INTERVISTA – Leonardo Cassinelli (Berlusconi per Vignali): “Nessuno conosce la città e i suoi problemi come Pietro Vignali”

Carbognani
Lombatti

Leonardo Cassinelli, imprenditore e presidente Confartigianato Apla servizi, è candidato per il consiglio comunale di Parma nella lista “Berlusconi per Vignali”. 

Lo abbiamo intervistato.

Dalla guida di un’associazione di categoria economica alla candidatura in politica: perchè?

E’ stata una scelta meditata e ovviamente condivisa con la mia famiglia. Ho considerato che gestire un’associazione, anche se di fatto professionale, ha parecchie assonanze con la gestione amministrativa di un ente come il Comune: innanzitutto il rapporto con le persone e il loro ascolto; l’individuazione di obiettivi e la road map per arrivarci; il fatto di contare su una squadra che rema nella stessa direzione. Ma anche capire che qualsiasi “impresa”, commerciale o politica che sia, non può essere perseguita da soli, ma necessita dello sforzo corale di un team .

Il perché di questa scelta è presto detto: già da tempo ho constatato che la gestione amministrativa del Comune di Parma è risultata oltremodo carente: settori come la sicurezza pubblica, i servizi sociali, le attività commerciali, la stessa cultura, sono stati pressoché ignorati dall’attuale amministrazione, così è nata in me una reazione, non sono abituato a lamentarmi semplicemente, ma credo doveroso impegnarmi per cambiare una situazione che considero penalizzante in modo insostenibile per Parma, ed eccomi qui.

Perchè la scelta di candidarsi nella lista “Berlusconi con Vignali”?

In realtà la lista è composta da sei movimenti politici, dove il più visibile è quello di Forza Italia, ma tutti accomunati dal posizionamento centrista e moderato nel panorama politico nazionale. Unificare in una unica lista le diverse anime dei suoi componenti è un esperimento inedito nel suo genere e rappresenta una sfida che corrisponde alla mia visione dei rapporti: unire più forze per un obiettivo comune.

Cosa può fare il Comune per favorire la crescita delle imprese del territorio?

Molte cose, a partire dal facilitare le pratiche urbanistiche o concessorie che l’ente fornisce. È da tempo risaputo che uno dei mali della pubblica amministrazione sia l’eccessiva burocrazia, che rappresenta un vero e proprio percorso a ostacoli per chi vuole fare impresa. Non è possibile aspettare mesi, se non anni, per un permesso di costruire e dover fare pellegrinaggi periodici agli uffici comunali preposti. Tutto questo, unito ad una bulimia normativa del nostro sistema, rappresenta un freno agli investimenti ed una spesa ingiustificata per le attività imprenditoriali. Poi c’è il tema della attrattività del territorio che, dal punto di vista commerciale, riguarda le infrastrutture e la viabilità: settori nei quali si è fatto poco o nulla negli ultimi 10 anni. Inoltre penso che il Comune potrebbe avere un ruolo amplificato nella formazione professionale, unitamente alle associazioni di categoria, in modo da creare quelle competenze indispensabili per aprire e far prosperare oggi una qualsiasi attività, in modo particolare le PMI, che sono il vero valore aggiunto nel nostro tessuto produttivo e che, raggiungono eccellenze in molti settori, ma soprattutto garantiscono lavoro, e sostenibilità.

Cosa più l’ha convinta della campagna elettorale di Pietro Vignali?

Conoscevo Pietro superficialmente per contatti avuti in precedenza con l’associazione di cui ero presidente. Ma, dopo aver approfondito la sua conoscenza, aver capito il suo amore per la città e visto la sua risolutezza in questa impresa ho avuto la certezza che fosse l’uomo giusto col quale condividere questa esperienza. Credo che nessuno conosca la città e i suoi problemi come Pietro Vignali. La sua competenza sui diversi ambiti è davvero strabiliante: può parlare tranquillamente passando dal Teatro Regio alle attività produttive, dal Welfare alla viabilità, dai problemi del quartiere San Leonardo agli eventi culturali, insomma una conoscenza di Parma enciclopedica.

A tutto questo si aggiunge la sua ricetta per la soluzione delle diverse questioni sul tavolo; ricetta che parte sempre dall’esigenza delle persone e dagli effettivi bisogni dei cittadini.

Molte persone hanno cerato di screditarlo con pettegolezzi da comare, a me non interessa il passato di Pietro, ma il fatto che penso sia l’unico in grado di migliorare la qualità della vita futura dei parmigiani.

In caso di vittoria di Vignali, quale sarà il ruolo di Cassinelli?

Se riuscirò a far parte del consiglio comunale innanzitutto dovrò imparare la legislazione inerente all’ente e ai meccanismi amministrativi per governarlo. La mia esperienza professionale mi porta ad occuparmi naturalmente delle attività produttive ed il commercio, settori nei quali mi sento piuttosto preparato. So che l’attività di un consigliere prevede competenze a 360°, per cui anche l’approfondimento delle problematiche contingenti sarà da me perseguito. Qualora poi Pietro volesse chiamarmi a ruoli gestionali più impegnativi, sarei ben felice di accettare quella che per me sarebbe una sfida per dare il mio contributo al benessere della nostra città.

Andrea Marsiletti