Il credito a Parma: prestiti bancari in aumento e risparmio spostato sui titoli

A fine giugno 2023 i prestiti erogati dal sistema di credito nella provincia di Parma sono risultati in aumento dell’1,4% rispetto alla stessa data dello scorso anno; gli impieghi bancari si sono così portati a 14,71 miliardi di euro.

I dati rilasciati dalla Banca d’Italia e analizzati dall’Ufficio studi della Camera di Commercio dell’Emilia evidenziano aumenti, seppur differenziati, per tutti i soggetti che fanno abitualmente ricorso al credito bancario.

In aumento, infatti, risultano i crediti per le imprese (+1,4%, con le medio-grandi in aumento del 2,5% e le piccole aziende in calo del 5%), per le famiglie consumatrici (+0,6%), le amministrazioni pubbliche (+7,2%) e per le società finanziarie ed assicurative (+6% rispetto al dato 2022).

 

Aeroporto Verdi: tutto è compiuto (di Andrea Marsiletti)

 

Ad assorbire la maggior parte degli impieghi bancari è comunque il mondo delle imprese, che si attesta al 62,4% sul totale, seguito dalle famiglie consumatrici con il 33,7%.

Guardando al sistema produttivo, gli andamenti sono molto diversificati a seconda del settore di attività economica: il comparto edile, ad esempio, a conferma di un trend positivamente segnato da bonus e superbonus, ha continuato a diminuire il ricorso al credito bancario, con il passaggio, in dodici mesi, dal -4,8% del giugno 2022 al -7,5% registrato quest’anno.

Le attività manifatturiere, al contrario, evidenziano un sensibile aumento del ricorso al credito, con un +11,9% su base annua e un valore complessivo pari a 4,3 miliardi di euro.

In diminuzione i crediti al comparto dei servizi, che rispetto al giugno 2022 mostrano un calo del 7,1%.

Per quanto riguarda il tasso di deterioramento del credito si registra un rialzo del valore, passato in dodici mesi dallo 0,9% all’1,1%.

Movimenti significativi, infine, in materia di risparmio, con depositi di famiglie consumatrici e imprese in calo (-2,7%, con un valore complessivo attestato a 16,1 miliardi) e un contemporaneo sensibile aumento del valore dei titoli a custodia (+23,8% in un anno, per un valore complessivo attestato a 11 miliardi).

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