INTERVISTA – Bernini (FI): “Questa giunta di Parma così inadeguata è venuta fuori per caso dal sistema Palamara. Stiamo approfondendo candidature a sindaco autorevolissime. Su Vignali…”

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Intervista a Giovanni Paolo Bernini, ex assessore del Comune di Parma, oggi responsabile provinciale Enti Locali di Forza Italia.

Che aria tira per il centrodestra alle comunali in provincia di Parma che si terranno in autunno?

Ogni Comune chiamato al voto in autunno presenta specifiche caratteristiche difficilmente simili l’uno dall’altro. Alle forze politiche e civiche in campo sta la capacità di cogliere le sfide e trovare le persone più adatte a svolgere il ruolo di amministratori locali.

Il ritorno in campo di Forza Italia a Parma e provincia sta contribuendo in modo evidente al successo del centro destra unito.

A Traversetolo, Busseto e Borgo Val di Taro con i simboli della coalizione o a Neviano, a Fontanellato e e San Secondo a sostegno di liste civiche, stiamo trovando molto interesse e partecipazione che fanno ben sperare.

A Borgotaro l’ex vicesindaco di Parma Roberto Marchini, tuo collega di Forza Italia nella giunta Ubaldi, è stato un protagonista della candidatura a sindaco di Marco Moglia, sostenuta anche dal centrosinistra. Un compagno che sbaglia?

Roberto spero non sia diventato un “compagno”, per lo meno non mi sembra fosse nel suo DNA.

Non condivido il suo percorso politico piuttosto ondivago degli ultimi anni, ma rimane un amico con il quale ho condiviso un periodo importante e di benessere per la città capoluogo.

A distanza di 7-8 mesi dalle comunali di Parma del 2022, come è messo il centrodestra? Come vi state preparando?

A Parma, insieme all’amico sen. Enrico Aimi, abbiamo dato vita a un rinnovamento e un gruppo coeso che giustamente rivendica tante cose fatte per la città ducale ma soprattutto che guarda al futuro e alle sfide che ci attendono. Competenze, capacità di ascolto, forte radicamento tra la gente sono le caratteristiche che chiediamo per entrare a far parte della nuova classe dirigente in grado di candidarsi alla guida di una città che negli ultimi 10 anni ha perso coesione sociale, bellezza urbanistica e senso della comunità che cresce insieme.

Questa Giunta non conta nulla a Roma e non sa far decollare alcun progetto perché non ha una guida salda e capace. L’attuale e’ stata solo una casualità dovuta agli avvenimenti giudiziari in buona parte attribuibili al sistema Palamara e una malagiustizia guidata da logiche partitiche.

Ora guardiamo avanti per la città e per i nostri concittadini che hanno compreso quanto accaduto in passato.

Con le altre forze politiche fondanti il centro destra (Lega e Fratelli di Italia) e con formazioni minori come Cambiamo e anche comitati e associazioni il rapporto è estremamente alla luce del sole: trovare le persone più adatte per meriti, competenze e passione.

Immagino che sarai impegnato nella ricerca del candidato sindaco di Parma. Il tuo scouting sta producendo qualche risultato?

Al momento i Comuni chiamati al voto in autunno ci hanno impegnato parecchio ma e’ stato anche un’occasione per testare i rapporti tra alleati che, a differenza della sinistra, hanno dimostrato concretezza ed unitarietà.

Forza Italia sta preparando la squadra da far scendere in campo e sulla figura del candidato le ipotesi ancora tutte da approfondire. Sono ipotesi autorevolissime e sono certo apprezzate soprattutto dai nostri concittadini, in alcuni casi, addirittura, anche da chi non ci ha mai votato in passato.

Dopo il 4 ottobre inizieremo a parlare della figura più adatta e della squadra.

Come vedi l’alleanza Pd-Effetto Parma? Secondo te alla fine si farà?

Non mi piace sindacare in casa di altri però non possiamo rimarcare che se ci sarà, sarà un matrimonio imposto di quelli di cui non vorremmo mai sentire a parlare. Si sono combattuti, offesi, insultati fino a ieri e ora mi auguro che non basti un “delrio di turno” per imporre un matrimonio contro-natura. Alcuni del PD mi sembrano più meritevoli in questo senso per linearità per lo meno dei propri comportamenti.

Vedi un futuro politico per Pietro Vignali a Parma? Quale?

Ho avuto modo in passato di affermare e non da solo (sen, Enrico Aimi) che Pietro Vignali è una risorsa.

Sarai lui che dovrà decidere se di nuovo mettersi a disposizione della città. Mi permetto di aggiungere: se lo farà, dovrà farlo con umiltà e sacrificio, partendo dalla consapevolezza che si è chiusa una stagione e che se ne apre una nuova.

Ognuno è importante, nessuno è indispensabile, ed ora più che mai vince la squadra, non i singoli.

Andrea Marsiletti