INTERVISTA – Giampaolo Lavagetto: “Siamo noi l’unica alternativa possibile al Pd. Vignali è il candidato più debole che Guerra possa sperare di trovare al ballottaggio”

Carbognani
Lombatti

Intervista a Giampaolo Lavagetto, candidato sindaco di Parma della lista “Per Parma 2032”.

Hai recentemente dichiarato di essere l’unica possibile alternativa al Pd? Perchè non dovrebbero esserla anche Costi, Vignali o Bocchi?

Vignali è il candidato politicamente più debole che Guerra possa sperare di trovare al ballottaggio. Imposto da Roma a una dirigenza locale di una parte delle forze politiche che lo sostengono che in passato non hanno fatto mistero di non averne apprezzato l’esperienza di Sindaco, divisivo tra l’elettorato di centro destra, può contare su uno zoccolo duro che come lui è alla legittima ricerca di una rivalsa politica che però poco ha a che vedere con i problemi della città ed è insufficiente per vincere le elezioni.

Bocchi è un importante esponente del suo partito, ma non mi sembra abbia i contenuti programmatici e l’esperienza per convincere la maggioranza dei parmigiani.

Costi non è alternativo nè al PD nè a Bonaccini. Nel 2017 voleva esserne il candidato sindaco ed è sostenuto da quelle forze politiche che nel 2020 hanno contribuito all’elezione di quel Presidente della regione, Bonaccini, che dopo aver dato poco o nulla alla nostra città oggi vuole annettersela alla sua corte bolognese.

Grazie all’attività di assessore alle politiche scolastiche fatta nella Giunta Ubaldi, ho la credibilità amministrativa che può garantire ai parmigiani che sarò in grado di mantenere le promesse fatte in campagna elettorale, non avendo, inoltre, vincoli nè ideologici nè gerarchici di partito. Soprattutto sono sempre stato alternativo al PD e alle ultime regionali ho presentato una lista civica alternativa a Bonaccini.

Quali sono gli elementi distintivi del tuo programma?

Stiamo vivendo la più grave crisi socio economica dal dopoguerra. Abbiamo un preoccupante incremento annuale di parmigiani che scendono sotto il livello minimo di povertà, famiglie sempre più in difficoltà e lasciate sole a sostenere il peso di questa crisi, piccoli imprenditori, commercianti e artigiani ormai stremati dalla crisi economica e dal caro bollette. Serve un progetto che abbia come obiettivo non il contenitore, la città materiale, ma il contenuto e cioè le persone che risponda ai loro problemi, ma anche soddisfi le loro aspettative, che sono quelle legittime di un miglioramento della loro qualità di vita o almeno che non peggiori.

Occorre che l’Amministrazione comunale sia regista e garante di un’alleanza territoriale che abbia come obiettivo il perseguimento di questo bene comune, passando dalla consultazione a valle, alla co-progettazione a monte, dando ai cittadini e alle imprese la possibilità di una maggiore partecipazione nel processo di elaborazione strategica e condividendo la paternità delle decisioni con la Comunità che ne è maggiormente interessata.

Andranno risolti quei temi che più di tutti oggi toccano la qualità di vita dei parmigiani come la sicurezza, il degrado urbano, il disagio sociale e la crisi del commercio locale. In questi quattro anni con la nostra attività di comitati abbiamo vissuto direttamente le difficoltà di diverse aree della città e questo ci permette oggi di avere l’esatta consapevolezza di quale siano in problemi da affrontare e le soluzioni da risolvere. In realtà, con le petizioni cittadine e le mozioni per noi presentate dalla Consigliera Luni Colla in Consiglio comunale, molte proposte che avrebbero già dato concrete risposte le abbiamo già avanzate. Sempre bocciate, eccetto quella per l’introduzione della no tax area per commercio e artigianato locale.

Un grande nostro successo che garantirà un rimborso graduale delle tasse locali sostenute per tre anni a favore di quei negozi già esistenti che certifichino la loro sofferenza economica di questi anni a partire dalle zone più in crisi come Oltretorrente, Pablo, Centro Storico, San Leonardo.

