INTERVISTA – Filippo Fritelli (Pd): “Alle primarie sosterrò Bonaccini. Se si tornerà all’elezione diretta del presidente della Provincia, Massari ha le carte in regola per ripresentarsi”

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Filippo Fritelli è il segretario provinciale del Pd di Parma e sindaco di Salsomaggiore.

Lo abbiamo intervistato sull’attualità politica locale e nazionale, con particolare riferimento alle elezioni primarie del Pd, a pochi mesi dalla scadenza dei suoi incarichi.

Sei stato il segretario provinciale che ha riportato alla vittoria il centrosinistra nella città di Parma. Un anno fa il clima era abbastanza esplosivo dentro il Pd, oggi il clima all’interno della giunta e del consiglio comunale appare positivo. Qualche merito pensi di averlo avuto?

Sì, ho qualche piccolo merito legato all’attività di mediazione e raccordo tra le diverse anime del partito.

E’ stato un percorso lungo e paziente che è iniziato appena prima delle elezioni regionali e si è concluso nel giugno 2022. Io vengo della provincia e confesso che a volte ho trovato complesso relazionarmi con i “parmigiani doc” per alcune differenze nell’approccio alle cose. Alla fine, però, ho conosciuto l’ambiente e ho potuto anche apprezzare la città di Parma che già conoscevo e amavo moltissimo fin dai tempi dell’università. Le comunali di Parma sono state un’esperienza a cui ho dato e da cui ho imparato.

Da sindaco a sindaco, quali consigli ti sentiresti da dare a Michele Guerra, alla luce della tua decennale esperienza da primo cittadino?

A Guerra ho da dare dei consigli da amico, più che da sindaco. Deve avere molta pazienza (che penso abbia) di fronte alle critiche e alla quotidianità che spesso sovrasta tutto. Il rischio è di venire fagocitati dalle emergenze quotidiane, dai commenti e dal chiacchiericcio che stancano e fanno perdere lucidità, soprattutto oggi nell’era tecnologica e dei media. Il mio consiglio è quindi quello di tutelarsi da tutto ciò e di avere lo sguardo sempre alto che cerca di guardare lontano. Perchè quello che contano sono sì gli atteggiamenti ma anche i risultati e i grandi progetti.



Primarie Pd. Chi sostieni e perchè?

Sostengo Stefano Bonaccini che da amministratore conosco da più di dieci anni. Non ho fatto scelte avventate. All’inizio ho voluto osservare la situazione e, dico la verità, ascoltato tutti senza pregiudizi. Però le mie idee, per tradizione e appartenenza, sono vicine a quelle di Bonaccini che cerca di compendiare il mondo dell’impresa e dei lavoratori all’interno di una visione pratica e concreta. Non nascondo che nei mesi scorsi ho vissuto delusioni personali rispetto alle vicende politiche e quindi mi sono messo in una fase di ascolto legata anche al termine dei miei ruoli di sindaco e di segretario provinciale del Pd. Alla fine sono approdato qui per coerenza col mio percorso di questi anni e per la necessità di chi esercita un ruolo pubblico politico e di amministratore di doversi sempre schierare. La neutralità o il cerchiobottismo in politica non sono per me fenomeni sostenibili nemmeno nel breve periodo. Ho votato Stefano nel mio circolo e lo voterò alle primarie aperte del 26 febbraio.

Stando alle dichiarazioni di esponenti del Governo (e dell’opposizione) nel 2024 si potrebbe tornare a votare per l’elezione diretta del presidente della Provincia di Parma, ruolo da te occupato in passato. Pensi che Andrea Massari, presidente in carica, sia il nome giusto per vincere?

Sono stato il primo presidente della Provincia eletto dai sindaci alla guida di un Ente di secondo grado. Dal 2014 al 2018 ho vissuto la trasformazione della Provincia e gestito una fase di difesa e di ridefinizione dell’Ente. Oggi ritengo che quella riforma sia stata fallimentare e ci sia la necessità di tornare allo status precedente basato su una Provincia politica rappresentativa dei territori.

Andrea Massari, con cui collaboro da nove anni, sta amministrando bene la Provincia. Dal momento che lui sta già interpretando questo ruolo con esperienza e forza credo possa legittimamente pensare di ripresentarsi. Faremo un ragionamento politico tutti insieme, però è ovvio che per vincere la Provincia che coinvolge un territorio ampio serviranno visi conosciuti e trasversali.

Stando a quanto pubblicato sui giornali, nel Pd di Salsomaggiore ci sono almeno due anime che esprimono valutazioni diverse circa la candidatura a sindaco di questa primavera. I nomi che vanno
per la maggiore sono quelli di Alessandro Bernazzoli e di Matteo Orlandi. Qual è il percorso per arrivare alla decisione finale? Su quali contenuti programmatici pensi debba nascere la candidatura del centrosinistra?

A Salsomaggiore la discussione è iniziata ma non è terminata, e riguarda il Pd e tutto il centrosinistra. A Salso il Pd non è autosufficiente e quindi ho sempre sostenuto che la maggioranza uscente avrebbe dovuto aprirsi ad altre esperienze perchè sulla continuità c’è da innestare elementi di novità. Quindi c’è da proseguire la strada dei progetti positivi avviati (le operazioni Berzieri e Tommasini, tanto per citarne due) e nello stesso tempo di ampliare e migliorare il nostro raggio d’azione.

Le due proposte che hai citato sono civiche, entrambe di valore. Ci sono forse altre proposte in campo. Non siamo ancora vicini alla sintesi che per me deve arrivare entro e non oltre la metà di marzo. Il partito deve avviare un percorso di confronto con tutte le sensibilità esistenti in città, che in alcuni casi votano il centrodestra alle elezioni politiche ma che a livello locale non trovano una soddisfazione nella proposta delle persone e quindi possono essere interessate a una nostra apertura che unisca politico e civico. Nel dibattito pubblico iniziato da qualche settimana vedo troppi personalismi autorerfenziali e poca, pochissima politica. Proverò a mettere insieme tutte le forze che ci sono e vediamo nel prossimo mese dove si arriverà.

Andrea Marsiletti

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