Il Guareschi vignettista e l’umorismo caricaturale di Remo Gaibazzi in mostra al castello di Roccabianca

La splendida cornice del castello di Roccabianca ha ospitato stamattina l’inaugurazione di due interessantissime mostre “gemellate”, dedicate all’opera grafica e umoristica di due grandi figli della creatività della nostra Bassa: Giovannino Guareschi (Fontanelle di Roccabianca, 1908 – Cervia, 1968) e Remo Gaibazzi (Stagno di Roccabianca, 1915 – Parma, 1994).

Le esposizioni sono intitolate rispettivamente “Giovannino Guareschi l’uomo coi baffi” e “I mondi di Remo Gaibazzi”.

Gli eventi abbinati (compresi nel calendario di Parma Capitale della Cultura 2020+21) hanno trovato il loro suggestivo spazio in due differenti ali del castello, che esaltano e valorizzano al meglio l’esplosiva arguzia espressiva di due veri e propri geni di casa nostra, maestri dell’arte di ironizzare su ogni aspetto della vita.

Il duplice appuntamento “in parallelo” è stato presentato dai curatori delle mostre, Guido Conti e Giorgio Casamatti.

A fare gli onori di casa, il sindaco di Roccabianca, Alessandro Gattara e l’architetto Marco Scaltriti (dell’associazione “Castello Eventi” di Roccabianca). Presenti anche la vice presidente della Fondazione Cariparma, Maria Laura Bianchi, il consigliere provinciale Andrea Magni, e Giorgio Mazzocchi per l’associazione parmigiana “Remo Gaibazzi”.

Ospite d’onore, il figlio di Guareschi, Alberto, che ha salutato i convenuti con la sua consueta delicatezza nel ricordare la preziosa figura del padre.

Le due mostre rimangono aperte fino al 12 dicembre e sono visitabili il sabato, la domenica e nei giorni festivi, al mattino dalle 10 alle 12 e al pomeriggio dalle 15 alle 18.

In particolare, riserva una grandissima sorpresa la sezione dedicata a Remo Gaibazzi. Sia perché rende il giusto tributo a un protagonista di altissimo livello della cultura parmigiana del ‘900, per troppo tempo non valorizzato come merita (sono fantastiche certe sue vignette umoristiche che illustrano meglio di un trattato di sociologia, tutto un universo umano e una fauna sociale mondana, tipica dello stare insieme cittadino targato anni 30, 40 e 50, dei bar, dei caffè e delle piazze).

Sia perché la parte di mostra riservata all’artista di Stagno di Roccabianca, per volere dei proprietari del castello di Roccabianca, la famiglia Scaltriti, è stata predisposta in un’ala dell’edificio mai aperta al pubblico sinora, aggiungendo un motivo di interesse ulteriore per il visitatore.

Da ricordare che una preziosa parte del materiale storico riguardante Gaibazzi è frutto della minuziosa e appassionata opera di ricerca svolta negli anni scorsi dalla dottoressa Angela Barbarini, già funzionaria del Comune di Roccabianca e affezionata cultrice delle tradizioni locali e culturali del piccolo paese della Bassa.

Ci sono dunque tanti molto validi per non perdere questo doppio appuntamento alla riscoperta di due giganti della cultura, miglior frutto novecentesco fra “parmensità e parmigianità” più bella.

LE DUE MOSTRE NEL DETTAGLIO

1) Giovannino Guareschi l’uomo coi baffi.

Dal Mondo piccolo di Roccabianca al successo internazionale

2) I mondi di Remo Gaibazzi.

Le tradizioni dell’umorismo europeo nel cuore di Parma

Giovannino Guareschi e Remo Gaibazzi, due protagonisti dell’arte e della cultura italiana. Entrambi sono nati nella Bassa emiliana, tutti e due nel Comune di Roccabianca. Guareschi nasce a Fontanelle il primo maggio nel 1908 e muove a Cervia il 22 luglio del 1968, Remo Gaibazzi a Stagno, oltre l’argine, dentro la golena il 29 dicembre 1915 e muore a Parma il 25 luglio del 1994.

