delle due parti o con la resa. La strategia bellica delle formiche prevede che vince chi riesce a scatenare un attacco di massa.

Le similitudini tra le formiche e l’uomo non si fermano a questo: le formiche sono gli unici animali, oltre l’uomo, capaci di schiavizzare i propri simili. Alcune specie di formiche non posseggono infatti “operaie”, e per il duro lavoro all’interno del formicaio attaccano e depredano le colonie vicine di altre specie, uccidendo gli adulti e rubando le larve. Quando queste cresceranno, lavoreranno per i loro schiavisti fino alla morte.

Se Costi, trascinato dalla forza dei suoi Mirmidoni, dovesse andare al ballottaggio verrebbe già solo per questo ricoperto di gloria. E potrebbe anche trionfare, essendosi conquistato il posizionamento al centro tra gli schieramenti politici, quindi la possibilità di essere un’opzione di “voto contro” per tanti elettori dei candidati esclusi dal ballottaggio.

Se Costi non dovesse arrivare al ballottaggio, c’è da scommettere non cercherà accordi con alcuno e, fieramente riluttante a ogni compromesso, sceglierà la bella morte sul campo di battaglia sotto le mura di Troia.

Ma a quel punto i Mirmidoni, che ha richiamato alle armi e aizzato, non fermeranno la loro furia e alla vista del nemico storico vignaliano o destro riprenderanno subito a combattere per difendere fino alla morte il loro nome e la loro storia. Al ballottaggio si schiererà senza indugio contro i medesimi nemici, per spinta locale e obbligatoriamente per volontà nazionale, anche il secondo battaglione costiano, quello di Azione di Carlo Calenda.

Con le sue truppe che si collocheranno a prescindere da lui, Costi si ritroverebbe d’emblèe a essere irrilevante.

I Mirmidoni saranno la forza di Costi o il suo tallone d’Achille.

E’ la differenza tra il passare alla storia come un eroe o come un vecchio paio di sneakers.

Andrea Marsiletti