Interrogazione in Parlamento e in Regione di Europa Verde sul finanziamento all’aeroporto di Parma

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Sul progetto di ampliamento dell’aeroporto, abbiamo sentito da parte della società di gestione So.Ge.A.P. cifre mirabolanti riguardo il futuro dei voli passeggeri su Parma per nascondere le vere finalità di sviluppo del traffico cargo. La realtà delle cifre riportate nelle carte del progetto è infatti un’altra. Per il triennio 2023-2025, So.Ge.A.P. prevede un numero di passeggeri sempre inferiore di poche unità ai 200.000 all’anno, mentre le tonnellate di merci cargo passano da 5 (cinque) dell’anno scorso a 22.000 nel 2025.

Duecento mila passeggeri sono meno di quelli delle annate buone tra il 2008 e 2011 quando, ciò nonostante, So.Ge.A.P. registrava perdite di esercizio superiori ai 4 milioni di euro. E’ chiaro quindi che la società, per raddrizzare il bilancio, punta tutto sul cargo. Ma perché, a dispetto delle dichiarazioni, non prevedere più di 200.000 passeggeri?

Il regolamento UE sugli aiuti di Stato stabilisce che non è possibile concedere aiuti per investimenti agli aeroporti ubicati entro 100 km di distanza da aeroporti esistenti, come è il caso di Parma rispetto a quello di Bologna. Tale divieto non si applica però per gli aeroporti locali di scarsa rilevanza con una media di traffico annuale inferiore ai 200.000 passeggeri nei due esercizi precedenti e successivi a quello di concessione dell’aiuto. Ecco perché l’aeroporto di Parma per avere il finanziamento statale di 12 milioni di euro non può superare questo tetto di traffico annuo.

Il problema, però, è che So.Ge.A.P., cercando di stare il più vicino possibile a questo limite, sbaglia a fare i calcoli e finisce per sforare. Applicando infatti gli stessi parametri usati nella relazione di progetto per le previsioni di traffico al 2025 si ottengono 200.008 passeggeri contro i 199.824 riportati in tabella. Dato che si innalza a 240.000 se si applica il numero di voli giornalieri approssimati all’unità. Semplice refuso?

Per fugare ogni dubbio, Europa Verde, attraverso il proprio portavoce nazionale Angelo Bonelli e la consigliera regionale Silvia Zamboni, ha presentato due interrogazioni in sede parlamentare e regionale per chiedere se gli enti competenti hanno vigilato sul rispetto delle norme sugli aiuti di Stato e se lo sforamento previsionale del tetto dei 200.000 passeggeri non comporti una revoca del finanziamento.

Le due interrogazioni affrontano anche un’altra questione a nostro avviso critica: i termini di scadenza della convenzione tra Ministero dei Trasporti, ENAC e So.Ge.A.P. che stanzia i 12 milioni di euro. L’articolo 8 della convenzione stabilisce che il soggetto attuatore si impegna, a pena della revoca delle risorse assegnate, ad aggiudicare i lavori della Fase 1 e della Fase 2 del progetto entro il 31/12/2021, termine poi prorogato di due anni per l’emergenza Covid.

Nell’audizione in commissione consiliare, a precisa domanda del consigliere di Europa Verde-Possibile Enrico Ottolini, è stato risposto che i termini sarebbero già stati rispettati con l’aggiudicazione e la realizzazione dei lavori della Fase 1, relativi al consolidamento della pista esistente. Ma la convenzione parla di “obbligazioni giuridicamente vincolanti” sia per la Fase 1 che per la Fase 2, quella relativa all’allungamento della pista e alla realizzazione dei piazzali e degli hangar cargo attualmente all’esame della Conferenza dei Servizi.

 

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Sono intervenuti atti, al momento non noti, che hanno prorogato i termini della Convenzione? Oppure si è proceduto all’appalto dei lavori della Fase 2 senza che il progetto sia stato ancora approvato? Quest’ultima eventualità sarebbe piuttosto grave e richiederebbe segnalazioni in altre sedi.

Nell’attesa che venga data risposta ai quesiti posti dalle due interrogazioni, auspichiamo che arrivi prima una risposta politica da parte del Sindaco e della maggioranza nella seduta del Consiglio comunale del 9 ottobre con un chiaro “no” alla conformità urbanistica del progetto. Le motivazioni per farlo, come abbiamo ampiamente illustrato nell’incontro pubblico di venerdì scorso, di certo non mancano.

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