INTERVISTA – Claudio Barilli (Pd): “Tra poche settimane sceglieremo il nostro candidato sindaco di Borgotaro, senza primarie. Diego Rossi ha lavorato molto bene”

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Claudio Barilli

Intervista a Claudio Barilli, coordinatore comunale del PD di Borgotaro, in vista delle prossime elezioni amministrative che si terranno in autunno nell’importante centro della Valtaro.

Dalla tua esperienza, queste di autunno sono le elezioni più complicate per il centro sinistra a Borgotaro da quando sei impegnato in politica?

Con incarichi e approcci diversi di fatto sono impegnato sullo scenario di Borgotaro e del Val Taro dal 1997. Va premesso che le liste da noi presentate sono sempre state liste civiche ed è con questa forte connotazione che stiamo lavorando in vista delle prossime comunali. Una lista aperta a cittadini e forze politiche che si spingono fino a posizioni moderate nella quale la partecipazione sia paritetica e di grande rispetto fra i componenti nelle direttive del programma e nelle scelte sia del candidato sindaco che dei componenti.

La predisposizione della lista in vista delle elezioni diventa impegnativa quando, per scadenza di mandato e impossibilità a ricandidarsi da parte del sindaco uscente, si deve investire su una persona nuova. Ciò presuppone inevitabilmente una variazione nell’assetto della squadra che compone la lista e, in caso di vittoria, la futura amministrazione.

Questo successe nel 2001 quando a Pier Luigi Ferrari si decise di candidare Salvatorangelo Oppo, anche se si trattava di persona di provata esperienza. Fu una vittoria importante della lista. Successe anche nel 2011 quando a Oppo successe Diego Rossi, la cui imposizione alle amministrative venne preceduta dal clamoroso successo delle primarie indette dal Partito Democratico che vide la partecipazione di circa la metà dell’elettorato borgotarese (2.109 votanti alle primarie su 4.200 votanti alle elezioni e 7.000 abitanti). Si pensi che lo stesso giorno si votò per le primarie a Cagliari (città che conta 80.000 abitanti) e i votanti furono 1.800.

Quindi ora ci troviamo nella stessa situazione di dieci anni fa con la necessità di puntare su una figura nuova.

E’ chiaro e sotto gli occhi di tutti che in questi ultimi venti anni lo scenario politico nazionale è completamente cambiato, così pure parte dell’elettorato anche per questioni generazionali, ma è anche vero che si tratta pur sempre di elezioni comunali dove la conoscenza personale del/i candidato/i ha una parte molto importante nella scelta dei cittadini.

Si legge sui giornali di una possibile 3° lista “ambientalista” che potrebbe erodervi consensi (LEGGI)?

Dal 1997 per quattro turnate consecutive il Centro Sinistra a Borgotaro si è presentato unito alle elezioni. Cinque anni fa, per la prima volta, ci trovammo una lista a sinistra, con forti connotati ambientalisti, che, pur non riuscendo a raggiungere il risultato di portare il capolista in Consiglio comunale, mise alla prova il raggiungimento del risultato che si consolidò anche grazie l’accordo con Alessandro Bocci.

Quindi, pur con persone di riferimento cambiate, non sarebbe una novità.

Certamente i fatti relativi all’insediamento della Laminam, ampiamente strumentalizzati da più parti, che sono stati poi chiariti in tutti gli aspetti grazie al certosino lavoro fatto dal sindaco e dalla giunta con l’ausilio degli Enti ai vari livelli, può avere lasciato qualche strascico. Ma rimane pur vero che la ditta si è consolidata come un’importante realtà produttiva e fonte di occupazione per il territorio.

Nei confronti di questa esperienza, che sembrerebbe volersi proporre sul panorama politico di Borgotaro, rimaniamo molto attenti, disponibili al dialogo e alla collaborazione ma sempre consci del fatto che il tema ambientale è importante e per le amministrazioni da noi guidate è sempre stato prioritario e al centro della attenzione. E’ altrettanto vero che un’amministrazione svolge innumerevoli altri compiti e che quindi una lista deve avere una visione più complessiva nella sua formazione. Nella decisione finale conterà molto il rapporto di fiducia che il candidato sindaco riporrà non solo sulle proposte ma anche sulle persone coinvolte nell’eventuale accordo.

Il centrodestra fa più paura del solito?

Al centro destra abbiamo sempre guardato con grande rispetto, soprattutto ora, riferito al panorama politico nazionale.

Che giudizio dai dell’Amministrazione comunale uscente di Diego Rossi?

Il mio, che in questa sede non può che essere letto come un giudizio di tipo personale, è molto positivo. Nei suoi 10 anni il sindaco si è dovuto muovere all’interno di scenari complessi dovuti alla crisi economica, al calo di risorse pubbliche e altri aspetti strettamente connessi al rapporto Stato – Enti Locali, a fatti locali a cui in passato in Paese non si era mai assistito. Non ultimo la pandemia che ancora attanaglia la popolazione. Non ultimo di avere fatto il sindaco in un Comune, seppure importante, ma sempre di montagna dove le problematiche spesso si moltiplicano.

Tenuto conto del fatto che Diego ha dovuto assumere anche altri incarichi, a cui vengono spesso chiamate le persone che si sono messe in aspettativa dal lavoro e a disposizione della collettività, non riconosciuti economicamente dallo Stato Italiano ai propri amministratori, come ad esempio in questi ultimi anni quello di Presidente della Provincia.

Quali risultati ha ottenuto Diego Rossi?

