INTERVISTA – Giampaolo Lavagetto: “Il centrodestra acceleri nella scelta del candidato sindaco di Parma. Un altro pilota eccezionale come Ubaldi non c’è, conterà la macchina”

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Intervista a Giampaolo Lavagetto, già assessore ai servizi educativi della giunta Ubaldi, oggi promotore di iniziative civiche su vari temi della città.

Le “manovre” del centrosinistra in vista delle comunali 2022 le conosciamo dai giornali, quelle del centrodestra non si conoscono… sono riservate o sono nulle?

I parmigiani da circa 25 anni scelgono i loro amministratori locali non per appartenenza ideologica o schieramenti partitici nazionali, ma ponderando la qualità del progetto amministrativo e la credibilità personale dei proponenti. Confido che i partiti, come già fatto con successo in passato, sappiano cogliere questa maturità dell’elettorato parmigiano. Questo non comporta per le forze politiche la rinuncia ai propri valori di rifermenti, ma significa metterli a disposizione per una proposta politica locale che abbia al centro i bisogni dei cittadini e la loro qualità di vita. Infatti, credo che il civismo utile per ben amministrare una città non sia quello che si limita a proporre un mero elenco di cose da fare, ponti, strade, scuole, tasse, per questo basta una macchina amministrativa ben organizzata.

Il civismo che serve ai cittadini è quello che giustifica questi interventi sulla base di una chiara visione strategica di sviluppo della città, che tuteli e valorizzi quell’insieme di valori etici, storici, culturali e morali che nel loro insieme identificano la nostra identità territoriale, mai come oggi fondamentale per rinsaldare il senso di appartenenza alla nostra comunità.

Vedo, con piacere, che questa idea si sta palesando anche in alcuni importanti esponenti politici locali non solo di centro destra, ma anche di centro sinistra… “buon sangue non mente…”.

Viceversa, mi lascia perplesso vedere come Effetto Parma sembra si stia inesorabilmente rassegnando a perdere questa sua naturale vocazione.

Come credi dovrebbe procedere il centrodestra per provare a vincere le elezioni?

In questi ultimi cinque anni il centrodestra locale ha visto crescere una classe dirigente che sta dimostrando di sapere scindere le legittime rivendicazioni di carattere nazionale da quelle che investono le esigenza concrete dei parmigiani. Se già 20 anni fa Forza Italia ha saputo dimostrare di sapere esprimere validi politici locali, oggi questo accade sia per la Lega, con i propri rappresentanti nelle istituzioni locali e nazionali, sia per Fratelli d’Italia con i suoi rappresentanti territoriali, prova che oltre al consenso anche a destra sta crescendo una classe politica locale di qualità.

Ora, dovranno saper cogliere quella esigenza di concretezza e credibilità che ormai caratterizza i parmigiani quando si tratta di passare da un voto di politica nazionale a uno per l’amministrazione comunale. Consiglieri loro, però, di non attendere l’ultimo momento per ricerca il nome che “sbanca”, ma di giocare in anticipo la carta del confronto aperto a 360 gradi. Questo perché di fuoriclasse alla Ubaldi non sembrano essercene in giro, quindi, se manca il pilota eccezionale, sarà la macchina più competitiva a fare la differenza.

Tu sarai della partita? Come?

Sarò della partita. Questo perché mi sono convinto che in questi ultimi anni la politica ha dimostrato che puntare tutto sul nuovo non solo non basta, ma si rischia di fare disastri. Oggi serve una giusta miscela di novità nelle idee e di esperienza sul campo, assieme a una bella dose di umiltà. Chi si sente un indispensabile tuttologo, non è quello che serve ora alla città. I problemi che dobbiamo affrontare, non solo sono estremamente complessi, ma esigono soluzioni straordinariamente innovative. Per tale motivo, in questo momento sapere ascoltare il punto di vista di tutti non solo è espressione di democrazia, ma anche segno di lungimiranza politica: una buona idea resta tale, indipendentemente da chi l’ha proposta.

Con le amiche e gli amici dei Comitato Parma in Centro e Comitato Cittadella per Parma abbiamo saputo dimostrare con la nostra ultima petizione che, partendo dall’ascolto della propria comunità di quartiere, si può arrivare a una visione unitaria di sviluppo dell’intero nucleo urbano, capace di migliorare la qualità di vita di tutti i cittadini.

Soprattutto, con il dibattito che abbiamo organizzato,“Parma che verrà”, in cui ci siamo confrontati con i principali gruppi consiliari, abbiamo voluto rimarcare che oggi, pur partendo da punti di vista diversi, sui grandi temi di interesse della città serve più un confronto di idee che uno scontro ideologico.
Infine, mi sembra di avere dimostrato che non è il ruolo a darti la forza di portare avanti le idee in cui credi.

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Si parla di un possibile ritorno di Vignali (LEGGI)… a riguardo qual è la tua posizione?

La mia formazione politica ha radici nell’esperienza che ho avuto con il modello di governo Ubaldi e nella sua filosofia n merito al ruolo dell’amministratore locale. Io e Vignali, quindi, abbiamo due concezioni di come si governa una città distinte, distanti, ma soprattutto incompatibili.

Chi è oggi il civismo a Parma, ammesso che esista ancora?

Vedo oggi il fiorire di tanti comitati cittadini a causa di quelle che ritengono essere scelte amministrative in violazioni dei propri diritti o che mettono a rischio la loro qualità di vita. La questione non è solo se hanno ragione o torto, ma la mancanza di dialogo e di ascolto da parte dell’amministratore locale che ha portato il cittadino a questa forma di autotutela.

Questo non è certamente quella forma di civismo che ha caratterizzato la nostra esperienza di governo.
Questa è l’evidenza di un’incapacità di sapere formulare una visione strategica di sviluppo di città che sappia far cogliere in ogni scelta amministrativa quale sarà per ogni cittadino il vantaggio e il miglioramento di benessere una volta realizzato il disegno di città proposto.

Il vero civico non è quello che si vanta di non fare accordi con i partiti per poi alla fine chiedere agli stessi “asilo politico”, ma, al contrario, colui che convince le forze politiche ad appoggiare il proprio “sogno” di città, realizzando un progetto che abbia la forza di proseguire anche dopo di lui. Perché, come mi ha insegnato un grande Sindaco di Parma, la città prima, di governarla, devi averla pensata.

Quindi, la risposta alla tua domanda è no: oggi non esiste una proposta civica in questa città… ma a questo vedremo di rimediare.

Andrea Marsiletti