INTERVISTA – Michele Vanolli (Pd): “Al potere economico di Parma non è mai corrisposto un pari potere politico a Roma. Mi candidato a rappresentare il nostro territorio”

Lombatti

Michele Vanolli è il candidato del centrosinistra nel collegio uninominale della provincia di Parma.

Lo abbiamo intervistato.

Ormai mancano due giorni al voto. Che campagna elettorale è stata?

E’ stata una campagna strana, sia per i tempi stretti che per il periodo dell’anno in cui è avvenuta. Ciò ha avuto riflessi sull’organizzazione della campagna stessa. Ci troviamo nel mezzo di una gravissima crisi energetica, che è la preoccupazione principale di tutti, di cui ho parlato molto in termini di aiuti alle famiglie che all’imprese.

Ho impostato la campagna come fossero elezioni amministrative: pochi incontri di partito, tanti incontri con le persone. Ho girato quasi tutti i mercati e banchetti delle provincia, associazioni, imprese, sindacati… quattro cinque incontri al giorno per parlare dei problemi e delle possibili soluzioni.

E’ cambiato qualcosa nella percezione degli elettori dall’inizio della campagna elettorale a oggi?

Penso di sì. Mano a mano che passavano i giorni mi pare che un’importante quota dell’elettorato abbia preso coscienza che il Paese è in difficoltà, abbia davanti a sè un periodo complesso e pertanto non ci si possa permettere salti nel bui affidando il Paese a una coalizione di centrodestra che ha dimostrato nel passato di non essere in grado di guidarlo. Gli elettori hanno compreso che la coalizione in grado di governare il Paese è quella di centrosinistra e in particolare il Pd.



Quanto conterà la recente vittoria a Parma di Michele Guerra (di cui sei stato un costruttore
dell’alleanza da segretario cittadino del Pd) nella competizione delle politiche?

La premessa è che le elezioni politiche sono diverse da quelle amministrative, è evidente. Credo, però, che come a Parma alle comunali l’elettorato ha capito il progetto messo in campo dal centrosinistra, che ha trovato in Michele Guerra la persona capace di fare sintesi, penso allo stesso modo l’elettorato possa comprende quanto sia importante per la città e la nostra provincia avere una rappresentanza parlamentare forte all’interno delle Istituzioni romane che troppo spesso è mancata al nostro territorio.

Quali impegni elettorali parmigiani ti porti a Roma?

A Roma mi porto soprattutto la volontà di rappresentare il nostro territorio. Mi sono definito con una parola inglese, che nel tempo ha assunto una connotazione negativa senza però esserla: mi candido a fare il lobbista del territorio di Parma nelle Istituzioni romane. Ciò significa certamente svolgere l’attività parlamentare per la quale verrò eletto, ma anche un’altra, altrettanto importante, di collegamento con le Istituzioni locali e gli stakeholder. Perchè al potere economico di Parma non è mai corrisposto pari potere politico a Roma e a ciò occorre porre rimedio. Nel concreto mi impegnerò per le infrastrutture che mancano al territorio, nel settore ferroviario dall’Alta Velocità, alla Pontremolese, all’elettrificazione dei collegamenti secondari, alla cispadana. Poi c’è il tema degli invasi di cui abbiamo constatato la necessità con l’ultima siccità di questa estate. AM