Imprese agricole, “alleggerire la burocrazia”

11/02/2009
h.17.30
 
Per mettere le aziende agricole in grado di produrre meglio e a prezzi più convenienti è necessario tradurre al più presto in atti concreti il successo ottenuto dall’Italia nelle trattative comunitarie sulla verifica dello stato di salute (health check) della Politica Agricola Comunitaria. E’ quanto sostiene Coldiretti Emilia Romagna per far fronte alla crisi economica che colpisce imprese e consumatori e per consentire agli agricoltori di operare con maggiore imprenditorialità e con minori lacci burocratici..
I costi delle imprese agricole nel 2008 sono aumentati mediamente del 9%, con punte del 50% per concimi e fitofarmaci.
Per evitare di riversare i maggiori costi sui consumatori e nello stesso tempo salvaguardare il già risicato reddito agricolo – sostiene Coldiretti – è necessario mettere in grado le imprese di ridurre tutti i possibili costi, compresi quelli burocratici rappresentati da una serie eccessiva di passaggi di documenti per accedere ai finanziamenti comunitari. Nelle trattative dell’health check sul finire del 2008 – ricorda Coldiretti – l’Italia è riuscita ad ottenere la possibilità di anticipare alcune scelte virtuose rispetto a scadenze fissate al 2011 e 2012.
In particolare è stata riaperta l’ipotesi di anticipare per i prodotti ortofrutticoli il disaccoppiamento dei finanziamenti (cioè il pagamento dei contributi comunitari indipendentemente dalla produzioni).
“Attualmente per l’ortofrutta – ricorda il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – i contributi vengono pagati ancora tutti in forma accoppiata (eccetto per il pomodoro che ha l’aiuto accoppiato al 50%), costringendo così i produttori a restare legati ai quantitativi prodotti per non perdere i finanziamenti.
L’applicazione di nuovi parametri, che innalzino il più possibile la percentuale di aiuti disaccoppiati – afferma Tonello – consentirebbe all’imprenditore agricolo di rispondere alle reali esigenze del mercato, liberandolo anche dalle pastoie burocratiche.
In alcuni settori come il pomodoro l’applicazione della disaccoppiamento al massimo livello – prosegue Tonello – taglierebbe via tutti quegli ettari più o meno fasulli messi in campo solo per coprire quantitativi di pomodoro spacciati per italiani, ma che tali non sono, eliminando nel contempo la caccia agli aiuti comunitari accoppiati, che hanno sempre falsato il mercato”.