INTERVISTA – Francesco Zanaga (Italia Viva Parma): “Primarie sempre, se sono partecipazione vera”

Intervista a Francesco Zanaga, coordinatore provinciale di Italia Viva Parma.

Renzi ha vinto o ha perso il braccio di ferro con Conte, che oggi si presenta dal Presidente Mattarella dimissionario?

La crisi non è un gioco, un duello “Renzi contro Conte”, è una scontro sul piano politico in generale, per salvare e salvaguardare il nostro Paese che è allo stremo delle forze.

La salita al Colle di Conte dimostra che la crisi aperta da Renzi aveva una base politica forte. Italia Viva ha detto basta a questo immobilismo pericoloso, così non si può andare avanti. Il “mercato” di parlamentari aperto dal Presidente del Consiglio in questi giorni è stato un passaggio squalificante e infruttuoso, un tentativo di ribaltamento della realtà andato a vuoto.

La situazione è molto delicata, senza Italia Viva non c’è una maggioranza per governare e ora dobbiamo aspettare di capire come si ricomporrà il Governo.

L’obiettivo è avere un nuovo governo il prima possibile, più forte e di chiara vocazione europeista: solo così avrà vinto l’Italia.

Vogliamo lavorare insieme alle persone che credono in un progetto che abbia una visione diversa rispetto agli assetti sovranisti-populisti da una parte e giustizialisti-populisti dall’altra.

Pizzarotti ha scritto: “È una crisi nata inspiegabilmente che possiamo definire così: non in nostro nome, non nell’interesse degli italiani”. Cosa gli rispondi?

La verità è che siamo ancora fermi e non da una settimana, da mesi.   Nell’analisi dei problemi anche il Sindaco Pizzarotti conferma tutti i motivi per cui si è arrivati a questa crisi. Totale frattura fra le realtà dei territori e il governo centrale, in questo senso sono esemplari i problemi che abbiamo evidenziato nella gestione dell’emergenza a partire dai trasporti, dai tamponi, dai colori delle zone o dai mancati interventi per la riapertura delle scuole. Non parliamo degli investimenti nella Sanità territoriale che sarebbero possibili grazie al Mes, o della gestione del Recovery Plan fatta senza il confronto con Regioni, ANCI e categorie economiche. Purtroppo dai Sindaci, dai medici, dal Presidente di Confindustria Bonomi agli studenti in piazza il coro è unanime: non si può andare avanti così.

La crisi è arrivata per motivazioni serie e circostanziate che abbiamo messo nero su bianco, ma lasciamo fuori le polemiche nazionali dal dibattito sulla città. Ora dobbiamo capire come potrà uscire Parma da questa fase. Penso al dramma di chi oggi è chiuso proprio nell’anno di Parma capitale della Cultura, di chi sta aspettando i ristori, la Cassa integrazione Covid non ancora erogata da Inps, di chi non sa più come vedere uno sbocco: siamo di fronte a una vera tragedia.

Ragioniamo del futuro e delle cose da fare, noi ci siamo e ci saremo.

Che senso politico ha avuto l’astensione al Senato di Italia Viva, i cui voti sono risultati decisivi per il Conte Ter (senza Italia Viva)?

La nostra astensione ha permesso di far andare avanti lo scostamento di Bilancio e i ristori, con voto contrario oggi non ci sarebbe stato un governo in carica per adottare subito queste misure, la prima responsabilità, ricordiamolo, è sempre per il Paese.

Non c’è nulla da festeggiare ma certamente possiamo dire di essere finalmente liberi di portare avanti le nostre posizioni votando quello che serve agli italiani e dicendo fermamente no a alle ricette alla “Bonafede”.

Il rapporto politico Italia Viva-centrosinistra credi sia ormai compromesso?

Se si ragiona dei contenuti e delle proposte, nulla è compromesso. La funzione della Politica, quella vera, è di far convergere le diverse idee per uno stesso obiettivo: la migliore gestione del bene comune. Chi preferisce fare “processi politici” attaccando le persone senza discutere delle idee è il vero pericolo.

A livello locale, in vista delle comunali del 2022, come sono i rapporti all’interno del centrosinistra?

Personalmente credo serva una profonda e accurata analisi della situazione e di quello che ci attenderà nei prossimi mesi e anni.

Primarie sempre, ma non vorrei si confondesse lo strumento con il fine.

Bisogna allargare e alla coalizione serve un’idea, una visione del futuro di Parma come città territorio, cuore dell’economia provinciale, dell’Università, delle imprese, europea ed innovativa.

Le primarie possono funzionare solamente se coinvolgono le persone intorno a un progetto chiaro. (leggi intervista di Lorenzo Lavagetto)

Con i coordinatori cittadini Carlotta Ricchetti e Giovanni Breschi stiamo lavorando per aprire una discussione con i nostri iscritti. Le primarie devono essere partecipazione, diversamente sortiranno ancora il risultato già visto negli ultimi 20 anni.

Andrea Marsiletti