INTERVISTA – Giuseppe Distante (M5S): “A Parma bisogna cambiare rotta. L’alleanza col Pd alle prossime comunali la valuteremo dopo, oggi non è una priorità”

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Giuseppe Distante

Intervista a Giuseppe Distante, “storico attivista” del M5S di Parma, primo consigliere comunale grillino eletto in provincia (Sala Baganza) in carica nel 2011-2016, candidato alle ultime elezioni regionali.

Com’è organizzato il M5S a Parma, in città e in provincia? Come e quale organo assume le decisioni?

Il Movimento 5 Stelle a Parma, dopo l’uscita di Pizzarotti che ha lasciato un grosso vuoto strutturale, si è dovuto riorganizzare, che in virtù di un cambiamento in atto o meglio, una “rifondazione”, giusto per utilizzare le parole di Conte. Oggi sta vedendo il sorgere di un gruppo di persone selezionate per competenza ed esperienza con la voglia di tornare a fare gli interessi dei cittadini.

Il nuovo M5S è inclusivo e meritocratico. Le decisioni, ma meglio dire gli indirizzi politici, sono già nel DNA del Movimento. Quando si parla di ecologia, di rispetto della persona, di onestà, di interesse pubblico, ci troviamo sempre tutti d’accordo. Chiaro che, grazie alla presenza e all’importante supporto dei nostri consiglieri locali, della nostra rappresentante in regione e dei nostri parlamentari, riusciamo ad affrontare e discutere di processi molto più nel dettaglio e con maggior cognizione rispetto a dieci anni fa quando fu eletto il primo Sindaco 5 Stelle.

Da quanto oggi è dato sapere e ipotizzare, come sarà il nuovo M5S di Giuseppe Conte? Come cambierà alle fondamenta il Movimento?

Il Movimento ha delle fondamenta che non possono cambiare mai. Quando parliamo di “transizione ecologica”, di “giustizia sociale”, di legalità, di voler riprendere in mano i “Diritti dei Lavoratori” fermi agli anni ’70, così come quelli degli imprenditori che hanno diritto alla sburocratizzazione e velocità, quando continuiamo a sostenere il reddito di cittadinanza, il bonus 110%, e tanto ancora, non stiamo parlando di niente di nuovo, ma solo di un nuovo punto di riferimento che è Giuseppe Conte. Il nuovo M5S dovrà anche irrobustirsi, con una struttura fatta di “articolazioni interne” e perfino “dipartimenti”, che però non devono renderlo come gli altri, “come i partiti tradizionali”. Continuerà a esserci sempre la democrazia diretta e partecipata, e le decisioni su base digitale allargata ai cittadini.

In autunno si voterà in vari Comuni della provincia di Parma. State già parlando con il Pd per impostare anche a livello locale l’alleanza Pd-M5S che governa a livello nazionale e che è sostenuta dai leader Conte e Letta?

Prima di parlare con qualsiasi forza politica c’è prima bisogno di capire l’intenzione di volerlo fare realmente nel nostro interno e mi permetterà che, altrettanto importante, sarà prima capire i programmi dei nostri eventuali interlocutori, chiunque essi siano.

Tra un anno si voterà per le comunali di Parma 2022. Come vi state preparando?

La pandemia non ha aiutato sicuramente i rapporti interpersonali, ma siamo al corrente e seguiamo le vicende di associazioni e cittadini, insoddisfazioni e movimenti che sorgono per perorare i loro interessi spesso lasciati inascoltati. Vogliamo ricominciare proprio dai cittadini, dai lavoratori e imprenditori colpiti forse troppo ingiustamente da questa pandemia. C’è tanto da fare, ci sono tanti settori da contattare e lo faremo uno per uno, raccogliendo le istanze di tutti, dal settore economico a quello sociale.

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Anche qui, a Parma città, l’alleanza con il Pd è all’ordine del giorno?

In questo momento le priorità sono altre, e le nostre sono quelle di dare risposte a quei problemi che toccano nel vivo e nella quotidianità i cittadini: basti pensare a discorsi come l’aeroporto cargo di Parma, la Cittadella e lo Stadio, le attività commerciali in sofferenza e il loro sostegno, la situazione e organizzazione sanitaria sempre più sotto pressione per la pandemia, “correre” per i vaccini, le zone dimenticate e disagiate della periferia di Parma, la delinquenza, e tanto altro…! Quello che sarà in futuro sulle alleanze lo vedremo in futuro, non è la nostra priorità attuale.

Il M5S potrebbe mai appoggiare a candidato sindaco un assessore della giunta Pizzarotti? O questo sarebbe davvero troppo alla luce delle polemiche durissime degli anni scorsi contro le scelte del sindaco e della sua Amministrazione?

Perchè mai non chiedere invece al candidato sindaco della Giunta Pizzarotti di appoggiare un candidato 5 stelle? Penso sia più consono a un reale cambio di rotta, proprio alla luce di scelte politiche non condivise con l’attuale Amministrazione.

A livello interno siamo impegnati a riformare il Movimento con visione nuova e obiettivi nuovi prima di parlare di appoggi e alleanze.

Andrea Marsiletti