Ne cito alcuni fra i più evidenti ed importanti: il risanamento ambientale della ex ceramica nel quartiere San Rocco con la costruzione del nuovo Conad e la recente costruzione della nuova sede di Montagna 2000; la riqualificazione del campo sportivo Capitelli; il mantenimento produttivo e occupazionale, tramite il chiarimento sulle tematiche ambientali e produttive utilizzando i più alti livelli della sanità pubblica nazionale, della Laminam; il potenziamento del plesso ospedaliero. Vengono di seguito una serie di manutenzioni e riqualificazioni del paese e delle frazioni e di promozione del paese che hanno abbracciato tutto il decennio di mandato. Da ultimo di questo periodo, che dà l’immagine di un modo di lavorare, la perfetta organizzazione a Borgotaro, in collaborazione con la Sanità Pubblica, della gestione comprensoriale delle vaccinazioni.

Cosa poteva fare di più e meglio il Centro Sinistra in questi ultimi cinque anni?

Un aspetto che sicuramente poteva essere meglio sviluppato a livello politico, ma che non ha ancora trovato una formula soddisfacente: quello della Unione dei Comuni che doveva essere il degno approdo di un Ente – Comunità Montana – che nel passato aveva svolto degnamente il ruolo di Ente pubblico a favore del territorio, specie quello a favore dei Comuni più deboli. Ciò non deve essere imputato solamente al Centro Sinistra del territorio ma anche alla frammentazione delle scelte fra Centro Sinistra e Centro Destra che nel passato aveva spesso trovato delle sintesi soddisfacenti ma anche di non assunzione delle proprie responsabilità sulla gestione ex post delle Comunità Montane voluta o non voluta della Regione di allora. In altri territori di altre Province i passaggi sono stati consequenziali. Qui da noi la grandezza del territorio amministrato (15-16 Comuni su tre Valli) e la divisione politica non hanno aiutato e dall’esterno dovevano venire normative serrate che imponessero una scelta.

Rimarco, infine, che il lento ricambio generazionale nella politica locale e il livello della consapevolezza amministrativa nel fare le cose insieme hanno fatto il resto.

Tornado a Borgotaro, l’intento prioritario che ci siamo dati all’inizio del lavoro in vista delle prossime elezioni, passaggio che in alcuni periodi è mancato nel passato, è quello che l’attività amministrativa sia accompagnata da una coalizione che ne supporti il lavoro nel corso del mandato. Un gruppo che, vedendo le questioni dall’esterno, possa contribuire al meglio nel lavoro di ausilio e suggerimento agli amministratori stessi. Consapevoli che il coinvolgimento dei cittadini, delle associazioni, l’ascolto e la condivisione delle scelte, accompagnate da un giusto grado di comunicazione, siano gli strumenti migliori per il giusto cammino che un progetto politico e amministrativo si debba dare.

Quali sono le prossime sfide che attendono Borgotaro, quali le opportunità di sviluppo?

Vado per schemi poichè le tematiche di rilancio evidenziate in questi mesi di lavoro nella costruzione della prossima lista sono state tante. Potenziamento dei moderni sistemi di digitalizzazione a disposizione dei cittadini e delle attività presenti sul territorio; mantenimento e potenziamento dei servizi legati all’Ospedale di Borgotaro e più in generale alla sanità pubblica; promozione del territorio e delle attività insediate; promozione del territorio anche dal punto di vista ambientale al fine di un’ulteriore valorizzazione turistica; potenziamento dei servizi resi ai cittadini e delle imprese, anche connessi a progetti tesi al recepimento di finanziamenti pubblici già a disposizione o che verranno stanziati con il Ricovery Found per le aree interne e per i territori montani.

Quali modalità adotterete per selezionare il prossimo candidato di centro sinistra? Le primarie le prendete in considerazione?

Il lavoro per la formazione della prossima lista è iniziato da molti mesi, prima ancora dell’inizio della pandemia che non ha certo agevolato. La politica, infatti, è fatta di rapporti personali e di incontri in presenza. In questo scenario ci stiamo comunque muovendo.

Sono state consultate direttamente moltissime persone ed è iniziata la consultazione delle associazioni. Questo per raccogliere proposte e suggerimenti ma anche le critiche che, se costruttive, sono sempre molto utili. E’ stato creato un gruppo di coalizione che comprende pariteticamente i rappresentanti dei gruppi che finora si sono resi disponibili al nuovo progetto. Progetto che si è posto quali obiettivi il recupero delle realtà di sinistra che cinque anni fa si erano opposte a noi facendo sorgere una lista.

A questo abbiamo anche lavorato al Centro per allargarci ulteriormente rispetto agli accordi presi nel 2016 con Alessandro Bocci, raggiungendo un accordo di collaborazione con Roberto Marchini.

Rimaniamo comunque aperti ad accogliere altre esperienze che, nel caso, verranno integrate con pieno rispetto di ruolo e rappresentanza nel gruppo di coalizione e quindi nella lista.

Non siamo comunque disponibili a spingerci a esplorare contatti nel populismo, nella destra e nell’estremismo di destra, realtà delle quali non condividiamo le impostazioni e i metodi, lontane dal nostro comune sentire e dai nostri valori.

Riteniamo che l’esperienza della Primarie, che fu molto utile nel 2011 in quanto eravamo forti di più figure parimenti degne del ruolo di candidato sindaco, debba essere superata in una situazione variata rispetto ad allora. Riteniamo che la scelta del candidato sindaco, che fra poche settimane dovrà essere attuata al fine di dare avvio alla composizione della lista, debba passare attraverso la valutazione e la condivisione all’interno della coalizione.

Andrea Marsiletti