“Il PD, a Parma e a Roma, ha proposte evanescenti e contraddittorie e sta con i poteri forti”

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01/04/2011

New Sensation“, la politica vista dai ventenni e dai trentenni.
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I Giovani Comunisti/e sono l’organizzazione giovanile del Partito della Rifondazione Comunista. Simone Oggionni è il segreterio nazionale del movimento. ParmaDaily lo ha intervistato in occasione della sua venuta a Parma nei giorni scorsi.

Rifondazione Comunista ha una posizione contro la guerra in Libia, a differenza di altri pacifisti che anni fa urlavano nelle piazze “no alla guerra senza se e senza ma” che però in questo giro si sono eclissati.
La posizione di Rifondazione Comunista e dei Giovani Comunisti è coerentemente contraria all’intervento militare. Una “no fly zone” è nei fatti l’imposizione di una guerra… le differenze che alcune forze, anche del centrosinistra, provano a mettere in campo sono retoriche e astratte. La realtà è che aerei statunitensi, francesi e britannici stanno bombardano Tripoli e Bengasi producendo atti di guerra che lacerano le vite e il tessuto produttivo e sociale della comunità che viene aggredita.
Rifondazione è l’unica forza politica che in questi anni può dire di essere stata coerente rispetto al tema della guerra e della pace. Abbiamo espresso una posizione opposta a quella del centrosinistra in altre circostanze molto simili a quella libica. Ricordo dodici anni fa l’aggressione alla Serbia che si concretizzò in un bombardamento su un Paese sovrano, la guerra in Afghanistan che il Governo Prodi finanziò e rifinanziò più volte…
Il PD, per bocca di D’Alema, ha una posizione assolutamente favorevole alla guerra.
Se poi parliamo di difesa dei diritti civili… beh, se dovessimo bombardare tutti gli Stati nei quali essi sono violati dovremmo bombardare mezzo mondo… a partire dagli Stati Uniti.

Qual è la tua opinione sul progetto politico della Federazione della Sinistra promosso da Rifondazione Comunisti, PDCI e altri movimenti di sinistra?
La Federazione è lo strumento per perseguire due obiettivi: unire le forze comuniste, perchè è paradossale che esse siano ancora divise, tra l’altro in dimensioni sempre più ridotte; unire la sinistra perché è fondamentale e strategico consegnare ai lavoratori di questo Paese una sponda e un punto di riferimento il più possibile grande, radicato e potenzialmente di massa attraverso il quale essi si sentano difesi.
Oggi i lavoratori non hanno una rappresentanza forte. Loro stessi stanno capendo non possono essere rappresentati dal PD né dalle forze politiche di destra che strutturalmente sono inadeguate a svolgere quella funzione.

Tu che giri per l’Italia percepisci la possibilità di rilancio della Sinistra?
Sono convinto che oggi ci siano condizioni oggettive straordinarie: il tema della guerra, quello sociale e quello dei referendum. Tra qualche mese saremo chiamati a votare i quesiti contro il nucleare, per l’acqua pubblica e contro il legittimo impedimento. Sono temi sui quali si può costruire una larga convergenza e poi ottenere un’ampia maggioranza nel Paese.

Sei d’accordo con la proposta del segreterio del PRC Paolo Ferrero di cui si parlava molto qualche mese fa quando sembravano imminenti le elezioni politiche, ovvero di un accordo elettorale ma non di governo tra la Federazione della Sinistra e il centrosinistra?
Noi l’abbiamo chiamata “alleanza democratica”. Se si votasse oggi (ma questo scenario non appare prossimo) noi proporremo sicuramente di far convergere i voti della sinistra comunista in una coalizione alternativa a Berlusconi perché il primo obiettivo deve essere quello di non consentire a questi di governare ancora perché ciò sarebbe la morte del nostro Paese.
Contemporaneamente, però, anche sulla base dell’esperienza che abbiamo maturato in questi anni, prendiamo atto delle differenze programmatiche che ci sono con il PD e quindi riteniamo che non sussistano le condizioni per un accordo di governo come dimostra l’esperienza fallimentare del governo Prodi.
Il PD, tanto a Parma quanto a livello nazionale, ha posizioni evanescenti, contraddittorie e quando è costretto a schierarsi spesso e volentieri sceglie la parte dei poteri forti contro gli interessi che noi rappresentiamo. Il PD è un partito che socialmente ha fatto altre scelte e forse non è neppure interessato a rappresentare i lavoratori. Le vicende ultime del contratto Fiat, da Pomigliano a Torino, lo dimostrano. Constatiamo questa situazione senza pregiudizi ideologici.

Come vedi la realtà politica di Parma?
Parma è un laboratorio preoccupante a causa delle politiche centriste del Partito Democratico. Anche per Parma passa l’idea da un lato dell’autosufficienza del PD e dall’altro di un programma configgente con quello di Rifondazione. Potrei fare tanti esempi ma mi limito alla vicenda dell’inceneritore di Ugozzolo che sarebbe una scelta drammatica per questo territorio.

Pensi sia possibile creare un polo di Sinistra in vista delle elezioni comunali di Parma del 2012?
Prendiamo atto che anche a Parma esiste una società civile, dei movimenti, un’opinione pubblica, forze politiche e sociali di sinistra che si schierano su tutti i passaggi importanti insieme e stanno facendo massa critica.
Penso che, a partire dalla materialità di queste convergenze, sia possibile costruire un cartello elettorale e una proposta politica unitaria.

Non hai mai nominato Vendola… come mai?
Vendola è un interlocutore e guardiamo con interesse al suo partito Sinistra & Libertà con un’aspettativa ad oggi purtroppo non pienamente corrisposta.
Non nascondo, però, che all’inizio Vendola ha tenuto una posiziona ambigue sulla guerra in Libia, che SEL a Torino sostiene Fassino che si è schierato con Marchionne in occasione del referendum Fiat, che a Napoli, di fronte alla discesa in campo di De Magistris che è un ex magistrato ben visto a sinistra con una popolarità alta anche nei quartieri popolari, SEL si è messa dalla parte del blocco di potere del PD e di Bassolino che tanti danni ha prodotto per Napoli e per la Regione Campania.
Anche a Vedola chiediamo di essere un po’ più risoluto, netto e coerente e di scegliere se stare dalla parte dei lavoratori o da quella dei poteri forti e del PD. 

                                                                                        Andrea Marsiletti

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