“I prati della via Emilia”, al via la valorizzazione

20/01/2009
h.17.20

Percorrere la via Emilia significa attraversare un paesaggio caratterizzato da aree urbane, insediamenti produttivi e terreni di uso agricolo. Ma anche da zone di scarsa qualità paesaggistica, terreni “interclusi” tra nuove e antiche infrastrutture, tra vecchi edifici in disuso e nuovi capannoni industriali, tra campagna e città. Come riqualificare questi spazi e come recuperarli per fini agricoli o ambientali?
A questo problema vuole dare una risposta il progetto “I prati della via Emilia” che interressa i Comuni di Fidenza, Fontanellato e Fontevivo e che ha come capofila la Provincia di Parma. Cofinanziato dalla Regione Emilia Romagna, che metterà a disposizione il 60% dei 45mila euro di costo complessivo, il progetto è stato illustrato oggi nel corso del convegno organizzato dalla Provincia dal titolo Tra campagna e città – Progetti di tutela e valorizzazione del suolo e del paesaggio delle aree periurbane.
Il contesto e gli obiettivi di “I prati della via Emilia”, i cui lavori di progettazione inizieranno la prossima primavera, sono stati spiegati da Nicola Dall’Olio della Provincia. L’area interessata è la fascia delimitata a sud dalla statale Emilia, a nord dall’autostrada e dalla TAV, a est dal fiume Taro e a ovest dal torrente Stirone. “Un paesaggio percepito spesso come zona di solo passaggio. Chi lo percorre non sente nessun legame di appartenenza, per questo l’incuria e l’abbandono dei rifiuti sono molto frequenti.
È però sufficiente allontanarsi di pochi metri dall’arteria principale e svoltare in qualche strada laterale per scoprire zone ricche di valore
”. Tra le linee di intervento proposte vi è il recupero dei terreni interclusi e marginali in funzione agricolo-produttiva, ambientale e di mitigazione paesistica (produzione di biomasse legnose a scopi energetici con impianti arborei e arbustivi a rotazione breve o media); la catalogazione dei prati stabili come elemento qualificante del paesaggio agrario; la progettazione di una rete di percorsi ciclo pedonali nella “culla del Parmigiano”, che consenta una fruizione del paesaggio agricolo dei prati stabili da cui ha avuto origine il Parmigiano Reggiano.
Il convegno è stata l’occasione per una riflessione a 360 gradi a partire dal rilevante consumo di suolo agricolo che si sta verificando in questi anni. Nella pianura parmense si è infatti assistito a una forte espansione urbana e infrastrutturale che ha non solo ridotto la superficie agricola utilizzabile ma ha anche prodotto un gran numero di terreni interclusi di scarsa qualità paesaggistica e di difficile utilizzo.
Il seminario è stato coordinato dal vicepresidente della Provincia Pier Luigi Ferrari che ha sottolineato come il consumo costante di suolo sia “un fenomeno che desta preoccupazione. Se la nostra volontà è conservare la vocazione agricola del nostro territorio dobbiamo fare delle scelte, ragionando in termini di sostenibilità e ripartire dalle fondamenta: il territorio e l’agricoltura”.
È intervenuto anche l’assessore alle Attività produttive del comune di Fidenza Romualdo Borreri che ha posto l’accento sulla necessaria valorizzazione delle aree verdi accanto a quelle urbane. Il sindaco di Fontevivo Massimiliano Grassi ha invece indicato le due diverse esigenze a cui bisogna far fronte: “Da un lato vi è la necessità di favorire lo sviluppo del nostro territorio, con aree residenziali e infrastrutture, dall’altro le esigenze del mondo agricolo e di tutela del territorio”.
Nel corso del convegno gli altri relatori hanno approfondito ulteriori tematiche, a partire dallo studio “Dinamiche di consumo di suolo agricolo nella pianura parmense” di Maria Chiara Cavallo della Provincia, con dati riguardanti il periodo dal 1881 al 2006, di cui è stato anche distribuito un volume.
Poi Stefano Corticelli della Regione ha presentato uno studio sulla “Impermeabilizzazione dei suoli in Regione Emilia Romagna. Paolo Pileri del Politecnico di Milano ha proposto alcune soluzioni per “La compensazione ecologica per limitare il consumo del suolo”, con esempi che prevedono aree ecologiche da fornire ai soggetti pubblici “in cambio” di nuova occupazione del suolo.
Una descrizione delle caratteristiche alla base dei “Progetti di tutela, recupero e valorizzazione per le aree periurbane” della Regione Emilia Romagna è stata presentata da Vittoria Montaletti, mentre Ugo Baldini di C.A.I.R.E. Urbanistica ha descritto “Il progetto di riqualificazione paesaggistica della via Emilia” sostenuto dalla Regione.