Il Centro studi movimenti presenta il volume “I Capannoni a Parma – Storie di persone e di città”

Ancora oggi, nel gergo parmigiano, il termine “capannone” è sinonimo di rozzo, triviale e in tanti, a Parma, lo usano per definire quegli individui che fuoriescono dall’etichetta dei modi urbani, civili, borghesi.

Tutti lo usano ma pochi, soprattutto tra i più giovani, sanno quale sia la sua origine, intimamente legata a una storia specifica di Parma, allo sventramento dell’Oltretorrente da parte del regime fascista e all’allontanamento di molte famiglie in caseggiati ultrapopolari in zone fuori dal centro urbano: i Capannoni appunto, così soprannominati per la loro forma a capanna.

Giovedì 19 novembre ore 18, sul canale YouTube del Centro studi movimenti sarà presentato il volume I Capannoni a Parma. Storie di persone e di città, curato dal Centro studi movimenti e dal Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Parma, con il contributo della Regione Emilia Romagna e del Comune di Parma, nell’ambito delle attività di Parma Capitale della Cultura 2020+21.

Il volume ripercorre la storia dei Capannoni inserendola in quella della città prima e dopo la loro edificazione negli anni Trenta, per capire le ragioni che portarono il regime fascista a costruirli, cosa essi divennero per le persone che vi abitarono e le difficoltà che le amministrazioni democratiche del dopoguerra incontrarono nell’abbatterli.

Dopo i saluti dell’assessore Michele Guerra, Gianluca Zurlini modererà l’incontro con i due curatori del libro, Margherita Becchetti (storica e ricercatrice del Centro studi movimenti) e Paolo Giandebiaggi (architetto e docente dell’Università di Parma).

lodi_12dic