INTERVISTA – Diego Rossi: “La candidatura di Marco Moglia è un bel segnale per la politica e per Borgotaro”

Diego Rossi

Intervista a Diego Rossi, Presidente della Provincia di Parma e sindaco di Borgotaro (non più ricandidabile) ancora per qualche giorno.

Manca poco al termine del tuo incarico di Presidente della Provincia di Parma. Se ti guardi indietro cosa vedi?

E’ stata un’esperienza molto bella che mi ha dato tanto a livello amministrativo, politico e personale. Le Province continuano ad avere un ruolo importante e strategico per le funzioni che svolgono: strade provinciali, scuole superiori (manutenzione degli edifici e programmazione degli indirizzi di studio), pianificazione urbanistica.

Abbiamo cercato di agire su due piani, con impegno, dedizione e visione: un’azione amministrativa che cercasse risorse per riprendere un cammino di investimenti; ridare un ruolo politico alla Provincia al di là e oltre le sue funzioni normative, come Ente di relazione (anche col Comune capoluogo e la Regione), di coordinamento e di supporto ai Comuni.

Abbiamo trovato alte professionalità molto “attaccate” all’Ente che andavano rimotivate. I due gruppi di centrosinistra (Pd-Psi ed Effetto Parma) hanno lavorato come fossero un unico gruppo di maggioranza condividendo valori comuni.

Le e spese di investimento straordinario sono triplicate rispetto al 2018. Ciò è stato possibile perchè abbiamo intercettato più risorse nazionali e perchè ne sono arrivate di più dal Governo; le spese di manutenzione ordinaria sulle strade e sulle scuole sono raddoppiate.

Decadi da Presidente della Provincia perchè è scaduto il tuo doppio mandato da sindaco di Borgotaro…

L’esperienza di amministratore di Borgotaro è stata straordinaria: sono stato consigliere comunale, vicesindaco e poi dieci anni il sindaco. E’ un pezzo di vita.

Ho vissuto momenti molto belli e altri difficili. Non è un mistero che negli ultimi anni a Borgotaro ci siano state vicende che hanno impegnato amministrativamente e politicamente la giunta, il consiglio comunale e, più in generale, tutta la cittadinanza. Borgotaro, un Comune di montagna di 7.000 abitanti, ha dimostrato, ancora una volta, dinamiche politiche molto partecipate e vissute. Borgotaro è una grande scuola da questo punto di vista, non da oggi. E’ un Comune attraversato da dinamiche politiche da cittadina più grande della sua dimensione demografica.

A Borgotaro il confronto è sempre politico, non è mai personale.

Anche questo valore ha consentito al nostro Comune di mantenere un pacchetto di servizi da cittadina, con scuole superiori, l’ospedale, servizi pubblici diffusi, la ferrovia, un tessuto sociale e imprenditoriale importante.

L’Istat ha inserito Borgotaro, unico Comune di tutto l’appennino emiliano romagnolo, tra le cittadine di interesse sovracomunale.

L’obiettivo dei prossimi credo sia quello di partire da questo contesto per farlo ulteriormente crescere.

Sono i numeri ad attestare questa crescita.

Quali?

Cito due indicatori.

Quando mi sono candidato nel 2011 nel programma scrissi che Borgotaro aveva tre priorità: lavoro, lavoro, lavoro. L’intervista che tu mi feci su ParmaDaily è ancora lì a dimostrarlo.

Stavamo attraversando la crisi della finanza e dell’economia reale.

Nel 2008 i dati dell’Agenzia per il lavoro attestavano l’esistenza a Borgotaro di 500 contratti di lavoro dipendente pubblico e privato. Nel 2011 scendemmo sotto i 500 toccando il punto più basso nel 2014 con circa 400. Abbiamo lavorato tanto per ricreare condizioni che portassero occupazione e sviluppo. Tutto parte da lì, le famiglie decidono di vivere in un posto dove c’è lavoro. Ci siamo posti l’obiettivo di tenere insieme lavoro, ambiente e salute. Abbiamo combattuto anche battaglie pesanti, penso alla questione della ceramica. Abbiamo riqualificato un’ex ceramica con l’ampliamento della sede di Montagna 2000, riqualificato un ex cementificio, creato nuovi posti di lavoro con l’economia verde, rafforzato i servizi pubblici anche con un aumento dell’occupazione all’interno della sanità territoriale e ospedaliera. Arriviamo nel 2019 con 699 contratti di lavoro dipendente. Non è ancora disponibile il dato ufficiale del 2020 ma raggiungeremo le 750 unità.

Sono numeri molto importanti per un Comune di montagna, ottenuti grazie a investimenti pubblici e di privati che hanno trovato qui le condizioni collocarsi, perchè qui ci sono le scuole che formano i ragazzi, la banda larga e la fibra ottica.

Il dato dei servizi per l’infanzia è collegato a quanto detto: se la gente lavora di più ha bisogno di maggiori servizi.

Abbiamo investito sui servizi 0-3 insieme al gestore Proges, col quale abbiamo fatto anche tanta progettazione didattica, pedagogica, organizzativa, coniugando la flessibilità del servizio con una grande qualità. Negli anni di maggiore crisi economica faticavamo ad aprire due sezioni di nido, ma abbiamo tenuto duro e continuato a credere che il nido fosse un servizio su cui puntare per dare prospettiva al paese. Nell’anno scolastico 2021-22 le sezioni sono piene con 47 iscritti e con una piccola lista di attesa che non vedevamo da più di dieci anni. Col gestore cercheremo di soddisfare il 100% delle domande.

Consegnamo tutto questo all’Amministrazione che verrà.

…. che tu speri sia governata da Marco Moglia, immagino.

Mi auguro che ci sia continuità con una figura di assoluto valore per caratteristiche umane, culturali e professionali. Il fatto che un professionista affermato, conosciuto e riconosciuto, dia la propria disponibilità ad affrontare una sfida così impegnativa è un bel segnale per la politica e per Borgotaro. Marco si sta muovendo benissimo, in autonomia, col pieno supporto di tutta la coalizione di centrosinistra allargata, che tiene insieme la sinistra, il Pd e il centro.
Moglia ha costruito una bellissima lista di uomini e donne, in cui ritrovo tanto delle esperienze passate. Confesso sarebbe piaciuto anche a me guidare una squadra così. Sono candidati per il Consiglio comunale anche tre assessori della giunta uscente, ovvero il consigliere regionale Matteo Daffadà, l’assessora al sociale Giuseppina Gatti e l’assessore all’ambiente Carlo Campi, che spero potranno fare da fratelli maggiori per i meno esperti e dare grande supporto al nuovo sindaco.

Andrea Marsiletti