INTERVISTA – Lorenzo Lavagetto (Pd): “Pizzarotti appoggia Bonaccini, è la prima cosa giusta che fa da tempo. Per il resto…”

Lorenzo Lavagetto, capogruppo Pd Consiglio comunale di Parma

Intervista a Lorenzo Lavagetto, capogruppo del Pd in Consiglio comunale a Parma.

Partiamo dalla politica nazionale: quali effetti produrrà sul Pd la scissione di Renzi?

Spero che la nascita di “Italia Viva” possa essere un elemento di chiarezza che consenta di migliorare le prospettive del centrosinistra. Se avrà dei riflessi, pertanto, mi auguro siano positivi.

Per quanto riguarda il Pd i temi del rinnovamento della classe dirigente e del cambiamento delle modalità di comunicazione rimangono tutti. L’uscita di Renzi non deve essere il pretesto per non affrontare il problema.

Venendo alle questioni locali, qualche giorno fa il Gruppo consiliare del Pd ha presentato il proprio bilancio di metà mandato. Il saldo è positivo?

Abbiamo lavorato molto, credo nel modo più corretto nei confronti della città, ovvero guardando sempre al merito delle questioni. Sono contento del rapporto che si è creato tra i consiglieri all’interno del nostro gruppo e con quelli di Parma Protagonista e Parma Unita.

In alcuni casi ci siamo scontrati pesantemente con la giunta comunale: penso alla conflittualità sulla questione Mall-aeroporto, sulla stazione, sulle rette delle scuole materne, sul decoro della città, su temi come le sponsorizzazioni.

Ma abbiamo avanzato numerose proposte, su alcune della quali abbiamo ottenuto il consenso della maggioranza. A titolo di esempio cito le approvazioni dei nostri ordini del giorno affinché in tutti i quartieri della città ci siano campi sportivi gratuiti per tutti, bagni pubblici in centro, gli immobili pubblici non utilizzati vengano destinati ad attività sociali, si lavori per alzare la soglia di esenzione dell’addizionale Irpef fino ai 15.000 euro di reddito, riducendo le tasse. Sono poi orgoglioso di avere proposto la mozione per la dichiarazione dell’emergenza climatica, votata da tutto il consiglio tranne la Lega.

Abbiamo ottenuto risultati concreti e a volte fatto cambiare opinione alla maggioranza. Dopo un lungo confronto con l’amministrazione e partecipando a tutte le riunioni dei genitori, è passata la nostra linea sulla gratuità del trasporto pubblico per le famiglie della scuole Anna Frank – Newton; ci siamo spesi contro la pista ciclabile che la Giunta voleva realizzare dentro il torrente Parma e che oggi non si fa più; abbiamo sollevato rilievi sul Mercato di San Bartolomeo che oggi non si fa più. Dopo una grossa polemica abbiamo migliorato l’organizzazione del Comitato Parma 2020 tutelando il ruolo del Comune nel positivo rapporto pubblico-privato. Abbiamo depositato tantissime interrogazioni su vari argomenti.

Insomma facciamo opposizione in modo diverso dalla Lega, che non ottiene mai nulla e interviene solo per avere un po’ di visibilità e qualche voto in più.

Quali sono i maggiori limiti che più imputi alla Giunta Pizzarotti?

Il più grosso è di essere lontana dai cittadini. L’immagine che descrive della città è molto diversa da quella che hanno i cittadini che si rivolgono a noi. Un esempio? Qualche giorno fa abbiamo discusso del traffico che si sta creando in via Mazzini e della lungaggine dei cantieri… il sindaco mi ha risposto chiedendomi “quale città avessi visto”. Non è questo il modo corretto di affrontare le domande che vengono poste, perché i cittadini si aspettano che il Comune almeno provi a formulare una risposta, non che li tratti a “pesci in faccia” come, purtroppo, capita.

