INTERVISTA – Massimo Pinardi (Azione Parma): “I riformisti, la responsabilità del Pd e le primarie”

Lombatti
Nella foto a sinistra, Massimo Pinardi

Proseguono le interviste ai protagonisti della politica parmigiana su questo momento così importante e delicato per le scelte di entrambi gli schieramenti. Dopo Michele Vanolli, Caterina Bonetti e Enrico Aimi, abbiamo intervistato Massimo Pinardi, segretario provinciale di Azione Parma, il partito di Carlo Calenda. 

Il 15 gennaio si terrà il primo congresso di Azione Parma, di cui tu sei coordinatore uscente. Che congresso ti aspetti? Ti candidi?

Il congresso di Azione è il primo, quello fondativo. Per questo è importante. Calenda, da leader fondatore del partito di Azione, diventerà segretario nazionale. Per noi sono stati due anni molto difficili causa la pandemia. Gli organismi di direzione politica agivano come comitati promotori. Dopo il congresso avremo un segretario provinciale, un direttivo provinciale, consiglieri dell’assemblea nazionale. Poi costituiremo gli organismi comunali e intercomunali per avere una presenza organizzata sul territorio di Parma.

In qualità di coordinatore provinciale mi candido a Segretario Provinciale di Azione con l’impegno di far crescere il partito, valorizzando le competenze e le conoscenze delle decine di iscritti per portare il nostro contributo al dibattito pubblico con proposte serie e concrete. Mi rendo conto della responsabilità che mi attendono e per questo chiederò a tutti gli iscritti e simpatizzanti di sentirsi partecipi e protagonisti in questa fase costituente.

Qual è stato fin qui il ruolo di Azione nel tavolo del centrosinistra di Parma?

La partecipazione è stata “contenuta”. Fin dal primo incontro abbiamo riscontrato che il tavolo era troppo lungo, troppe distanze di vedute. Il campo ideologico non serve. Serve costruire un progetto per Parma che, come ha sostenuto Bonaccini, stia insieme sulle cose da fare. Tra l’altro c’è stato il congresso del PD, che si è appena concluso, con una discussione che verteva su opzioni diverse rispetto alle prospettive future e alle alleanze stesse. Abbiamo atteso l’esito del congresso.

Nel frattempo Azione, Italia Viva e PSI hanno dato vita al “Cantiere Draghi per Parma” e al Manifesto dei Riformisti per Parma. Porteremo il nostro autonomo e originale contributo di proposte e progetti considerandoci interlocutori interessati al confronto con le forze politiche e movimenti presenti al tavolo. Non solo, il nostro obiettivo è di coinvolgere esperienze civiche e persone che possano portare un concreto arricchimento alla costruzione di un progetto di governo per Parma. I Riformisti per Parma hanno presentato un manifesto aperto per raccogliere contributi e idee. Ai Riformisti il futuro di Parma sta cuore.

A livello di programma, qual è stato fin qui il risultato del tavolo?

Il tavolo ha prodotto indicazioni utili, ma di lavoro c’è n’è ancora tanto da fare. Sicurezza, rigenerazione urbana, vivibilità , ambiente, infrastrutture per la mobilità e fruibilità del territorio, benessere della persona e servizi al cittadino sviluppo della cultura e turismo, sviluppo economico e innovazione sono capitoli del nostro manifesto e su quei temi vorremmo portare il nostre contributo di idee.

Come ha dichiarato Draghi, saranno i sindaci e gli amministratori locali i veri utilizzatori delle enormi e straordinarie risorse del PNRR. Ecco una valida ragione per costruire un programma serio, concreto e realizzabile per Parma e per individuare una squadra di amministratori competenti e preparati.

Primarie del centrosinistra a Parma? Qual è la tua opinione in merito?

La scelta di una candidata o un candidato a sindaco è fondamentale anche perché il lavoro sul programma dovrà essere poi inevitabilmente condiviso con il primo cittadino. La principale forza politica di Parma, il PD, ha, più di altri, la responsabilità di indicare un percorso adeguato che consenta di individuare una candidatura autorevole e condivisa, che permetta di tenere insieme il Partito Democratico stesso, la coalizione e soprattutto sappia incarnare lo spirito della città.

Se emergesse una candidatura nella quale tutti si riconoscono, la scelta sarebbe semplice. Se in campo ci fossero più candidati, la vicenda diventerebbe più complessa e sinceramente potrebbe diventare maggiormente difficile individuare un criterio univoco di selezione. Lo statuto del PD, ad esempio, prevede le primarie di coalizione. Se non vi fosse condivisione su un’unica figura di candidato sindaco ovvero sul metodo di individuazione dello stesso, qualora vi fossero più pretendenti ugualmente rappresentativi, escludere le primarie a prescindere potrebbe diventare alquanto complicato. In ogni caso, per noi del Cantiere Draghi, quello che conta è e sarà il merito della scelta, le primarie sono un semplice metodo (che non ci appassiona, ma non ci vede neanche ostili) come ve ne potrebbero essere anche altri.

Quale deve essere il profilo del candidato sindaco della città?

Una candidata o un candidato che innanzi tutto deve avere una “passione” per l’amministrare una città importante come Parma. Deve sapere consolidare il senso di appartenenza alla comunità e infondere tra i cittadini l’orgoglio di sentirsi parte di essa. Saranno anni importanti quelli che ci stanno davanti e chi guiderà la città nei prossimi due mandati dovrà avere una enorme capacità progettuale; ci aspettano anni fondamentali per il futuro del nostro territorio, in cui bisognerà porre solide basi per superare la concorrenza dei territori a noi limitrofi che, negli ultimi anni, hanno cominciato a competere con forza con la nostra città. È indispensabile, quindi, che chi si candiderà al governo della città possa vantare nel proprio curriculum vitae esperienze manageriali e amministrative pregresse, ottime capacità relazionali con i sistemi istituzionali europei, nazionali e regionali, elementi fondamentali per la/il sindaca/o di una realtà come la nostra città, “capitale” di fatto dell’Emilia Occidentale. Come Riformisti ci riserviamo, chiarito il metodo di selezione, di avanzare anche alcune proposte interessanti.

Andrea Marsiletti