INTERVISTA – Enrico Aimi (Forza Italia): “Parma è una bellissima donna che si è fidanzata con l’uomo sbagliato”

comunali2022
Lombatti
Senatore Enrico Aimi

Enrico Aimi è senatore e commissario provinciale di Forza Italia.

Lo abbiamo intervistato.

Il ruolo del commissario esterno non è facile. Sei entrato nella mentalità “parmigiana”?

Da modenese è stato naturale entrare in sintonia e amicizia con persone molto simili per categorie di pensiero e ragionamento. D’altra parte le nostre città sono state per secoli Capitali di Ducato, circostanza che le rende molto speciali e vicine, peraltro lo sono già chilometricamente. Qui mi sento a casa: gente che ha sentimento, visione, è laboriosa, pragmatica, con grande voglia di vivere.

Che idea ti sei fatto di Parma oggi?

Parma, ai giorni nostri, è come una bellissima donna, ancora giovane, atletica, brillante, colta, raffinata, elegante, volitiva, ricca, amorevole e pure simpatica, che ha finito per fidanzarsi con l’uomo sbagliato. Una ragazza che poteva aspirare a tutto, primeggiare, ottenere alti successi, ma che è finita, per momentaneo inciampo del destino, a fidanzarsi con il professore di sociologia molto più anziano di Lei: possessivo, burbero, caratterialmente chiuso e pure misantropo. Dopo gli incantamenti, un amore finito. È bastato poco al professore per farle indossare abiti più dimessi, in sintonia con una certa mentalità pauperista, per tingerle i capelli di grigio, per spegnere ogni entusiasmo e potrei continuare raccontando i luoghi insicuri in cui è stata portata a sopravvivere. Il fidanzato è ovviamente l’attuale Amministrazione, che raccoglie il peggio di certo pensiero debole che prima libera il campo, meglio e’ per la bella Parma.

Quanto sono importanti le elezioni comunali di Parma a livello nazionale? Ne hai parlato con Berlusconi?

Le prossime amministrative sono molto importanti, una tappa decisiva, anche in ottica nazionale complessiva, soprattutto per noi del centrodestra, perché avendo l’aspirazione di vincere le prossime politiche, non vorremmo che la città perdesse l’opportunità di tornare a ricoprire il ruolo che merita tra le capitali europee. Con Berlusconi ho un ottimo rapporto personale, di fiducia e di stima, lo sento spesso e abbiamo parlato anche delle elezioni a Parma. Questa è una città che Lui ha particolarmente a cuore, cui è peraltro molto legato e che considera uno snodo imprenditoriale strategico fondamentale per tutta la nazione.

A che punto è (se c’è) il tavolo del centrodestra in vista delle comunali di Parma? Quale grado di compattezza c’è? Quali scadenze vi siete dati?

Come centrodestra ci siamo dati innanzitutto un impegno, quello di rimanere uniti e di allargare il più possibile il perimetro dell’alleanza, cercando convergenze oltre la politica. Siamo a buon punto perché c’è soprattutto intesa valoriale, circostanza che aiuta anche alla realizzazione del programma. Lo scambio di idee tra di noi non si sospende nemmeno durante queste festività. Il quadro ora è più chiaro e non escludo che a breve potremo fare sintesi su nomi e programmi.

Tutti i nomi che stanno girando di possibili candidati che il centrodestra di Parma potrebbe appoggiare sono civici. Ritieni che candidare un civico, rispetto a un politico, sia un valore aggiunto a Parma per il centrodestra?

Va candidato il migliore, quello che può vincere e amministrare bene. Le leadership si affermano sul campo, indipendentemente dal profilo politico, civico o tutti e due.

Come vedi il futuro dell’ex sindaco Vignali? Dentro il centrodestra o alla fine lui sceglierà di correre da solo?

Non faccio il mago ne’ di professione, ne’ per diletto, quindi allo stato non leggo il futuro Suo o di chicchessia. Sono abituato a guardare le cose con i piedi per terra. Qualunque giudizio, commento, o virgola sbagliata, in questa fase può significare bruciare aspirazioni, alleanze, accordi e anticipare strategie. Ho troppo rispetto per Parma, per il suo domani, per gli alleati e tutti coloro che a vario titolo aspirano ad un ruolo nella prossima compagine amministrativa per anticipare nomi. Poi sai come si dice: chi entra Papa in Conclave esce Cardinale. Se vogliamo provare a vincere è necessaria la collaborazione di tutti, con umiltà, che è una categoria importante della politica.

Andrea Marsiletti

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