Il Pd di Parma è il partito scelto dal Dio della Torah ebraica. In città è arrivato il Messia (di Andrea Marsiletti)

Lombatti

MA Space – E’ cambiato il mondo.

Immaginate ai vecchi gloriosi tempi che casino si sarebbe scatenato nel Pd di Parma a pochi giorni dalla presentazione dei nomi dei prossimi parlamentari, quanti post, quanti comunicati e contro-comunicati, quanti distinguo, interpretazioni dello Statuto, discussioni, litigi.

Invece oggi tutto tace, tutto è tranquillo, nulla trapela.

Chi obiettasse “Ovvio che non scalpitano, sono collegi uninominali dati per persi che nessuno vuole” dimostrerebbe di non aver capito nulla di questi vent’anni del Pd di Parma, nei quali la polemica esplodeva per molto meno, spesso per niente, e anche la più insignificante delle designazioni si trasformava in uno scontro alla morte, dove ognuno diceva la sua, cercava di far prevalere la propria opinione, adducendo a motivazione alcune sillabe che erano diverse nei Regolamenti regionale e nazionale, financo per il gusto in sè di dibattere. Senza l’accettazione di alcuna gerarchia superiore.

Credo che nulla nella storia dell’Umanità, da quando Dio ha consegnato gli insegnamenti della Torah a Mosè sul monte Sinai stringendo il patto col “Popolo eletto”, sia stato più intriso di cultura ebraica del Pd di Parma.

Già, perchè l’aspetto che più mi affascina della tradizione ebraica è che non esiste un’autorità che possa imporre la sua interpretazione delle Scritture in modo incontrovertibile. Per gli ebrei la verità deve essere ricercata insieme, col dialogo e confutazioni perenni tra rabbini. Le controversie, ovvero i punti su cui non c’è accordo, non sono intese come qualcosa da reprimere, ma di prezioso da mettere in luce. E’ lo stesso Talmud (il testo che raccoglie la tradizione orale dell’ebraismo) a sublimare il principio del contraddittorio e l’assenza di una posizione ufficiale da quando, con la distruzione del tempio di Gerusalemme (70 d.c.), non esiste un Sommo Sacerdote. Il più autorevole è colui che, caso per caso, dimostra con le sue argomentazioni di possedere la conoscenza più approfondita della Torah.

Il Talmud racconta una storia che spiega bene questa caratteristica identitaria dell’ebraismo: Rabbi Eliezer, uno dei rabbini più dotti di sempre, si trovò a fronteggiare da solo un’intera congregazione di grandi rabbini: un forno diviso in tanti scomparti e riempito di sabbia poteva ricevere l’impurità o meno?

Rabbi Eliezer sosteneva di no, gli altri di sì.

Rabbi Eliezer disse: “Se io ho ragione, questo albero di carrubo lo provi!“. L’albero si sradicò. I rabbini replicarono: “Eh no, che valore può avere il balzo di un albero di carrubo? Non è con un miracolo che si dimostra che tu hai ragione“.

Se io ho ragione, l’acqua di questa brocca me lo attesti!” riprovò Rabbi Eliezer. L’acqua uscì dalla brocca e tornò alla fonte. I rabbini non si fecero impressionare: “No, noi non ci basiamo su queste cose“.

Rabbi Eliezer giocò l’ultima carta: “Se la regola è come dico io, una voce dal cielo confermi che ho ragione!” Uscì una voce dal cielo (di Dio) che sentenziò: “La regola nei mondi superiori è tutta come dice Rabbi Eliezer“.

Si alzò un rabbino inferocito: “Non vale, perchè è scritto che la Torah è stata data agli esseri umani, non agli angeli”.

La storia finisce con un rabbino che incontrò per strada il profeta Elia e gli chiese: “In cielo, mentre era in atto la discussione tra questi giganti della Torah, cosa succedeva?

Elia rispose: “Dio rideva e diceva: ‘i miei figli mi hanno vinto’“.

E’ questa la forza grandiosa della religione ebraica: Dio accetta la visione dell’uomo, anche se la sua è diversa. La regola viene definita dalla maggior parte di questi maestri, anche se dal cielo dicono che Rabbi Eliezer ha ragione. Non stupisce, pertanto, che nei secoli si siano accumulate più di 700.000 interpretazioni rabbiniche delle frasi della Torah.

Ma adesso, dopo anni di discussioni in via Treves e sui giornali, a chi si deve questa pace nel PD di Parma?

Che sia venuto a Parma il Messia tanto atteso dagli ebrei (che, come noto, non riconoscono Gesù come figlio di Dio), ovvero un leader umano, discendente fisicamente dalla stirpe di Re Davide, che governerà e unirà il popolo di Israele e lo condurrà verso l’Era Messianica di pace globale e universale?

La maggioranza dei rabbini del Pd sostiene il Messia sia Michele Guerra, non tanto perchè questi abbia liberato il popolo del centrosinistra di Parma riportano il Pd al governo della Terra Promessa, ma perchè la sua serie TV preferita è “Shtisel” sulla vita degli ebrei ortodossi, come dallo stesso sindaco rivelato. E’ questa per loro la prova finale, a maggior ragione perchè emessa da uno studioso quale è un professore universitario di cinema.

Ma ci sono rabbini più sionisti, più di sinistra, cresciuti nelle proprietà collettive dei Kibbutz, che indicano in Lorenzo Lavagetto il Messia, perchè se si sommano le cifre delle preferenze da questi ricevute alle ultime comunali si ottiene un numero che indica un passo della Torah che recita “Quando arriverà il Salvatore il cielo si colorerà di rosso“.

Il tema rimane controverso.

E allora, se Dio vuole, che riparta la discussione!

Finalmente.

Andrea Marsiletti