La terra d’origine non è il solo elemento che li accomuna, entrambi affondano le radici nella tradizione europea del giornalismo satirico e umoristico per poi intraprendere due percorsi artistici diversi. Le due mostre in programma al Castello di Roccabianca dal 18 settembre al 12 dicembre 2021, nate dopo anni di studi e ricerche sull’umorismo e l’arte europea tra otto e novecento, sono dedicate a questi due grandi protagonisti della cultura e dell’arte. Si tratta di due esposizioni distinte che dialogano tra di loro.

La mostra su Guareschi attraverso la ricostruzione della sua vicenda biografica e creativa vuole indagare le motivazioni che lo hanno reso uno degli autori italiani più conosciuti e tradotti nel mondo. Quella su Gaibazzi si concentra invece sulla sua lunga parabola nel campo della grafica umoristica in cui, per certi versi, sembra raccogliere il testimone lasciato da Guareschi come autore di punta dei numeri unici satirici parmigiani. Spesso si scrive di Gaibazzi, del suo lavoro nei giornali satirici e umoristici, come una “preistoria” del suo essere artista, quasi fosse un mondo di cui vergognarsi rispetto ad una produzione più alta e più seria, dimenticando che all’interno del mondo dell’umorismo dialogano giornalismo, letteratura e disegno. Si tratta di una tradizione europea di primo piano non solo in Francia in cui sono fioriti scrittori del calibro di Anton Čechov, Carlo Collodi, Giovannino Guareschi e artisti come Erberto Carboni, Juan Gris, Henri de Toulouse-Lautrec. Le due mostre, a cura di Giorgio Casamatti e Guido Conti, vogliono costruire un percorso d’indagine sui rapporti tra Guareschi e Gaibazzi, alla luce delle nuove ricerche e degli studi sulla tradizione dell’umorismo italiano ed europeo. Senza l’articolata mappa della tradizione giornalistica, satirica e umoristica in Europa, in Italia e nella nostra provincia tra Otto e Novecento, è facile cadere in una lettura riduttiva e provinciale di questi due autori che dialogano con l’Europa e il mondo.

La prima mostra Giovannino Guareschi: l’uomo coi baffi. Dal Mondo piccolo di Roccabianca al successo internazionale, indaga la vita da romanzo di questo scrittore che ha venduto venti milioni di copie di libri, con traduzioni in oltre trenta lingue, ha trasformato la geografia dell’immaginario di questa terra, e ha saputo dare un contributo importante alla storia del giornalismo italiano. La seconda I mondi di Remo Gaibazzi. Le tradizioni dell’umorismo europeo nel cuore di Parma, racconta la collaborazione e la formazione di Gaibazzi sui giornali umoristici, i suoi rapporti con Guareschi quando lavorava al “Bertoldo”, vera e propria palestra per scrittori, disegnatori, pittori e giornalisti tra Otto e Novecento. Se Guareschi ha affondato le radici negli umori e nelle tradizioni della nostra terra e di Parma portandole del mondo, Gaibazzi ha portato il mondo dentro la sua pittura e la sua arte, senza mai spostarsi dal teatro quotidiano non solo di una sua città, ma dal centro storico, come un cuore vitale e pulsante.

Le due mostre, allestite nelle sale e in spazi suggestivi mai aperti al pubblico del Castello di Roccabianca, sono state realizzate grazie ai contributi de Ministero della Cultura per Parma Capitale italiana della Cultura 2020+21 e ai fondi per la cultura di Fondazione Cariparma.

INGRESSO GRATUITO

Aperture: Sabato, Domenica e festivi. Mattino: 10.00 – 12.00. Pomeriggio: 15.00 – 18.00.

Cataloghi:

Giovannino Guareschi L’uomo coi baffi

Dal Mondo piccolo di Roccabianca al successo internazionale

a cura di Giorgio Casamatti e Guido Conti

Libreria Ticinum editore, 2021

I mondi di Remo Gaibazzi

Le tradizioni dell’umorismo europeo nel cuore di Parma

a cura di Giorgio Casamatti e Guido Conti

Libreria Ticinum editore, 2021

Con il contributo di FONDAZIONE CARIPARMA

I DUE ARTISTI IN MOSTRA

Giovannino Guareschi è nato a Fontanelle di Roccabianca il 1° maggio 1908. La sua più autorevole biografia è stata scritta da Guido Conti e pubblicata da Rizzoli (lo stesso editore di Don Camillo) nell’anno del Centenario della nascita. Nello stesso anno il Comune di Roccabianca ha inaugurato a Fontanelle, a pochi passi dalla casa natale, il Museo del Mondo piccolo e l’iconico monumento in bronzo di Guareschi in sella alla bicicletta, realizzato da Maurizio Zaccardi.

