Radicali: “La marijuana di Stato riduce i danni del proibizionismo”

In occasione della raccolta firme per la legalizzazione delle droghe leggere, finalmente si è aperto un dibattito in città.

La battaglia contro tutti i proibizionismi è battaglia storica di Marco Pannella e dei Radicali fin dagli anni ’60 e oggi è sotto gli occhi di tutti, ma proprio di tutti, che la politica del proibizionismo e della guerra alla droga è semplicemente fallita.

Nessuno, tantomeno i Radicali, lotta per la legalizzazione dei derivati della canapa indiana pensando che queste siano cose buone o che non abbiano alcun effetto nocivo ma perché qualsiasi sostanza, la Cannabis come tabacco e alcol, se consumata in un regime di illegalità produce danni infinitamente maggiori di quelli che produce se consumata in un regime legale e questo è il fondamento dell’antiproibizionismo.

Questo è l’antiproibizionismo, l’idea che un regime di legalità può affrontare con intelligenza comportamenti diffusi, il regime legale può ridurre l’affetto negativo che questi comportamenti diffusi hanno sul singolo e sull’intera collettività.

Ciò che deve essere messo al bando è il regime che Marco Pannella ha sempre definito di liberalizzazione illegale. Quel regime, come oggi avviene ed è sempre avvenuto, che consente a chiunque di acquistare, in qualunque ora del giorno e della notte, in qualunque via o piazza o davanti a qualsiasi scuola, qualunque sostanza dalla rete degli esercizi commerciali illegali di sostanze.

In tutti, ma proprio in tutti, i Paesi che hanno legalizzato la marijuana, si è notato un sensibile calo di consumo, calcolato ovviamente anno su anno dall’inizio della legalizzazione!

Esiste nel mondo una nuova consapevolezza, esiste nel mondo finalmente una linea di tendenza che va in questa direzione, l’ONU e la sessione dell’Ungass che si è svolta dal 19 al 21 di Aprile scorso ha aperto una discussione che fa breccia alle tre convenzioni in materia di droga che nulla dicono rispetto ai dati scientifici maturati negli anni e depositati presso l’OMS, ma che semplicemente dichiarano che è sbagliato e che fa male…

Scrivere ancora nel 2016 che la cannabis sia più nociva di alcol e tabacco è semplicemente essere disinformati o di guardare ai fenomeni in termini ideologici e non scientifici.

Pura ipocrisia che alimenta mercati e traffici illeciti.

La marijuana fa male? Sì, ma fa male ancora di più in termini sociali, giudiziari ed economici quando un fenomeno non è governato ed è gestito dalla criminalità.

La marijuana di Stato al pari del tabacco e alcool permetterebbe di attuare campagne educative, di dissuasione e di consumo consapevole riducendo i danni del folle proibizionismo che ci accompagna dal 1961.

MarcoMaria Freddi
Radicali Italiani – Parma