INTERVISTA – Antonio Liaci (Pd): “Michele Guerra ha stabilito subito una connessione sentimentale con la base del Pd. E i risultati si sono visti”

Lombatti
Antonio Liaci, segretario circolo Pd "Parma Centro"

“Michele Guerra ha stabilito fin da subito una ‘connessione sentimentale’ con gli iscritti del Pd”.

E’ con questa celebre formula di Antonio Gramsci, che teorizzava la saldatura tra gli intellettuali e il popolo, tra pensiero e azione, la cosiddetta “connessione sentimentale”, che Antonio Liaci, segretario del circolo Pd “Parma Centro”, definisce nell’intervista a ParmaDaily il rapporto che si è creato tra l’allora candidato sindaco e il Pd.

Con i conseguenti risultati elettorali eclatanti sia per Guerra che per i democratici.

Ti aspettavi un esito del ballottaggio Guerra-Vignali dal divario così ampio?

Il risultato è strettamente legato a quello del primo turno, che già era stato un grande successo. Preventivando un calo dell’affluenza al ballottaggio (come avviene in tutta Italia), i partiti della nostra coalizione e la parte della comunità cittadina (anche fuori dal recinto del centrosinistra) che avevano scelto Guerra hanno continuato a lavorare con tenacia per confermare i loro voti come se dovessimo fare i tempi supplementari di una partita che avevamo già messo al sicuro. Senza falsa modestia, mi aspettavo un esito finale così importante.

La città ha apprezzato Michele e i partiti che avevano dimostrato di aver fatto il loro dovere. Primo tra tutti il Pd, che ha dato un contributo enorme portando il 55% dei voti raccolti dal candidato sindaco, con una prestazione importante di tutti i partecipati della lista, a partire dal capolista.

A Guerra è stata riconosciuta indipendenza di pensiero e capacità di dialogo con le forze politiche, sociali e intellettuali della città.

Tutto ciò attribuisce al sindaco, alla coalizione e anche a chi è fuori dalla coalizione ma ha attinenza col centrosinistra la responsabilità di pigiare forte sul pedale del cambiamento perchè questo la città si aspetta.



Come è stato possibile che Michele Guerra sia così entrato nel cuore della base Pd?

Perchè abbiamo raggiunto una consonanza di idee e progetti sul programma per aprire un futuro nuovo per la città.

Come sono stati i primi incontri di Guerra coi circoli Pd?

Michele ha conosciuto da dentro il Partito Democratico. Al circolo Arci Colombofili ci fu la sua incoronazione di fronte al segretario regionale del Pd Luigi Tosiani e al responsabile nazionale Enti locali Francesco Boccia. In quell’occasione l’invito a tutti noi fu di metterci la faccia a suo sostegno con coraggio e coerenza.

Poi Guerra ha iniziato a frequentare i circoli, a partire dal mio, “Parma centro”, che ho l’onore di presiedere, il più numeroso della città rappresentandone 1/4 degli iscritti. Quella mattina le domande furono innumerevoli sulla sua indipendenza non solo dalle Amministrazioni precedenti ma in generale sul piano sociale e culturale, sul posizionamento politico, soprattuto sulle intenzioni sui temi più discussi che apparivano divisivi e insormontabili. Le risposte di Michele furono tutte pertinenti, coerenti, serie. Ha stabilito fin da subito, l’ho verificato anche in altri circoli in cui è andato, un rapporto di fiducia con i militanti e gli iscritti del Pd. Con i suoi empatia, disponibilità, voglia di accogliere e ascoltare, garbatezza e signorilità ha costruito una “connessione sentimentale” vera con la parte attiva del partito che si trova ancora in tutti i circoli. Ma è stato così anche in mezzo ai cittadini: le persone gli davano il numero di telefono di casa e l’indirizzo dove abitavano perchè volevano essere contattate dopo le elezioni. Ho visto scene perfino commuoventi, anche per uno come me che, aihmè, ne ha vissute tante di campagne elettorali.

E del presente cosa dici?

Il nostro sindaco sta facendo un enorme sforzo di ascolto con grande pazienza.

Si verifica sempre, e sempre si verificherà, il fenomeno del “salire sul carro del vincitore”. Vedo in città cortei di adulatori, perfino di questuanti, che si avvicinano in ordine sparso. Non è un bel vedere.

Non ci dovrà essere nessuna limitazione. Il risultato elettorale è clamorosamente chiaro ed è a forza di Michele che sarà sempre più indipendente e legato alla città per esserne l’interprete delle cose più belle.

L’obiettivo principale è quello di rimanere uniti come quando abbiamo cominciato questa avventura e riuscire ad avviare davvero una fase non nuova, nuovissima per Parma.

Andrea Marsiletti