I problemi della campagna elettorale 2017 sono ancora oggi tutti sul tavolo.

In primo luogo penso al decoro. La città è trasandata, poco curata, sporca, con evidenti carenze di manutenzione delle strade e del verde pubblico. I bisogni sono cresciuti e il welfare non sembra in grado di rispondere a tutti. Troppo poco si è fatto per l’ambiente e ci sono i problemi connessi al mercato e alla diffusione di droga.

Sul fronte delle opere pubbliche i lavori di via Mazzini non sono finiti, quelli di piazzale della Pace iniziati nel 2017 e finiti pochi giorni fa; il Ponte Romano è iniziato nel 2015 ed è stato concluso l’anno scorso… ogni volta ci sono tempi di realizzazione che si dilatano e con essi i costi. Tralascio la questione aeroporto-Mall che conosciamo, purtroppo, tutti.

Quanto è problematico stare all’opposizione di Pizzarotti quando il sindaco di Parma è un alleato del Presidente della Regione Bonaccini?

Alle elezioni comunali del 2017 i cittadini ci hanno assegnato un ruolo, quello di fare la minoranza in Consiglio comunale. Di questi tempi, le dinamiche e le alleanze regionali e nazionali sono spesso diverse da quelle locali, quindi non vedo un problema strutturale a riguardo.

Bonaccini ha dimostrato di essere un ottimo Governatore e credo sia nell’interesse degli emiliano-romagnoli che venga riconfermato.

Se Pizzarotti si aggiungerà per contribuire, nelle modalità che riterrà, alla sua rielezione compierà una delle sue poche buone mosse politiche e io non potrò che dirgli “bravo”. Pertanto che il sindaco appoggi Bonaccini non mi mette in difficoltà.

Piuttosto, Pizzarotti è all’opposizione del Governo nazionale cui si è dichiarato contrario, è con Bonaccini a livello regionale, è contro il Pd parmigiano. Penso sia lui che faccia più fatica di me a tenere un posizionamento. Arrivò fin a dichiarare che il Pd di Parma fosse morto.  Io mi sento bene e secondo me sto meglio di lui.

Secondo te quale valore aggiunto Pizzarotti potrà portare al centrosinistra alle prossime elezioni regionali?

Il suo apporto lo abbiamo visto alle ultime elezioni europee. Il risultato che ha ottenuto è oggettivo. Auspico, nell’interesse di Bonaccini, che il contributo di Pizzarotti possa essere maggiore, almeno in termini di proposte. Tuttavia qualche perplessità su questo valore aggiunto è lecito averla.

Cosa deve fare il Pd per presentarsi vincente alle prossime comunali di Parma?

Dare risposte su come generare lavoro, reddito e ricchezza e attrarre persone e investimenti in città in una chiave di sostenibilità ambientale e di riduzione delle diseguaglianze. Questa sfida è fondamentale, a maggior ragione in una città dove vivono circa 50.000 persone che dichiarano meno di 15.000 euro lordi all’anno e in cui l’inquinamento è un problema di tutti.

La capacità di Parma di competere con gli altri territori da qui ai prossimi vent’anni deve essere oggetto di studio. Noi dobbiamo guardare in quella direzione. Sperando che Parma 2020 faccia eccezione, le iniziative fin qui messe in campo sono abbastanza deficitarie… penso alla “Cena dei Mille”, alle orribili prosciutterie sotto i Portici del Grano. Questa città ha un patrimonio culturale rilevantissimo ma non viene valorizzato dalle politiche comunali. Poi, come detto, c’e la questione del decoro della città.

Dobbiamo farla tornare a splendere, individuando aree e soluzioni d’intesa con la cittadinanza. Infine dovremo rendere più solido il welfare perché tra le fasce più deboli i bisogni stanno crescendo e noi dobbiamo dare le risposte giuste e coerenti con quei valori che hanno reso grande la nostra città.

Andrea Marsiletti