In arrivo il 2 dicembre “Colpo di genio”, il film realizzato per raccogliere fondi per l’Ospedale dei bambini. INTERVISTA al regista Romeo Azzali

Lombatti
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Dopo il grande successo de La Spétnèda, film dello scorso anno, liberamente ispirato alla storia della “Scapigliata” di Leonardo Da Vinci, il celebre dipinto su tavola custodito alla Galleria Nazionale di Parma, venerdì 2 dicembre alle 20.30 sarà proiettato al The Space Cinema Parma Centro, “Colpo di Genio” l’ultimo lavoro di Romeo Azzali.

L’ingresso è a offerta e tutto il ricavato sarà devoluto all’Ospedale dei Bambini di Parma.

Azzali, regista e sceneggiatore per diletto, è vice sindaco di Sorbolo-Mezzani, è stato sindaco di Mezzani e allenatore di calcio (nel 2000 portò il Brescello ad un soffio dalla promozione in serie B, disputando la finale play off) nella vita di professione è pioppicoltore (e ricopre la carica di presidente Pioppicoltori dell’Emilia-Romagna).

“Colpo di Genio” è il ventinovesimo film per Azzali che ha una lunga carriera di regista amatoriale, iniziata nel 1987 con la fondazione della Mezzani Film Production. Le sue sono storie che si svolgono proprio a Mezzani, interpretate dai suoi concittadini, nessuno dei quali è attore professionista. Non mancano i remake, liberamente adattati, di grandi film: da 007 a Diabolik, da Full Monty a le Iene, Zorro e Star Trek, sempre rigorosamente interpretati da attori non professionisti.

Con La Spétnèda hanno cominciato a conoscerla, come regista e sceneggiatore anche fuori dai confini mezzanesi…

A dire il vero è successo con “Mezzani gol”, film del 2017, che parlava anche del Parma Calcio e che uno degli interpreti, Vincenzo Pincolini, storico preparatore atletico del Parma, del Milan, della nazionale e di tante altre società, mi consigliò di proiettarlo anche in città.

La Spétnèda oltre che al cinema, è stata a lungo nei palinsesti di Tv Parma e anche di TV San Marino, che si vede a livello nazionale. Sono infatti arrivati riscontri anche dalla Romagna, dalle Marche e dalla Toscana. Oltre al fatto che abbiamo raccolto fondi per l’Ospedale dei bambini, che era il nostro principale obiettivo, abbiamo contribuito a far conoscere parte del patrimonio artistico della città. Moltissimi parmigiani non sapevano che la Galleria Nazionale custodisse un lavoro di Leonardo.

Come nasce la passione per il cinema?

A scuola. Ho frequentato il liceo dei Salesiani e don Emilio Bruni, professore di religione, era l’anno scolastico 1978-79, ci promise di abbuonarci le due ore di religione se avessimo portato a fine anno un progetto. E noi per un anno intero abbiamo lavorato alla realizzazione di un film “Storia da un collegio di clausura”. Lavorare con il superotto non era esattamente come oggi che si può fare un film con un buon smartphone. Dovevamo inviare le pellicole a Milano dove venivano sviluppate, poi ci ritornavano e dovevamo doppiarle, montarle, insomma ci abbiamo messo tutto l’anno, è stato un lavoro durissimo. E poi il giorno prima della “prima” il direttore ha voluto vedere il film e dato che secondo lui non era “politicamente corretto” ci ha vietato di proiettarlo.

E come è finita?

Grazie alla mediazione del professore di religione siamo riusciti a proiettarlo. Ma oggi, a distanza di decenni devo dire che il direttore, che era don Francesco Viganò, aveva ragione. Oggi non lo rifarei più…

Non ha mai pensato di dedicarsi totalmente a questa passione?

Non voglio diventare professionista, per me è solo un modo per aggregare, tenere insieme le persone del paese e un po’ anche per aprire la mia comunità alle altre.

Nel 1986 ho comprato la prima telecamera VHS e da allora riprendo luoghi e persone. Alla fine abbiamo creato una sorta di documenti storici: abbiamo registrato i tanti cambiamenti che ci sono stati. Anche nel 2020 siamo riusciti a fare un film e lì abbiamo inserito tante persone che sono venute a mancare durante la pandemia, compreso lo storico parroco di Mezzano Inferiore don Fermo. È stato il nostro modo per celebrarli.

Cosa ci può rivelare della trama?

Che in ognuno di noi c’è un genio basta saperlo ascoltare… Scherzi a parte, il film si svolge negli anni ’70, ovviamente a Mezzani. Maddalena Ferroni ribelle figlia della Casara (Anna Piazza) trova il colpo della vita…incontra il Genio (Luigi Azzali). I due attraverso fantastiche avventure cercano la chiave per liberare il Genio dalla schiavitù della lampada. Ma non voglio rivelare altro.

Nei titoli di coda si leggono molti Azzali…

Sì confesso che si tratta di un brutto caso di nepotismo… Mio fratello Otello ha scritto le musiche originali, mio cugino Luigi interpreta il genio, un altro ruolo ce l’ha mio fratello maggiore Vittorio e poi c’è mio nipote Tommaso, anche lui fra gli attori.

Anche in Colpo di Genio ci sono volti noti parmigiani?

Sì, hanno un ruolo anche in questo film i giornalisti Sandro Piovani, Gabriele Majo, Carlo Chiesa, poi non è voluto mancare Vincenzo Pincolini e, come sempre, una piccola parte ce l’ha anche Meuccio Berselli. Per la prima volta sul grande schermo ci sarà anche l’ex assessora comunale Tiziana Benassi. Vorrei approfittare dell’occasione per ringraziare i proprietari del Labirinto della Masone che è stato teatro di alcune riprese.

Tra gli altri attori figurano Alexandra Carminati, Ilaria Saccardi, Letizia Belli, Silvia Ughetti, Liana Lambertini, Silvie Garuti, Mario Pasquali, Davide Giorgi, Giorgio Piazza. Le riprese drone e il montaggio sono di Giovanni Pellegri, le riprese audio video di Gianmaria Fava.

Non resta che attendere venerdì 2 dicembre per vedere Colpo di Genio e donare quanto si può.

Tatiana Cogo

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