Con Parma Capitale Italiana della Cultura 2020 + 2021 si presenta oggi una nuova occasione di celebrazione del genio novecentesco della Bassa. Per meglio rappresentarlo l’Amministrazione Comunale ha voluto raccogliere materiale inedito in questo catalogo ed esporlo in una mostra allestita presso il Castello di Roccabianca, da visitare idealmente in modo parallelo alla mostra dedicata ad un altro illustre figlio di questi luoghi, Remo Gaibazzi (nato a Stagno di Roccabianca il 29 dicembre 1915).

Questo inedito approfondimento storiografico, iconografico e critico — curato da Guido Conti e Giorgio Casamatti — intende raccontare proprio le radici dell’autore nella Bassa parmense e in quel particolare milieu culturale che ha fatto della città di Parma con la sua provincia, improvvisamente, una vera capitale culturale la cui influenza ne ha ampiamente superato e ampliato i confini geografici, per arrivare a noi ancora attuale ma anche, forse, con quel distacco temporale che ancora meglio di allora ne lascia percepire più evidentemente la portata dell’eredità di cui possiamo godere e beneficiare oggi.

Figura controversa, soprattutto per colpa della politica, apprezzato dal pubblico ma non dalla critica, oggi Guareschi si trova tra i classici della letteratura e della cinematografia del Novecento. Ma non è stato “solo” questo. La sua straordinaria produzione è da continuare ed approfondire presso la Casa Archivio Guareschi a Roncole Verdi e da portare a conoscenza del pubblico nei grandi centri cittadini quanto — e forse anche di più — nei luoghi in cui la cultura guareschiana è nata e nei luoghi che ancora oggi possono esprimerla in modo originale ed autentico.

Remo Gaibazzi è nato a Stagno di Roccabianca il 29 dicembre 1915. Disegnatore caricaturista — i primi disegni satirici risalgono al 1935 — collaborò con i giornali umoristici diretti da Giovannino Guareschi. Nel 1955 tiene la sua prima mostra personale — disegni a china — e inizia la sua attività di pittore. Le sue maggiori mostre sono postume e sono state organizzare dallo CSAC dell’Università di Parma e dalla Provincia di Parma con l’Associazione Remo Gaibazzi.

Con la mostra I mondi di Remo Gaibazzi, curata da Guido Conti e Giorgio Casamatti con la collaborazione dell’Associazione Remo Gaibazzi, per la prima volta il lavoro di Gaibazzi viene esposto a Roccabianca. L’Amministrazione Comunale — in occasione di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020 + 2021 — ha voluto celebrare il percorso artistico di Gaibazzi con il fine di ripercorrere l’evoluzione di un artista dai molti talenti ancora non conosciuto come meriterebbe, da visitare idealmente in modo parallelo alla mostra dedicata ad un altro illustre figlio di questi luoghi, Giovannino Guareschi (nato a Fontanelle di Roccabianca il 1 maggio 1908).

Estremamente eterogeneo nelle modalità che hanno caratterizzato la sua espressione artistica Gaibazzi resta ancora oggi un artista da studiare e conoscere, anomalo, complicato, raffinato e semplice, impegnato civilmente, sensibile e talvolta forse cinico. Non a caso anche il Comune di Parma, sempre nel programma di Parma Capitale Italiana della Cultura, ha previsto di allestire una grande mostra su Gaibazzi a Palazzo del Governatore.

La mostra presso il Castello di Roccabianca e questo catalogo intendono, quindi, far conoscere meglio quest’uomo ancora in parte sconosciuto, scavando anche nelle sue origini, per capire se vi sia stata in lui la traccia di un ricordo primigenio delle sue origini di uomo del fiume, vissuto bambino in riva al Po, in una casa modesta ricca di presenze femminili.