Soprattutto, questa città, come il resto del mondo, ha bisogni e aspettative che il covid e le crisi successive hanno profondamente cambiato e quindi deve cambiare anche la prospettiva con cui si affrontano le politiche di mobilità, ambiente e rigenerazione urbana, dove il vero obiettivo sarà quello della sostenibilità del benessere del cittadino, fatta di un equilibrio tra le diverse sostenibilità di tipo sociale, economico, sanitario, famigliare, ambientale, residenziale, ecc…

Parlaci della tua lista. Qualche anticipazione sui nomi?

La nostra è l’unica lista nata da chi, come cittadini, padri e madri di famiglie, commercianti e artigiani ha vissuto sulla propria pelle gli errori di questa Amministrazione comunale, ha capito quale soluzioni trovare e, resosi conto del distacco tra le forze politiche e la vita reale, ha preso atto che l’unico modo per rilanciare la città fosse quello di scendere in campo direttamente. Fare anticipazione sui nomi sembrerebbe discriminare tra candidati di serie A e di serie B. Tuttavia alcune figure tecniche che hanno deciso di collaborare con noi le abbiamo già presentate.

Con Armando Acri, ex dirigente dell’ufficio scolastico provinciale di Parma ed attuale collaboratore con il Ministero dell’Istruzione riprenderemo quell’importante lavoro fatto quando collaboravamo nel mio ruolo assessore alle politiche scolastiche.

Con la professoressa Miani Uluhogian Franca, per oltre 20 anni professore ordinario di geografia politico-economica del dipartimento di economia del nostro Ateneo dove ha insegnato anche Urban and local policies, grazie alla sua esperienza di docente di Organizzazione e Pianificazione del Territorio alla Facoltà di Architettura di Parma daremo alla città un progetto unitario di rigenerazione urbana che metta al centro la persona con i suoi bisogni e aspettative.

Con Emmadesiree Galasso Ciaburri, professoressa di economia aziendale e geografia economica e sostenibilità ambientale, già presidente nazionale della Junior Chamber International (JCI) rappresentando l’Italia all’assemblea delle Nazioni Unite nel 2015 e firmando la dichiarazione dell’agenda 2030 e la carta di Milano durante il congresso Nazionale all’Expo organizzato in Italia realizzeremo il “Benessere circolare”, un nuovo e più ampio concetto di circolarità che non riguarda solo una nuova forma di guadagno puramente economico, ma che allarga la visuale al benessere psicofisico della persona.

Soprattutto, voglio puntare su una vera e propria azione di marketing strategico per rilanciare la competitività nazionale ed internazionale di Parma, grazie all’aiuto di Fausto Brozzi, tra i più grandi esperti di marketing strategico, autore del prestigioso extraordinary food and wine che si tiene presso l’Hotel Monaco e Gran Canal di Venezia egià direttore collaterale della Biennale di Venezia.

Nelle prossime settimane presenteremo le altre prestigiose figure tecniche che mi affiancheranno nel ruolo di sindaco di Parma.

Che campagna elettorale ti aspetti?

12 candidati sono il segno della debolezza delle forze politiche nazionali e dei loro candidati alla carica di sindaco. E’ vero che con le preoccupanti notizie dall’est Europa non sarà facile centrare l’attenzione degli elettori su programmi e proposte e che qualcuno non si lascerà sfuggire l’occasione di mescolare amministrative con campagna sui referendum per la giustizia, ma non basteranno nè Mediaset nè Bonaccini a frenare la voglia dei parmigiani di tornare ad avere dopo 15 anni un sindaco che abbia a cuore solo gli interessi della città

Quali fattori più conteranno in campagna elettorale per ottenere il consenso dei cittadini (che i sondaggi rivelano a livello nazionale essere molto propensi all’astensione)?

La capacità del candidato sindaco di ridare fiducia ai cittadini verso la politica, attraverso la propria credibilità personale nell’avere le idee chiare su quali siano le priorità da affrontare, la conoscenza della macchina amministrativa per saperli concretamente e velocemente risolvere, facendolo in modo indipendente e trasparente. L’aspetto ideologico, la contrapposizione di schieramento partitici, l’autoreferenzialità fine a se stessa, al contrario, rischiano di consolidare se non addirittura potenziare questa disaffezione dal voto.

Andrea Marsiletti