INTERVISTA – Maria Elena Antinori (Potere al Popolo!): “Con un sindaco come Andrea Bui Parma sarebbe una città radicalmente diversa che mette al centro i suoi abitanti”

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Lombatti

Maria Elena Antinori, ricercatrice universitaria, già coordinatrice nazionale di Potere al Popolo, è capolista alle elezioni comunali di Parma per Potere al Popolo! a sostegno della candidatura a sindaco di Andrea Bui. L’abbiamo intervistata.

Perché hai deciso di candidarti per il consiglio comunale sostegno della candidatura a sindaco di Andrea Bui?

Conosco Andrea da poco meno di un anno, ma, fin da subito, ho sentito e capito che chi vive a Parma lo stima e lo rispetta, ammirando la coerenza con cui, fin da giovanissimo, si è impegnato per lottare per i suoi, alti, ideali. Questo mi ha spinto a sostenerlo, insieme alla sua profonda conoscenza della storia e delle dinamiche della città, che garantiscono la credibilità del suo impegno.

Inoltre, il nostro programma è l’unico che fornisce delle risposte concrete a chi, giovane come me e alle prese col tentativo di costruirsi un futuro, si scontra con i muri che anni di investimento sul precariato e di concentrazione di potere e ricchezze nelle mani di pochi hanno costruito. Penso alla possibilità di avere una casa, diritti e servizi, indipendentemente da genere e provenienza, un lavoro degno e stabile, un tessuto sociale vivace, un ambiente sano.

Perché hai scelto di farlo, come capolista, per la lista di Potere al Popolo?

Sono entrata in Potere al Popolo da quando è nato, nel 2017. Sono stata coordinatrice nazionale, pur essendo alla mia prima esperienza in politica. Sono fermamente convinta delle parole d’ordine e del progetto che questa organizzazione, pur tra ovvie complessità e difficoltà, sta portando avanti. Al centro dell’azione politica di Potere al Popolo ci sono i territori, dove si declinano concretamente e secondo le specificità regionali, i temi affrontati dall’organizzazione: l’ecologia, il femminismo, i diritti, la redistribuzione della ricchezza, la dignità di chi lavora.

A dispetto di chi, in Parlamento, sostiene politiche guerrafondaie, promuovendo diseguaglianze economiche o nei diritti, e a dispetto di chi vuol far credere che un futuro migliore sia nelle mani di pochi e non nella partecipazione di tutti e nella creazione di comunità, non ho avuti dubbi nel partecipare a questo percorso.

È una realtà che può realizzare anche a Parma gli obiettivi che ci poniamo a livello nazionale e internazionale.

In cosa si concretizza, in particolare, la proposta alternativa di Potere al Popolo a Parma?

La nostra proposta mette al centro tutte le questioni ormai abbandonate da chi dà per scontato che si proceda nella direzione delle privatizzazioni e delle disuguaglianze.

I punti fondamentali sono il diritto alla casa per tutti e tutte, istituendo un osservatorio sulle politiche abitative, per recuperare il patrimonio eventualmente inutilizzato, e istituendo una tassa di scopo sugli immobili sfitti, per redistribuire la ricchezza di chi ha lucrato sulla rendita immobiliare a spese di chi lavora e studia.

Il secondo punto è l’ambiente: dobbiamo rimettere in mano alle persone la possibilità di incidere con proposte e soluzioni. Vogliamo istituire la figura di un delegato comunale all’economia solidale, che fornisca supporto in tutte le questioni burocratiche che impediscono l’accesso alle possibilità che esistono già, per esempio alle aziende agricole biologiche e sostenibili di distribuire i propri prodotti attraverso le mense scolastiche o alle comunità cittadine di costituire comunità energetiche, assolvendo ad un problema che sta diventando indifferibile.

Vogliamo interrompere la cementificazione del territorio rivedendo il piano urbanistico e impedendo innanzitutto l’apertura di nuovi centri commerciali. Vogliamo che la gestione dell’acqua torni in mano pubblica come chiesto dal referendum del 2011. Infine, vogliamo investire in strumenti di garanzia della sicurezza e della dignità sul lavoro recuperando fondi dalla lotta all’evasione fiscale.

Immagino non disporrete del budget elettorale di altri candidati: come farete la campagna elettorale?

La nostra sarà una campagna fatta nei quartieri e nelle piazze, organizzando banchetti e partecipando a manifestazioni e presidi, come è stato finora e come sarà anche dopo la campagna elettorale.

Abbiamo aperto una casa del popolo nel quartiere popolare di San Leonardo, dedicata al rivoluzionario Thomas Sankara, proprio perché vogliamo esserci anche e soprattutto dopo il 12 giugno. Tutto questo è e sarà possibile grazie alla collaborazione e l’impegno di chi partecipa alla nostra organizzazione, senza farne una professione, ma sfruttando il tempo lasciato a disposizione dagli impegni di lavoro e personali. L’unico sostegno economico è l’autofinanziamento, grazie al supporto di chi crede nel nostro progetto.

Se Bui diventasse sindaco di Parma quali sono le prime cose che, secondo te, farebbe per segnare il cambiamento?

Con lui sicuramente avremmo la possibilità di fermare nuove costruzioni, per razionalizzare invece l’uso del patrimonio esistente, ma inutilizzato, aprendo nuovi spazi per la condivisione e la socialità nei quartieri, aperti a giovani ed anziani.

Combatteremmo la rendita immobiliare, sarebbe possibile tassare gli alloggi sfitti delle grandi proprietà immobiliari per finanziare così la ristrutturazione di immobili comunali: in questo modo si arricchirebbe in modo esponenziale l’offerta di Acer. Inoltre, una città in cui i valori immobiliari sono calmierati è una città che può cercare davvero di ridare vitalità alle nostre strade incentivando il commercio al dettaglio.

Un altro punto fondamentale per noi è rendere progressiva la tassazione comunale. E poi, finalmente, il Comune punterebbe su un welfare solido, con finanziamenti degni che riportino al centro i bisogni delle persone e dei più vulnerabili, invece di considerare quei bisogni uno dei tanti business. In altre parole, Parma sarebbe una città radicalmente diversa, una città che mette al centro i suoi abitanti. Mo da bòn!

Andrea Marsiletti