In confronto alla faziosità di Repubblica-Feltri, l’informazione di Parma non è poi così male…

07/09/209
h.21.30

La pessima informazione “sangue & merda” che i media del Gruppo Espresso-Repubblica e il Giornale di Vittorio Feltri di proprietà della famiglia Berlusconi stanno imponendo alla politica e ai cittadini italiani a colpi di escort e di Boffo mi ha portato a rivalutare la tanto bistrattata informazione locale di Parma che mai neppure ha sfiorato tanta brutalità, faziosità e attività denigratoria.
Sì, Repubblica Parma prova a scimmiottare lo “stile” della testata madre ma se non è rilanciata dal sito nazionale non ci riesce perché ha poco peso, al più arrivando ad eccitare qualche addetto ai lavori di sinistra che spera di aver trovato finalmente in questa testata il suo strumento di lotta politica.
Questi di Repubblica Parma sono pure sfortunati, come nel caso dello scandalo che hanno provato a montare della foto della prostituta nigeriana accasciata a terra ma che poi si è rivelato una bufala, con l’epilogo beffardo della richiesta di rinvio a giudizio dello stesso giornalista autore dello “scoop”. Diciamo che se volevano fare del male a qualcuno alla fine lo hanno fatto a loro stessi e alla loro credibilità. Davvero un bel boomerang!
… accidenti, con i tempi che corrono, spero di non dover pagare queste mie valutazioni con qualche vendetta mediatica… chissà, magari nei prossimi giorni mi vedrò attribuire qualche tradimento amoroso o accusare di aver copiato la mia tesi di laurea in ingegneria meccanica :-)…
Gli articoli infuocati con la bava alla bocca di Repubblica e di Feltri non si trovano sicuramente sulla Gazzetta che al contrario ha la tendenza a stare alla larga dalle polemiche, ogni tanto persino ad esercitare un’azione anestetizzante. Il massimo dello scontro politico la Gazzetta lo accende una volta ogni cinque anni quando il suo direttore Giuliano Molossi prende posizione netta alle elezioni comunali di Parma, una discesa in campo che personalmente apprezzo molto perché un autorevole e doveroso contributo di idee oltre che elemento di chiarezza politica, sebbene immancabilmente susciti l’indignazione di chi accusa il giornale di ingerenze e condizionamento indebito delle elezioni (gli stessi che però poi plaudono al coraggio di Paolo Mieli quando fa la sua dichiarazione di voto sul Corriere…). Alle ultime provinciali per la Gazzetta non c’è stato neppure bisogno di schierarsi. E’ sì, perché la Gazzetta, pur avendo una linea editoriale consolidata, nota e dichiarata, può permettersi il lusso di scegliere il proprio candidato indipendentemente dal suo schieramento politico sulla base della qualità delle persone e dei programmi o, più realisticamente, del grado di rappresentanza, affinità e disponibilità nei confronti degli interessi del mondo dell’impresa di Parma.
Io penso che la critica che si può rivolgere alla Gazzetta è, semmai, l’esatto contrario, ovvero di esprimere in modo diretto la propria opinione sulle questioni di Parma molto di rado così che per comprendere la posizione del giornale sui vari temi è richiesto uno sforzo di deduzione dagli spazi e dalla posizione in pagina ad essi dedicati. I commenti alle notizie della Gazzetta sarebbero un bello stimolo al dibattito politico di Parma, ben più di quelli di editorialisti mercenari nazionali che sul giornale di Molossi ci troviamo spesso disquisire su fatti esterni alla nostra provincia. Li chiamo “mercenari” non in senso spregiativo ma denotativo del termine dal momento che vendono i loro pezzi contemporaneamente a tutti i giornali disposti ad acquistarli. Francamente leggere l’editoriale di Bruno Vespa è forse l’ultimo motivo per cui un parmigiano va in edicola a comprare la Gazzetta.
I toni esasperati e gli attacchi personali sono estranei anche alla linea editoriale di Polis Quotidiano, soprattutto di quello un po’ ovattato degli ultimi tempi che, pur con qualche guizzo apprezzabile assicurato da giornalisti professionalmente all’altezza, mi pare abbia perso un po’ di verve, forse per la necessità di diluire la vis polemica su sette giorni e non concentrarla in un colpo solo come avveniva quando la testata aveva periodicità settimanale.
Anche l’Informazione è lontana dagli eccessi virulenti… anzi, spesso raggiunge un eccesso di calma ed encefalogramma piatti. Anche qui ci troviamo in prima pagina editoriali di persone non di Parma che parlano di tutti gli argomenti non di quelli di Parma, un riempimento asettico di spazio che priva la testata di una sua anima rendendo incomprensibile il progetto editoriale di fondo. A distanza di alcuni anni dalla sua prima uscita, non credo di aver letto sull’Informazione una sola presa di posizione su un qualsiasi tema della città. Va bene non mettersi ad orchestrare campagne stampa denigratorie, ma ogni tanto qualcosa bisognerà pur dire, altrimenti il problema non diventa tanto il numero delle copie vendute ma la mancanza stessa del senso di un giornale. 

                                                                                Andrea Marsiletti

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