Industria alimentare, stato di agitazione per il contratto

steamdic2020

31/10/2012
h.14.50

Nel tardo pomeriggio del 27 ottobre, dopo una lunga e difficile trattativa, è stata siglata l’ipotesi di rinnovo del CCNL dell’Industria Alimentare. Un’ipotesi giudicata positiva sia dalle Segreterie Nazionali di Fai, Flai e Uila, sia dalla delegazione trattante. L’unica nota stonata è rappresentata dalla spaccatura che si è verificata all’interno di Federalimentare.
Infatti un terzo delle Associazioni aderenti alla federazione hanno abbandonato il tavolo delle trattative: si tratta di Assalzoo, Assica, Assocarni, Una, e Anicav, le quali in una nota spiegano che le motivazioni dell’abbandono del tavolo negoziale sono riconducibili a una distanza incolmabile sulle proposte accolte dalla parte datoriale, in particolare sul salario, e sul mancato accoglimento delle loro richieste di maggiori e totali misure sulla produttività. Infine le Associazioni dichiarano che non saranno vincolate dalle conclusioni raggiunte dal tavolo negoziale.
Pertanto alla luce delle scelte effettuate dalle cinque Associazioni, a partire dal prossimo 1° novembre, i sindacati di categoria avvieranno una mobilitazione nelle aziende associate a Assalzoo, Assica, Assocarni, Una e Anicav, dichiarando lo stato di agitazione, il blocco delle flessibilità contrattate e una giornata di sciopero la cui effettuazione sarà concordata a livello locale.
“A Parma – spiega Luca Ferrari, segretario generale Flai Cgil provinciale – la filiera delle carni è molto presente e una parte importante dei lavoratori da noi rappresentati è di fatto ancora senza contratto. Stiamo mettendo in campo le assemblee informative e siamo pronti allo sciopero generale di settore se rimarrà questa posizione. La maggioranza delle imprese paga il 10 novembre, in quella data capiremo se verrà data o meno applicazione al contratto”.

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