Il bacio della morte

Nicola Dall'Olio

Chi votare? Qui trovate alcune mie indicazioni in vista del voto di domenica 26 gennaio”.

Così ha scritto Nicola Dall’Olio alla vigilia delle regionali di domenica, pubblicando su Facebook il fac simile scheda elettorale con l’invito a scrivere “Caselli”.

Noooo!!!!!!!” mi sono detto mettendomi le mani tra i capelli. “Povera Simona, è spacciata!”. Già vedevo la Lori e Iotti che si sfregavano le mani immaginandosi seduti sullo scranno del Consiglio regionale per altri cinque anni.

Già, perchè, politicamente parlando, l’endorsement di Dall’Olio è un bacio della morte.

Dove c’è lui si perde, sempre.

Esordì in politica, ovviamente perdendo, alle primarie del 2012 contro Bernazzoli; poi si presentò al ballottaggio contro Pizzarotti come assessore designato e il centrosinistra perse clamorosamente. Poi si candidò alle europee e non fu eletto; poi perse le primarie regionali per Balzani, poi il congresso comunale del Pd con la Bonetti, poi il congresso provinciale con Bizzi, prima ancora le primarie nazionali per Civati… e chissà quante altre sconfitte avrà rimediato che mi sto dimenticando. Per fortuna sua (e del centrosinistra) fa politica solo da una decina d’anni!

Dall’Olio avrebbe perso anche le primarie per le comunali del 2017. Ma, una volta raccolte le firme, si ritirò per appoggiare Scarpa, un candidato debole che non aveva nessuna possibilità di battere Pizzarotti.

Nel vedere Dall’Olio esultare ai festeggiamenti per la vittoria di Scarpa alle primarie gli elettori del centrosinistra si abbandonarono ai più plateali gesti scaramantici. Quando trapelò la notizia che Dall’Olio fosse il vicesindaco designato, beh, a quel punto era scritto sulla roccia che Scarpa fosse un dead man walking. Quella sua scritta “la partita è tiratissima. Si vince o si perde per una manciata di voti” fu la certificazione che sarebbe stata una debacle per il centrosinistra, che in effetti perse con più di 10.000 voti di scarto.

Alle ultime primarie nazionali del Pd del dichiara il suo sostegno a Martina, Zingaretti tira un sospiro di sollievo e vince col 70%.

L’ultima sua vittima è stata, per l’appunto, Simona Caselli. E pensare che lei sembrava imbattibile: nel 2009 si candidò alle europee e in città raccolse 5.635 preferenze, salendo alla ribalta dei giornali nazionali per aver superato Silvio Berlusconi. La Simona è brava, era un assessore uscente, domenica aveva tutte le carte in regola per fare una bellissima figura e per essere rieletta in modo trionfale.

Il risultato dell’outing di Dall’Olio è stato che nella lista del Pd composta da cinque candidati è arrivata quarta. C’è da giurare che se lui avesse infierito con un altro post sarebbe arrivata ultima.

Se Dall’Olio vendesse candele il sole non tramonterebbe mai.

Se comprasse un cimitero le persone smetterebbero di morire.

Per lui il diametro del foro del lavandino è sempre maggiore del diametro del tappo del dentifricio.

Nel Pd sono terrorizzati da cosa sarà capace di fare in futuro.

Indiscrezioni rivelano che qualcuno starebbe pensando di donargli la tessera della Lega. E’ il colpo di genio di chi, stremato da un quarto di secolo di sconfitte, vuole andare sul sicuro e vincere facile le elezioni comunali di Parma del 2022.

Andrea Marsiletti